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2010_BrentaNord
Brenta Nord

Brenta Nord

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Brenta Nord giugno 2010 Foto Collana maggio 2011 Home
001 img o tn Mi vedi? Mi vedi?
2010_ValdAmbiez
Brenta / Val d'Ambiez

Brenta

Val d'Ambiez

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Brenta Val d'Ambiez giugno 2010 Foto Collana maggio 2011 Home
2011_BrentaNord
Brenta / Cima del Vento, Cima di Tuenno, Cima dell'Uomo, Pale della Vallina

Brenta Settentrionale

Val Dimara, Cima del Vento 2761, Cima di Tuenno (Cima Tuena) 2679

Passo di Val Formiga 2072, Malga Cavali 2058, Passo della Nana 2195, Cima Nana 2572

Cima dell'Uomo 2543, Cima dell'Omet 2467, Pale della Vallina 2397

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Brenta Settentrionale giugno 2011 Val Dimara, Cima del Vento 2761, Cima di Tuenno (Cima Tuena) 2679 ? ? Passo di Val Formiga 2072, Malga Cavali 2058, Passo della Nana 2195, Cima Nana 2572 ? Cima dell'Uomo 2543, Cima dell'Omet 2467, Pale della Vallina 2397 mappa ? ? ? Foto Collana Home
003 img o tn Sentinella delle Caverne 2510, Val Dimara, Cresta delle Caverne Cima Est 2607, Val Pestacavre sovrastata dalla Cima Rocca 2830 Sentinella delle Caverne 2510, Val Dimara, Cresta delle Caverne Cima Est 2607, Val Pestacavre sovrastata dalla Cima Rocca 2830
003 img o tn Cima delle Palete 2405 Cima delle Palete 2405
003 img o tn Val Dimara Val Dimara
003 img o tn Torre delle Cornacchie 2575 Torre delle Cornacchie 2575
003 img o tn Monte Benon 2687, Schiena dell'Asino (la cresta orizzontale di collegamento), Cima di Tuenno (Cima Tuena) Occidentale 2679 e Orientale 2668 Monte Benon 2687, Schiena dell'Asino (la cresta orizzontale di collegamento), Cima di Tuenno (Cima Tuena) Occidentale 2679 e Orientale 2668
003 img o tn La cengia mozza
003 img o Il Roccione sulla cresta Nord-Est (che separa Val Pestacavre e Val Dimara) della Cima Paradiso. Una via da esplorare? ?
003 img o tn Cima Rocca 2831 Cima Rocca 2831
003 img o tn Cima delle Livezze 2780 e Cima del Vento 2761 Cima delle Livezze 2780 e Cima del Vento 2761
003 img o tn Val Pestacavre e Lago di Tovel Val Pestacavre e Lago di Tovel
003 img o Cima Paradiso dalla forcella (o vicino) fra Cima Rocca e Cima delle Livezze. Anche una via da esplorare? ?
003 img o tn Valle del Vento Valle del Vento
003 img o tn Corno di Denno 2873, Corno di Flavona 2918 e Cima Paradiso 2838 Corno di Denno 2873, Corno di Flavona 2918 e Cima Paradiso 2838
003 img o tn Valle del Vento Valle del Vento
003 img o tn Valle del Vento Valle del Vento
003 img o tn Schiena dell'Asino dalla Cima di Tuenno (Cima Tuena) Occidentale 2679 Dalla Cima di Tuenno 2679 (cima occidentale) verso la Schiena dell'Asino, dietro Sasso Rosso 2645 a sinistra e Monte Benon 2687 a destra.
003 img o Cima dell'Uomo e Sasso Rosso Piccolo ?
003 img o mappa
003 img o Castellacio, Pale della Vallina, Sasso Rosso Piccolo, Cima dell'Uomo e Passo del Sasso Rosso ?
003 img o Pale della Vallina verso Cima dell'Uomo, Sasso Rosso e Cima Nana ?
003 img o Passo della Nana e Malga Nana ?
Brenta / Cima dell'Uomo, Cima dell'Omet, Pale della Vallina, Val Dimara

Brenta

Cima dell'Uomo 2543, Cima dell'Omet 2467, Pale della Vallina 2397

Val Dimara

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Brenta Cima dell'Uomo 2543, Cima dell'Omet 2467, Pale della Vallina 2397 giugno 2011 Passo di Sasso Rosso e Sasso Rosso Piccolo sono nomi usati per toponimi senza nome per più facile riferimento nel testo. Segni blu, o puntini bianchi sulla cresta nera: la via percorsa Segni rossi: sentieri segnati Come punto di partenza scegliamo Passo di Pra Castron. In lieve salita arriviamo al Passo di Sasso Roso. Facciamo una piccola digressione al Sasso Rosso per la bella vista, ma anche per osservare la futura via. Per la cresta saliamo al Sasso Rosso Piccolo. Non seguiamo la cresta invitante verso Cima dell'Uomo. Finisce con un salto. Forse non riusciremmo discendere alla forcella sottostante. Invece discendiamo a Nord (il lato del Pian della Nana). Presto si apre a destra una larga cengia-balcone che seguiamo fino alla spala Nord-Est della Cima dell'Uomo. Da qui saliamo Cima dell'Uomo. Per la spala discendiamo al Passo dell'Uomo (incrociamo la segnavia, a pomeriggio siamo ancora qui) e poi per la cresta alla anticima Ovest della Cima dell'Omet. Cima dell'Omet è un vasto altopiano verde che si estende verso Est dove si trova la quota piu alta. Continuiamo per la cresta a Pale della Vallina e alla sella antistante quota 2279. Quella quota anche meriterebbe una visita. Non siamo del tutto tranquilli perché la discesa verso Pian della Nana non ci pare semplice. Quindi dall'inzio della larga sella discendiamo subito a Nord-Ovest per ripidi prati verdi (ma non pericolosi, almeno quando sono asciutti) tenendoci pochino a destra. Non vediamo il zoccolo del pendio perché più basso il pendio diventa ancora più ripido. Discesi al punto dove si vede il zoccolo notiamo che non possiamo continuare la discesa. È troppo ripida. Adesso traversiamo a destra e presto incontriamo un canale, magari con tracce di sentierino, che ci permette una sorprendente facile discesa al Pian della Nana. Seguiamo le tracce che ci guidano in un corridoio verde largo decina metri, con pareti laterali di qualche metro di altezza. Camminiamo in direzione Malga Nana (tuttavia abbiamo dovuto osservare la via dall'alto, dalla cresta della Vallina) per il Pian memo meno dirupato. Incontriamo molte marmotte, alcune di grandezza imponente. Dalla Malga Nana saliamo per una facile paretina alla grande terrazza verde che seguiamo in direzione Sud-Ovest. La oasi di pace e bellezza. Il sentiero segnato la ovvia (protegge) salendo più sopra al Passo della Nana. Dopo ventina minuti incontriamo il sentiero segnato (provenendo in discesa dal Passo della Nana) per il Passo del Uomo. Da lontano non è chiaro come senza una ferratina raggiungere il Passo, ma da vicino si scopre un canale angusto che permette (quando è asciutto) una facile salita. Ma adesso al fine giugno è colmo di neve dura e ripidissima. Per la fortuna il suo lato destro è così asciutto, largo giusto che possiamo passare, eppure un po' sporcati da neve. Ma sul punto più alto si ha formato un camino verticale di circa tre metri con un lato di neve duro e l'altro roccioso. Forse in discesa sarebbe troppo duro. Fin qui segnavia è discreta e in armonia con natura. Adesso comincia una serie di segni rossi grandi e irritanti, dipinti letteralmente ogni due metri. Notiamo con sollievo che alcuni segni sono ridipinti in grigio. Scavalchiamo il Passo, una grande terrazza carsica di bellezza particolare e poi (la segnavia ancora diventa normale) per le cenge rivolte a Sud arriviamo alla conca sotto il Passo di Pra Castron. Val Dimara giugno 2011 {c) Dal Sentiero delle Palete, nel punto ove questo attraversa la conca della Livezza Piccola (v. it. Xf), si sale verso O a un'altra conca, subito sopra, ove confluiscono la V. Dimara a sinistra e la V. Pestacavre a destra. Per zolle erbose, detriti e neve, si rimonta tutta la piccola e selvaggia V. Dimara fin nella sua testata, si gira a destra un gradino di roccia, si lascia a destra una grande caverna e, per un canalone detritico, si sale verso la cresta che divide la V. Dimara dalla V. Gelada di Tuenno. Per la cresta erbosa 2 si sale %bcDB,480} verso un roccione e poi "a un grosso torrione (q. 2815) 2, ove si dividono le due creste che fiancheggiano a N e a S la V. Dimara."[bcDB,481] Per breve cresta con una forcellina nevosa usciamo al sentiero Constanzi, alla cresta principale Nord-Sud di Brenta. A sinistra per Cima Paradiso al Bivacco Bonvecchio, o a destra per Cima Rocca al Passo di Pra Castron. Come che ventina anni fa il sentiero Constanzi tra Bivacco Bonvecchio e Passo di Pra Castron non sia stato attrezzato tranne qualche chiodo isolato ai posti più delicati. Adesso ci sono corde fisse, non poche, gran peccato magari sulla Schiena dell'Asino. Potrebbe pensarsi: mettiamo una imbragatura per via ferrata e andiamo. Ma tranne l'attrezzatura il sentiero è solo per escursionisti esperti, abituati ai ripidi prati un po' (talvolta ancora più) esposti. Forse se vi bisogna imbragatura, il sentiero vi potrebbe essere troppo duro. Quando arrivate alla sella tra Cima delle Livezze e Cima del Vento, trovate ancora forza per salire Cima del Vento (quindicina minuti per la cresta facile e rilassante). Ci pare dalla sella che questa salita non abbia molto senso, ma guardando la bella triade2 dal bivacco Constanzi forse ci dispiacerà per l'occasione persa. le foto Settembre 2012 Bibliografia: bcDB , lvBta Home
004 img o la futura via
004 img o un salto
004 img o discendiamo a Nord
004 img o seguiamo
004 img o Passo dell'Uomo
004 img o altopiano verde
004 img o Pale della Vallina
004 img o si vede sopra la larga sella fra quota 2279 e la cresta delle Pale della Vallina un corridoio verde
004 img o alla grande terrazza verde
004 img o La oasi
004 img o un canale angusto
004 img o le cenge
004 img o la V. Dimara a sinistra e la V. Pestacavre a destra
004 img o V. Dimara
004 img o sua testata
004 img o una grande caverna
004 img o V. Dimara
004 img o V. Gelada di Tuenno
004 img o cresta erbosa
004 img o 2
004 img o un roccione
004 img o grosso torrione
004 img o Corno di Denno e Cima Flavona a sinistra e Cima Paradiso a destra 2
004 img o Bivacco Bonvecchio
004 img o Cima Rocca
004 img o Schiena dell'Asino dalla Cima di Tuenno (Cima Tuena) Occidentale 2679 Schiena dell'Asino
004 img o Cima del Vento, Cima delle Livezze e Cima Rocca la bella triade
004 img o 2
004 img o mappa Brenta Nord - Sasso Rosso, Pian della Nana
2011_ValBrenta
Brenta 2011

Val Brenta

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Val Brenta luglio 2011 Foto Collana Home
2012_ParcoNaturale
Parco Naturale Fanes, Puez - Odle Geisler

Parco Naturale

Fanes, Puez - Odle

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Parco Naturale Fanes, Puez - Odle giugno 2012 Il nuovo sentierone ha sotterrato il vecchio sentiero naturale. I sui resti non sepolti sono visibili al bordo sinistro del sentierone. Siamo in Parco Naturale Fanes, abbastanza alto nel Val de Fanes alla via dalla Spëscia al Ju de San Antone. Poi dove il suolo è più morbido, si vedono tracce dei veicoli, a prima vista di macchine fuori strada. Ma per una macchina, la distanza tra tracce di ruote sul suolo è un po' stretta, anche come alcuni passaggi del sentierone. Non è chiaro perché serva quello sentierone. Non ci sono, almeno non per adesso, alcuni impianti commerciali. Un accesso futuro per una nuova Ücia, una pista per il moto quad o nell'inverno per moto slittini? È possibile che era tre anni fa una valle (non in Himalaya, ma nelle Alpi) senza strade dal suo principio all'attitudine di 300 metri sino al suo fine (Pizzo Trubinasca 2918)? "Ecco la strada ... "2 Ancora un foto2 di marzo 2011 di Val Codera. "Immaginatevi com'era con un verdeggiante sentiero"2 "Con la morte nel cuore ho percorso questo tratto di valle. Non credo ci tornerò più per il solo 2" ... Perché si chiama una strada agro silvo pastorale? È meno stradale, è più naturale così? Una indulgenza, un rimedio per la nostra coscienza o un offusco delle nostre intenzioni? Che si vuole dire con Parco Naturale? Immaginiamo che esista una grande città con una montagna boscosa in vicino come un enorme polmone naturale. E abbiamo deciso per tagliare alberi o come si dice nella neolingua per monetizzare la selva. E cominciamo taglio. Una tempesta di protesti delle associazioni per proteggere natura, dei dottori di scienza, di personaggi e media pubblici .. Sia meglio costituire un parco naturale che comprende la montagna boscosa e che si cura nel senso legislativo di tutto tranne la selva. E correlare economico i nostri seriosi opponenti con il parco. Adesso tutti dormono tranquilli perché pensano che il parco si cura di ogni suo albero o ogni suo filo d'erba, e noi tagliamo, monetizziamo, tagliamo ... Una fitta rette di strade e stradine stringe il Sasso di Putia fino a 2300 metri dell'altezza. Nel senso naturalistico il suo giro dal Passo delle Erbe per Forcella Göma non ha molto senso. In gran parte la via segue le strade. E per la verità le strade sono per le macchine. Quando in pochi minuti incontriamo già la quarta machina (un?)autorizzata, che passa accanto non diminuendo o aumentando la velocità mostrando chi è il padrone qui, levando polvere e raffrescando l'aria con i suoi odori cittadini, fuggiamo a destra a monte e troviamo un sentiero in disuso, anche con rari segni sbiaditi che ci guida centinaio metri sopra e parallelo con la strada. Sovveniamo gli ultimi momenti di film Senza Pelle. Vediamo un bel prato fiorito e un giovane sereno che raccoglie tranquillamente i fiori. L'immagine diventa più ampia. Si vede ancora una casa in cui viveremmo volentieri. E più ampia ancora... Realizziamo che il prato e la casa sono in metà di una strada circolare. Ancora più ampia .. Vediamo una autostrada con la strada circolare come un parte della sua uscita. Il film fine. Se il film fosse del nostro tempo, forse vederemmo ancora un'antenna (o un paio o un cluster di antenne) per cellulari accanto della casa. Se non vi piace incontrare di bici (mountine bike) alla vostra via, dovreste anche considerare questo fatto, quando preparate la vostra gita. Adesso le seggiovie trasportano anche i bici. Per la discesa si usano sentieri escursionistici. Quindi sui tutti facili (o non difficili) sentieri escursionistici che discendono alla valle dalle quote raggiungibile dal funivie, seggiovie .. potete aspettare incontri numerosi con bici (perché non tra qualche anno con eco motori), non uno o ventina, ma più di centinaio. Alcuni sentieri come Adolf Munkel Weg sono vietati per bici. Almeno ci pare così interpretando le cartelli di divieto. Magari quando dal Rifugio Firenze scavalchiamo Forcella di Mesdi e discendiamo all'altro lato, giusto all'innesto con Adolf Munkel Weg incontreremo il cartello di divieto. Quindi se avete passato Forcella di Mesdi con bicicletta in questa direzione, dovreste ritornare per la stessa via. Ci pare che questo Weg non sia in buon parte percorribile in sella della bicicletta. In giugno fuori weekend abbiamo incontrato almeno loro cinquantina. Non abbiamo alcun desiderio per vedere com'è in agosto. Sia il meglio consultare internet come che siamo ciclisti appassionati cercando le piste ciclabili che potremmo meglio evitarle. aprile 2013 Home
006 img o Il nuovo sentierone
006 img o 2
006 img o 2
006 img o 2
006 img o un sentiero in disuso
2012_PizParom
Fanes, Conturines, La Varella, Piz Parom

Fanes

Conturines 3064, La Varella 3055, Piz Parom 2953

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Fanes Conturines 3064, La Varella 3055, Piz Parom 2953 giugnio 2012 Foto Collana luglio 2012 Home
007 img o tn Ti vedo.
2012_Putia_LeOdle_Puez
Putia Le Odle Puez

Sasso di Putia, Le Odle, Puez

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Sasso di Putia, Le Odle, Puez giugno 2012 Foto Collana luglio 2012 Home
2012_Rondoi_Baranci
Rondoi Baranci - Haunold Gruppe

Dolomiti di Sesto - Sextener Dolomiten

Rondoi Baranci - Haunold Gruppe Cima Piatta Alta - Hochebenkofel 2905

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Dolomiti di Sesto - Sextener Dolomiten Rondoi Baranci - Haunold Gruppe Cima Piatta Alta - Hochebenkofel 2905 giugnio 2012 Foto Collana luglio 2012 Home
2012_Sasso_delleNove
Fanes Sasso delle Nove

Fanes

Sasso delle Nove 2968

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Fanes Sasso delle Nove 2968 giugnio 2012 Foto Collana luglio 2012 Home
2012_Tae
Col Becchei di Sopra, Taë

Col Becchei di Sopra 2794, Taë 2511

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Col Becchei di Sopra 2794, Taë 2511 giugnio 2012 Foto Collana luglio 2012 Home
2013_Fanes
Fanes

Fanes

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Fanes giugno 2013 Foto Collana agosto 2013 Home
2013_LeOdle_Puez
Le Odle - Geislergruppe, Puez

Le Odle - Geislergruppe, Puez

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Le Odle - Geislergruppe, Puez luglio 2013 Foto Collana agosto 2013 Home
2013_Sciliar_Catinaccio
Jungschlern - Piccolo Sciliar, Tschurtschenthaler Steig

Piccolo Sciliar - Jungschlern

Tschurtschenthaler Steig

Dove è l'inizio?

Intermezzo

Uscita

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Piccolo Sciliar - Jungschlern Tschurtschenthaler Steig luglio 2013 "Infatti, lo Sciliar offre a Fiè le sue pareti più impervie, alte più di 1000 metri e talmente aggettanti che oggi sono pochissimi gli alpinisti romantici rimasti, capaci di trovare la partenza della salita Tschurtschenthaler. Trattasi di una via tra le rocce, probabilmente l'unica che attraversa l'enorme parete con passaggi di roccia semplicissimi, grazie a continue inversioni di direzione e passaggi nascosti tra pini, mughi e canaloni nascosti." "Der Schlern zeigt sich bei Völs mit seinen 1000 Meter hohen, steilen Felswänden nämlich von seiner schroffsten Seite. Nur vereinzelte, romantische Bergsteiger wissen heute noch, wo der Tschurtschentaler-Aufstieg ausgeht. Der Weg bahnt sich durch versteckte Felsrinnen und den dichten Föhrenwald." Dove è l'inizio? Sarebbe bene osservare la parete di Jungschlern - Piccolo Sciliar cercando dove potrebbe passare la via o almeno dove sarebbe il suo inizio. Un posto, una debolezza evidente nella parete, che ci è parso per un inizio molto attraente, non era giusto. Camminiamo sotto la parete cercando un'altra possibilità. Talvolta discendiamo un po' (nel momento della debolezza potremmo continuare verso la vale) e poi risaliamo verso lo zoccolo della parete. E finalmente usciamo a un sentierino (anche di uomini) che sale dritto verso la parete all'apparenza percorribile. Presto incontriamo il primo ometto. Dopo decina (o meno?) minuti ci aspetta una biforcazione. Proviamo primo a sinistra. Eppure ritorniamo al sentierino a destra che ci guida in un canale. Incontriamo il secondo ometto (e l'ultimo che abbiamo notato sulla via) proprio sul sentierino. Lo interpretiamo come un muretto e deviamo per canale laterale a sinistra e poi per canali saliamo verso la cima dell'avancorpo della parete. Prima della cima un buon sentierino guida dal canale orizzontalmente a destra, ma lo ignoriamo (perché?), continuando la salita attratti dalla cima. Presto siamo sulla cima (in realtà una spalla, un coletto che collega la parete principale a sinistra con una cima vicina e disposta a destra), senza vista e tracce e ingombrati dai mughi fitti. Ritorniamo disperati, ma adesso rinotiamo il nostro sentierino orizzontale, che abbiamo ingiustamente trascurato. Intermezzo Un movimento di 1° grado non difficile, ma molto esposto, esagerando espostissimo. Una traversa esposta2 di 1° grado e 1° superiore ci porta fino alla costola che poi seguiamo. A sinistra ci spaventa il profondo vertiginoso, a destra ci protegge il fianco barancioso. Possiamo seguire il filo della costola (impressionante), ma quando è tropo difficile o esposto spostiamo un po' a destra, dove (ci pare) sia la via "ufficiale", le tracce tra mughi e per le rocce. In tal modo passiamo con 1° grado superiore, al più. La costola (anche il fianco a destra) diventa sempre più ripida ed esposta. I suoi ultimi metri sono epure di 2° grado (duro e esposto) e meglio è evitarli a destra. Uscita E finalmente con sollievo vediamo un canale che sale alla cresta uscendo poco a destra e poco sotto il piano di Jungschlern. Seguendo qualche traccia, traversiamo a destra il fianco verde ed entriamo nel canale. Saliamo per il suo fondo. Da lontano ci è parso benigno, ma adesso diventa più e più serioso. Una cengia invitante guida a destra fuori canale nella parete aperta, ma dopo cinquantina metri epure ritorniamo nel canale. Non ci sono più alcune tracce. Un masso sbarra la via. Qualche movimento di 1° grado, ma anche uno obbligatorio di 2°. Un passo non semplice da destra a sinistra. Si apre la possibilità di uscire dal canale a sinistra e per il suo fianco traversare al forcellino (la cima del canale stesso). Forse potremmo continuare per il canale, ma da questo punto è seminascosto dietro l'angolo e sembra verticale. Usciamo a sinistra, traversando in obliquo ventina metri da destra a sinistra (1° grado superiore), e poi a destra fino al forcellino2 (1° grado). Ancora qualche metro per la cresta (1° grado adesso divertente) e siamo sul piano2,3 verde di Jungschlern (jung = giovane). novembre 2013 Appendice, agosto 2014. giugno 2014 Piccolo Sciliar - Jungschlern dal2 sentiero Ums - Rifugio Tschafon (numero 4) forse da qualche sopra Tschafonleger. forse dal2 parcheggio all'inizio del paese Ums-Umes (provenendo da Völs am Schlern - Fiè allo Sciliar). l'albero particolare2,3 Home
014 img o Jungschlern - Piccolo Sciliar
014 img o sotto la parete
014 img o Una traversa esposta
014 img o 2
014 img o alla costola
014 img o un canale
014 img o Una cengia
014 img o e
014 img o forcellino
014 img o il suo lato opposto 2
014 img o sul piano
014 img o 2
014 img o 3
014 img o dal
014 img o 2
014 img o dal
014 img o 2
014 img o 2013 l'albero particolare
014 img o 2013 2
014 img o 3
Sciliar - Schlern Catinaccio - Rosengarten

Sciliar - Schlern, Catinaccio - Rosengarten

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Sciliar - Schlern, Catinaccio - Rosengarten luglio 2013 Foto Collana agosto 2013 Home
2013_Tae
Col Becchei di Sopra, Taë

Col Becchei di Sopra 2794, Taë 2511

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Col Becchei di Sopra 2794, Taë 2511 giugno 2013 Foto Collana agosto 2013 Home
2014_Fanes
Fanes

Fanes

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Fanes luglio 2014 Foto Collana luglio 2014 Home
2014_LeOdle
Le Odle - Geislergruppe

Le Odle - Geislergruppe

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Le Odle - Geislergruppe giugno 2014 Foto Collana luglio 2014 Home
2014_Puez
Puez

Puez

Val Lietres, Lech de Crespeina, Vallunga

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Puez Val Lietres, Lech de Crespeina, Vallunga giugno 2014 Foto Collana luglio 2014 Home
2014_Sciliar_Catinaccio
Sciliar - Schlern, Catinaccio - Rosengarten

Sciliar - Schlern, Catinaccio - Rosengarten

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Sciliar - Schlern, Catinaccio - Rosengarten giugno 2014 Foto Collana luglio 2014 Home
2015_Banch_dalSe
Puez - Banch dal Se

Puez

Banch dal Sè

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Puez Banch dal Sè luglio 2015 Foto Collana settembre 2015 Bibliografia: ladinia.it Home
2015_Furcia_daiFers
Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze

Fanes

Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze 2534

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Fanes Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze 2534 luglio 2015 "Sui luoghi il monte è detto più brevemente Furcia dai Fers (da non confondere con la vicina Furcia, cioè forcella dai Fers 2). Le cime sono due: quella a Nord 2 , 3, m. 2534, la principale, che guarda a Pederü, è detta « de fora » perchè è più a valle; quella a Sud 2, 3, 4, m. 2480 (Vordere Eisengabelspitze, col significato di Punta Davanti perchè fronteggia i Rifugi La Varella e Fánes), è detta « da ete »."[abDOI1a,277] Foto Collana settembre 2015 Bibliografia: abDOI1a Home
022 img o forcella dai Fers
022 img o 2
022 img o quella a Nord
022 img o 2
022 img o 3
022 img o quella a Sud
022 img o dietro si vede « de fora » 2
022 img o 3
022 img o 4
022 img o tn Col dles Fozores 2357 con il suo canalone.
022 img o tn Castelo Bancdalse (Banc dal se)
022 img o tn Muntejela de Senes (Monte Sella di Senes) 2787 e a destra Col dles Fozores 2357 (cupola verde) con il suo canalone.
022 img o tn Castelo Bancdalse (Banc dal se)
022 img o tn Valun de Fanes, dietro gli alberi Col Becchei di Sopra 2794 Salita alla Furcia (Forcella) dai Fers
022 img o tn Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze 2534
022 img o tn Nel centro Forcella Camin 2395. A sinistra Croda Camin 2610, a destra Punte di Col Becchei
022 img o tn Salita alla Furcia (Forcella) dai Fers
022 img o tn Salita alla Furcia (Forcella) dai Fers
022 img o tn Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze 2534
022 img o tn Castello Bancdalse, Forcella Bancdalse, Croda Camin 2610 (Cima Principale, Punta Ovest I) e Croda del Becco 2736 (Punte di Col Becchei)
022 img o tn Forcella Camin 2395 (tutto a sinistra) e Punte di Col Becchei (Croda del Becco 2736, quota 2685 e Col Becchei di Sopra 2794)
022 img o tn In basso Valun de Fanes Salita alla Furcia (Forcella) dai Fers
022 img o tn Furcia (Forcella) dai Fers 2320
022 img o tn Furcia (Forcella) dai Fers
022 img o tn Salita alla Furcia (Forcella) dai Fers
022 img o tn Dont de Furcia dai Fers da ete (Cima Sud) 2480 - Vordere Eisengabelspitze
022 img o tn A sinistra Dont de Furcia dai Fers da ete (Cima Sud) 2480 - Vordere Eisengabelspitze.
022 img o tn Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze 2534
022 img o tn Sullo sfondo Tofane III e I (de Inze e di Rozes) Punte di Col Becchei (Croda del Becco 2736, quota 2685 e Col Becchei di Sopra 2794) Nel secondo piano Cime di Furcia Rossa II ,III e IV
022 img o tn Muntejela de Senes (Monte Sella di Senes) 2787
022 img o tn Croda Rossa d'Ampezzo
022 img o tn Croda del Becco - Grosser Seekofel (Seekofl) 2810
022 img o tn Monte Sella de Fanes (Antoniusspitze o Piz de Sant’Antone) 2665. Nel secondo piano Sasso delle Nove - Neunerspitze (Sass de les Nü) 2968. Sullo sfondo Sasso delle Dieci - Zehner - Sas dles Diesc 3026
022 img o tn Dont de Furcia dai Fers da ete (Cima Sud) 2480 - Vordere Eisengabelspitze
022 img o tn Nel primo piano Castello Bancdalse. Nel secondo piano Crode Camin e Forcella Camin
022 img o tn Nel primo piano nel centro Col dles Fozores 2357
022 img o tn Muntejela de Senes (Monte Sella di Senes) 2787
022 img o tn Valle di Rudo, Il prato Tamersc 1432
022 img o tn Dont de Furcia dai Fers da ete (Cima Sud) 2480 - Vordere Eisengabelspitze
022 img o tn sullo sfondo a destra Monte Loires 2527? Furcia (Forcella) dai Fers, il lato Ovest
022 img o tn La discesa dalla Forcella dai Fers al Valun de Fanes
022 img o tn La discesa dalla Forcella dai Fers al Valun de Fanes
022 img o tn Punte di Col Becchei (Croda del Becco 2736, quota 2685 e Col Becchei di Sopra 2794)
022 img o tn Castelo Bancdalse. A sinistra nella cresta si vede la sua finestra.
2015_LaVarella
Fanes La Varella

Fanes

La Varella

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Fanes La Varella luglio 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2015_LeOdle_3
Le Odle

Le Odle

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Le Odle giugno 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2015_LeOdle_Puez_2
Le Odle - Puez

Le Odle - Puez

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Le Odle - Puez giugno 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2015_MonteVallonBianco_FurciaRossaII
Fanes Monte Vallon Bianco - Furcia Rossa II

Fanes

Monte Vallon Bianco - Furcia Rossa II

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Fanes Monte Vallon Bianco - Furcia Rossa II giugno 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2015_Odle_diEores_1
Odle di Eores - Aferer Geisler

Odle di Eores - Aferer Geisler

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Odle di Eores - Aferer Geisler giugno 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2015_Sasso_delleDieci
Fanes Sasso delle Dieci - Zehner - Sas dles Diesc

Fanes

Sasso delle Dieci - Zehner - Sas dles Diesc 3026

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Fanes Sasso delle Dieci - Zehner - Sas dles Diesc 3026 luglio 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2015_ValCiastlins_Sennes
Val Ciastlins, Monte Sella di Senes 2787

Senes

Val Ciastlins, Monte Sella di Senes 2787

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Senes Val Ciastlins, Monte Sella di Senes 2787 luglio 2015 Foto Collana settembre 2015 Home
2016_Cascate_de_Fanes
Fanes / Cascate de Fanes

Fanes

Cascate de Fanes

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Fanes Cascate de Fanes guigno 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2016_Castel_de_Fanes
Castel de Fanes

Fanes

Castel de Fanes

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Fanes Castel de Fanes luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2016_Castel_de_RaValbones
Croda Rossa d'Ampezzo / Castel de Ra Valbones

Croda Rossa d'Ampezzo

Castel de Ra Valbones

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Croda Rossa d'Ampezzo Castel de Ra Valbones giugno 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: pbCRA , abDOI1a Home
032 img o tn Pomagagnon da Nord, Pelmo retrostante Croda e Testa del Bartoldo, Croda di Pomagagnon, Croda Longes con Gusela di Padeon sottostante, Forcella del Pomagagnon, Campanile Dimai e Punta della Croce un po' nascosta dalla verde Pala Pezories
2016_ColToronn
Puez / Col Toronn

Puez

Col Toronn

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Puez Col Toronn luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Home
2016_Croda_de_R_Ancona
Croda Rossa d'Ampezzo / Croda de R'Ancona

Croda Rossa d'Ampezzo

Croda de R'Ancona

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Croda Rossa d'Ampezzo Croda de R'Ancona guigno 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: pbCRA , abDOI1a Home
2016_FurciaRossaIII
Fanes / Furcia Rossa III

Fanes

Furcia Rossa III

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Fanes Furcia Rossa III luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2016_Lavinores
Croda Rossa d'Ampezzo / Lavinores

Croda Rossa d'Ampezzo

Lavinores

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Croda Rossa d'Ampezzo Lavinores guigno 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: pbCRA , abDOI1a Home
2016_Mont_de_Seura
Puez / Vallunga, Val de Lietres, Lech de Crespeina, Mont de Seura, Val de Chedul

Puez

Vallunga, Val de Lietres, Lech de Crespeina, Mont de Seura 2548, Val de Chedul

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Puez Vallunga, Val de Lietres, Lech de Crespeina, Mont de Seura 2548, Val de Chedul luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Home
2016_MonteCavallo
Fanes / Monte Casale, Monte Cavallo

Fanes

Monte Casale 2894, Monte Cavallo 2912

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Fanes Monte Casale 2894, Monte Cavallo 2912 luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2016_Pra_dArmentara
Conturínes / Pra d'Armentera

Conturínes

Pra d'Armentara

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Conturínes Pra d'Armentara luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Home
2016_Sciliar_Schlern
Sciliar - Schlern

Sciliar - Schlern

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Sciliar - Schlern luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Home
2016_Tae
Dolomiti / Croda Rossa d'Ampezzo / Taë (Tae)

Croda Rossa d'Ampezzo

Taë

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Croda Rossa d'Ampezzo Taë luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2016_ValFormin
Croda da Lago / Val Formin

Croda da Lago

Val Formin

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Croda da Lago Val Formin luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2016_ValTravenanzes
Tofane / Val Travenánzes

Tofane

Val Travenánzes

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Tofane Val Travenánzes luglio 2016 Foto Collana agosto 2016 Bibliografia: abDOI1a Home
2017_CampanileDimai
Dolomiti / Pomagagnon / Campanile Dimai, Punta delle Croce

Pomagagnon

Campanile Dimai 2310, Punta delle Croce 2297

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Pomagagnon Campanile Dimai 2310, Punta delle Croce 2297 giugno 2017 Foto Collana settembre 2017 Home
044 img o tn Crosa Rossa d'Ampezzo e Ra Sares sotostante
044 img o tn Croda de R'Ancona 2366 con la sua finestra Il Busc (Bus, Buco) de R'Ancona
044 img o tn Val Pomagagnon
044 img o tn Val Pomagagnon Gusela (Bujela) de Padeon
044 img o tn Val Pomagagnon Gusela de Padeon 2252
044 img o tn Crosa Rossa d'Ampezzo e Ra Sares sotostante
044 img o tn Val Pomagagnon Gusela de Padeon 2252
044 img o tn Prati del Pomagagnon con Pale delle Pezories III, II e I (con due vette)
044 img o tn Croda Longes 2443 e Forcella Pomagagnon 2178
044 img o tn Croda Longes da Forcella Pomagagnon
044 img o tn Croda Longes e Croda di Pomagagnon
044 img o tn Campanile Dimai
044 img o tn Croda di Pomagagnon e Testa del Bartoldo
044 img o tn Croda Longes e Croda di Pomagagnon
044 img o tn Punta della Croce 2297
044 img o tn Cortina d'Ampezzo dalla Punta della Croce
044 img o tn Tofana di Mezzo e Tofana di Dentro (de Inze)
044 img o tn Croda di Pomagagnon e Testa del Bartoldo
044 img o tn Monte Vallon Bianco
044 img o tn Campanile Dimai
044 img o tn Croda Longes, Croda di Pomagagnon e Testa del Bartoldo
044 img o tn Pale delle Pezories III, II e I
044 img o tn Punta Fiames dalla Punta della Croce
044 img o tn Campanile Dimai
044 img o tn Croda Longes, Croda di Pomagagnon e Testa del Bartoldo
044 img o tn Val Pomagagnon
044 img o tn Costa e Testa del Bartoldo
044 img o tn Costa e Testa del Bartoldo (a sinistra), Gusela de Padeon (a destra)
044 img o tn ? Val Pomagagnon con Campanile Dimai e Punta della Croce ?
044 img o tn La strada della Val Padeon La strada della Val Padeon
044 img o tn ? Pala delle Pezories III ?
2017_Castello_di_Potofana
Dolomiti / Tofana di Dentro (o Tofana de Inze o Tofana III) / Castello di Potofana / Vallon di Potofana / Val Travenanzes / Ponte dei Cadoris

Tofana di Dentro

Castello di Potofana 2474

La via per il Vallon di Potofana

Notizie

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Tofana di Dentro Castello di Potofana 2474 giugno 2017 Foto Collana Castello di Potofana i Il nome proposto per la quota 2474 nella parete Nord Ovest di Tofana di Dentro (o Tofana de Inze o Tofana III), segnata senza nome sulla carta di Tabacco 03 Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane 1:25.000 (Ed./Aufl. 2015). La quota si anche trova innominata sulla carta IGM 1:25.000 accessibile online per Geoportale Nazionale help Sulla sella tra Tofana di Dentro e Castello di Potofana passa il sentiero Cengia Paolina. Sembra che adesso sia 'ufficialmente' abbandonato. Sulla mappa di Tabacco sopradetta è segnato soltanto con puntini neri. Non notiamo segni rossi attorno la sella. Così la parete enorme di Tofana di Dentro rivolta al Val Travenanzes diventa alla naturale, in contrario al lato opposto arredato con impianti di risalita, piste di sci, strade di servizio, vie ferrate ... C'è un buon consiglio che deve guardare la carta con cura, ma anche sarebbe bene avere con sé, le foto 'illuminanti', non solo nella nostra memoria, ma anche nella nostra tasca, stampate su carta. Un anno fa, senza questa foto (tranne nella nostra memoria), abbiamo sbagliato l'inizio della via nel Val Travenanzes, salendo per una rampa 2, 3, 4, 5, 6 ripida e selvaggia, con alcuni passi esposti e (o) di 1° grado superiore, incisa nella parete più a monte. Siamo saliti abbastanza alto, ma eppure siamo ritornati poco prima di toccare la cengia orizzontale che si vede bene nella foto. Guardando la foto si notano le tracce sulla rampa. Anche dal suo inizio, salgono le altre tracce a sinistra verso la cengia orizzontale. Pare che la rampa fosse anche utilizzata come l'accesso alla cengia orizzontale, tuttavia più difficile dell'accesso normale. La via per il Vallon di Potofana Ci aiutano le tracce scarse che ogni tanto scompaiono, ma nella parte superiore quando si apre il Vallon di Potofana, il camino è tutto libero eppure con la paura (ir)razionale come ritornare. Nella prima parte della salita dal Val Travenanzes alla cengia orizzontale 2 e poi la sua traversa a sinistra fino all'ingresso del Vallon di Potofana, non abbiamo notato nessun ometto. Poi ce ne sono solamente per una mezza ora di camino verso su. Forse non si dovrebbe per la prima volta percorrere questa via in discesa. In ritorno non è facile riconoscere il posto dove lasciare la cengia orizzontale verso giù. Ci ha aiutato un ometto modesto, che abbiamo fatto in salita giusto sulla traccia sulla cengia. Nonostante che fossimo qui qualche ora fa, non riconosciamo questo decisivo punto dell'orientamento in discesa. Magari ci pare che qui non si dovrebbe lasciare la cengia orizzontale. Adesso ancora aggiungiamo al ometto tre frecce di sassolini, così che ciascuna indica una dei tre possibili direzioni. Guardando a monte: a sinistra La via per il Vallon di Potofana (impressionante, talvolta ci pare come che siamo nella Brenta). a destra Sentiero Lancedelli 1 a noi sconosciuto. dietro le nostre spalle verso giù La discesa al Val Travenanzes sembra spaventosa, ma dopo qualche passo inquietante per ripido pendio verde che cade vertiginosamante alla valle deviamo a destra (nel senso della discesa) al bordo del pendio e la parete soprastante. Adesso con passo tranquillo per le tracce verso la valle. Notizie Dopo il Ponte dei Cadoris 1483 sopra la gola Travenanzes, la strada diventa ripida e sassosa (bruttina). Ma subito a sinistra devia un'altra strada (resti di una mulattiera vecchia?), presto un sentiero dolce nell'ambiente idillico. Poi usciamo a un sentiero segnato: a sinistra lungo il torrente in direzione Passo Posporcora, bello ma non spettacolare come il sentiero Cascate di Fanes; a destra ritorniamo alla nostra strada bruttina giusto all bivio (con una tavola e due panche) per Val Travenanzes. agosto 2017 Home
045 img o tn Cima Fanis di Mezzo, Cima Fanis Nord, Monte Cavallo, Monte Casale, Monte Castello e Cima Campestrin Nord al bordo destro Cima Fanis di Mezzo, Cima Fanis Nord, Monte Cavallo, Monte Casale, Monte Castello e Cima Campestrin Nord al bordo destro
045 img o tn Cima Campestrin Nord (tutto a sinistra), Cima di Furcia Rossa VI, V, IV e III Cima Campestrin Nord (tutto a sinistra), Cima di Furcia Rossa VI, V, IV e III
045 img o tn Castello di Potofana, sulla cima verso Torre di Fanis nel centro e a destra: Cima Fanis di Mezzo, Cima Fanis Nord, Monte Cavallo e Monte Casale Castello di Potofana, sulla cima verso Torre di Fanis nel centro e a destra: Cima Fanis di Mezzo, Cima Fanis Nord, Monte Cavallo e Monte Casale
045 img o tn Castello di Potofana, sulla cima verso Tofana di Dentro Castello di Potofana, sulla cima verso Tofana di Dentro
045 img o tn Cima di Furcia Rossa III, II, I, Furcia Rossa con Grava di Travenanzes sottostante, quota 2642 di Monte Vallon Bianco e la forcella forse decisiva per discesa al Val di Travenanzes Cima di Furcia Rossa III, II, I, Furcia Rossa con Grava di Travenanzes sottostante, quota 2642 di Monte Vallon Bianco e la forcella forse decisiva per discesa al Val di Travenanzes
045 img o Castello di Potofana
045 img o i
045 img o help
045 img o questa foto
045 img o rampa
045 img o 2
045 img o 3
045 img o 4
045 img o 5
045 img o 6
045 img o foto
045 img o foto
045 img o cengia orizzontale
045 img o 2
045 img o Vallon di Potofana
045 img o subito a sinistra
2017_Croda_Camin_Nord_Est
Dolomiti / Croda Rossa d'Ampezzo / Croda Camin Nord-Est

Croda Rossa d'Ampezzo

Croda Camin Nord-Est 2486

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Croda Rossa d'Ampezzo Croda Camin Nord-Est 2486 giugno 2017 Salita dalla Forcella Lavinores 2240 un po' (talvolta più, talvolta meno) a destra dalla cresta Nord-Est. i C'è una cengia che taglia la parete Sud-Est della Croda Camin Nord-Est salendo dalla Val di Mezzo (Ruoibes de Inze) verso Nord-Est. Forse esce sulla cresta qui. “Ritengo che la cengia del Lainores coincida con una cengia che ho percorso alla fine degli anni ’70 ...” Foto Collana settembre 2017 Bibliografia: pbCRA Home
046 img o Croda Camin Nord-Est dalla Cima Lavinores Salita dalla Forcella Lavinores 2240 un po' (talvolta più, talvolta meno) a destra dalla cresta Nord-Est.
046 img o tn Crode Camin da presso il Lago de Rudo 1990 Croda Camin Nord-Est 2486 e Croda Camin Centrale 2592
046 img o tn Croda Camin Nord-Est 2486, Croda Camin Centrale 2592 e Croda Camin Nord 2475
046 img o tn Croda Camin Nord-Est 2486
046 img o tn Croda Camin Nord 2475
046 img o tn verso Forcella Lavinores
046 img o tn Croda Camin Nord-Est 2486
046 img o tn Sulla cresta NE della Croda Camin Nord-Est
C'è una cengia che taglia la parete Sud-Est della Croda Camin Nord-Est salendo dalla Val di Mezzo (Ruoibes de Inze) verso Nord-Est. Forse esce sulla cresta qui.
“Ritengo che la cengia del Lainores coincida con una cengia che ho percorso alla fine degli anni ’70 ...”
046 img o tn La salita alla Croda Camin Nord-Est In basso Forcella Lavinores
046 img o tn La salita alla Croda Camin Nord-Est
046 img o tn Punta di Col Becchei (Punta Bassa o di Sotto 2736)
046 img o tn Croda Camin Centrale 2592
046 img o tn Sass da les Diisc 3026 (Sasso delle Dieci, Zehnerspitze, Cima Dieci) e Sass de les Nü 2968 (Sasso delle Nove, Neunerspitze, Cima Nove)
046 img o tn Sullo sfondo Cima Formenton 2830, Tofana de Inze (di Dentro o III) 3238 e Tofana di Rozes (di Fuori o I) 3225 Nel primo piano Croda d'Antruiles 2405 e Forcella d'Antruiles. Nel secondo piano (a sinistra) Taë (Tae) 2511. Nel terzo piano Monte Vallon Bianco 2687
046 img o tn Lavinores e sullo sfondo Croda Rossa d'Ampezzo
046 img o tn Punta di Col Becchei (Punta Bassa o di Sotto 2736)
046 img o tn Taburlo 2261 (dietro Col Rosa 2166) e Tae
046 img o tn L'inizio della discesa al Pic Valun Sulla cresta, subito a destra il spuntone
046 img o tn La cresta verso Croda 2506. Nello sfondo Croda Camin Centrale 2592
046 img o tn Croda Camin Nord-Est
046 img o tn Croda Camin Nord
046 img o tn La discesa al Pic Valun (Vallone Piccolo)
046 img o tn La discesa al Pic Valun (Vallone Piccolo)
046 img o tn Croda Camin Nord
046 img o tn Croda Camin Nord
046 img o tn Croda Camin Nord-Est e il spuntone La discesa al Pic Valun (Vallone Piccolo)
046 img o tn Il spuntone e Croda 2509 La discesa al Pic Valun (Vallone Piccolo)
046 img o tn La discesa al Pic Valun (Vallone Piccolo)
046 img o tn Dal Pic Valun (Vallone Piccolo) verso la cresta tra Croda Camin Nord-Est e Croda 2509
046 img o tn Croda Camin Centrale 2592
046 img o tn Lavinores 2462
046 img o tn Monte Sella di Senes 2787
046 img o tn Croda Camin Nord-Est e Croda 2509
046 img o tn Lavinores 2462
046 img o tn Croda Camin Nord-Est
2017_Lerosa
Dolomiti / Croda Rossa d'Ampezzo / Forcella Lerosa

Croda Rossa d'Ampezzo

Forcella Lerosa

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Croda Rossa d'Ampezzo Forcella Lerosa giugno 2017 Foto Collana settembre 2017 Home
2017_Montesela
Dolomiti / Croda Rossa d'Ampezzo / Val Montesela

Croda Rossa d'Ampezzo

Val Montesela (Ra Montejela)

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Croda Rossa d'Ampezzo Val Montesela (Ra Montejela) giugno 2017 Foto Collana settembre 2017 Home
2017_Patrimonio
Dolomiti / patrimonio / sentieri naturali / suoni naturali

Patrimonio

Sono il patrimonio, sentieri naturali delle Dolomiti? Salvare sentieri con fondo naturale?

Sono il patrimonio, suoni naturali delle Dolomiti?

Conservare i suoni naturali delle Dolomiti?

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Patrimonio "patrimonio (conservare gli eccezionali valori universali per un territorio orientato al Patrimonio Mondiale)" C'è un film: I maratoneti corrono il giro d'onore (Maratonci trče počasni krug). Si legge l'ultima volontà di un uomo molto ricco, ma non più vivo: "Lascio tutto a me" Sono il patrimonio, sentieri naturali delle Dolomiti? Salvare sentieri con fondo naturale? Strade di montagne salgono sempre più alto, sotterrando sentieri naturali vecchi. Sono strade sassose, ripide e brutte, solcate di torrenti di pioggia, coperte di sassolini che rotolano sotto nostre suole. Anche mulattiere che tempo ha cambiate in sentieri quasi naturali cadono come vittime di progresso e bici boom. Si dovrebbe proteggere sentieri e mulattiere sopravissute dalla futura devastazione? Se una nuova strada di montagna è (fosse) necessaria (talvolta pare che sia solamente una scusa per spendere un mucchio di denari), dovrebbe avere un tracciamento nuovo salvando il sentiero naturale esistente, o prima della sua costruzione un sentiero alla naturale sostituito. Sono il patrimonio, suoni naturali delle Dolomiti? Andando dal Passo Giau verso la forcella omonima, arrivati sotto le suoi piedi, siamo visualmente tutto esposti alla strada statale del Passo Giau. Vediamo le macchine sulla strada non vicina, ma non le sentiamo. Ma moto che passano anche nelle mandrie, urlando ai giri alti, con il suo rumore sono padroni qui. Scapperemmo volentieri, ma dobbiamo soffrire almeno una ventina minuti, flagellati col rumore fino alla forcella. Dopo questo purgatorio, oltre la forcella ci aspetta un paradiso vero ... Non descriveremo il paradiso. Tralasciamo alla vostra immaginazione a creare l’uno che vi piacerà al più. Eppure, se voleste a vederlo, dovreste affrettarvi. Il disonesto si avvicina. Nei salti discreti, origliando dopo ogni salto l'occasione per il prossimo ... Dov’è la meta 2 di questa strada? Fino alla Malga Prendera per rivivere antiche tradizioni di monticazione? O entrando nel cuore del paradiso alla Malga Mondeval di Sopra per facilitare esplorazione archeologica della terra dell'Uomo di Mondeval? O magari fino alla Forcella Giau e poi al Passo Giau diventando così una pista dei nostri sogni? "Attorno al passo di Giau, importante valico stradale tra Cortina d'Ampezzo e Selva di Cadore, si aprono scenari di meraviglia assoluta. Queste sono le Dolomiti, e qualunque meraviglia della natura è possibile." Ma con gli orecchi chiusi o con il suono spento. Quindi per godere "meraviglia assoluta", al passo tappiamo le orecchie o scegliamo una giornata quando la strada è chiusa o forse più semplice: partiamo a 6 ore a mattina. Se motocicli fossero meno rumorosi, sarebbero così cari? Quiz 1: Una macchina fa rumore di 74 dB e una moto di 77 dB. Quanto è più rumoroso la moto? Risposta Quiz 2: Quanto è più rumoroso la moto di 83 dB? Risposta Conservare i suoni naturali delle Dolomiti? Come un dissuasore di velocità mostra la velocità del nostro veicolo con un messaggio dipeso del limite della velocità, così un dissuasore di rumore potrebbe mostrare il nostro rumore in dB (decibel) e un messaggio correlato con il limite di rumore. Compriamo auto capace di velocità 180 km/h o più, ma il limite sulle autostrade è 130 km/h. Se compriamo moto capace a fare il rumore di 90 dB o più, perché no le guideremmo col rumore limitato? Foto Collana agosto 2017 Home
049 img o Strade di montagne
049 img o sotterrando
049 img o Passo Giau
049 img o forcella omonima
049 img o la meta
049 img o 2
2017_Tae
Dolomiti / Croda Rossa d'Ampezzo / Sottogruppo di Becchei / Taë o Taé

Croda Rossa d'Ampezzo

Taë

Da Nord, dal Ciadin del Taé per Taé Piccolo 2443 i, 2

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Croda Rossa d'Ampezzo Taë giugno 2017 Da Nord, dal Ciadin del Taé per Taé Piccolo 2443 i, 2 Foto Collana settembre 2017 Home
050 img o 2443
050 img o i
050 img o 2
2017_ValPopena
Dolomiti / Val Popena

Val Popena

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Val Popena giugno 2017 ? i zoom ai Meduce di Fuori e Meduce di Dentro con le sue cime ? i Salendo dal Val Ansiei - Stabiziane al Rifugio Tiziano dopo 2-3 ore di salita il sentiero ci guida tutto a destra a ridosso di Tacco di Todesco. Poi sale abbastanza ripido, stretto su, diventando un po' bruttino particolare in discesa quando stanchi possiamo facilmente cadere sui sassolini sul fondo sgretolato. C'è qualche alternativa meno bruttina e più comoda? zoom ai Lastoni delle Marmarole Est con le cime Foto Collana settembre 2017 Home
051 img o tn Sullo sfondo Antelao
051 img o tn Marmarole Meduce di Fuori e Meduce di Dentro
051 img o tn Val Popena Alta Pale di Misurina e Piz Popena (nella nebbia)
051 img o tn Val delle Baracche e Cristallino di Misurina
051 img o tn Val Popena Alta Cristallino di Misurina, il suo ramo Est
051 img o tn Pale di Misurina
051 img o tn Val Popena Alta Cristallino di Misurina, il ramo Est
051 img o tn Val Popena Alta Corno d'Angolo e Torre di Popena NE
051 img o tn Val Popena Alta Cristallino di Misurina, a destra del canalone il suo ramo Est
051 img o tn Marmarole
zoom ai Meduce di Fuori e Meduce di Dentro con le sue cime
Meduce di Fuori, Meduce di Dentro e al bordo destro Val del Fogo
051 img o Marmarole da Nord: Cima Schiavina, Forcella Schiavina, Pala di Meduce, Campanile San Marco, Cime Orsolina (Cima Nord e Cima Sud), Cima Vanedel, Cresta Vanedel, Croda Rotta, Mescol ?
051 img o Marmarole da Nord zoom
051 img o tn Nel centro Tre Sorelle, a sinistra Cima Valbona, a destra Monti della Caccia Grande
051 img o tn
Salendo dal Val Ansiei - Stabiziane al Rifugio Tiziano dopo 2-3 ore di salita il sentiero ci guida tutto a destra a ridosso di Tacco di Todesco. Poi sale abbastanza ripido, stretto su, diventando un po' bruttino particolare in discesa quando stanchi possiamo facilmente cadere sui sassolini sul fondo sgretolato. C'è qualche alternativa meno bruttina e più comoda?
zoom ai Lastoni delle Marmarole Est con le cime
Lastoni delle Marmarole
051 img o Marmarole da Nord: Croda Alta di Somprade, Croda dell'Arbel e Spalla, Cima dei Camosci, Torre Augusto, Le Selle (Cima Est e Ovest), Punta Teresa, Cima Petoz, Piccolo Cimon, Cimon dell Froppa, Col del Froppa o Monte Froppa e Punta Anita ?
051 img o Salita al Rifugio Tiziano (Lastoni delle Marmarole), Costa del Forno nel centro alternativa
051 img o Lastoni delle Marmarole Est con le cime zoom
051 img o tn Cadini di Misurina, Cima Cadin della Neve nel sole
051 img o tn Val Popena Alta Cristallino di Misurina
051 img o tn Pale di Misurina e i suoi abitanti (da Sud-Est)
2018_Cristallino_di_Misurina
Cristallo, Cristallino di Misurina

Cristallo

Cristallino di Misurina

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Cristallo Cristallino di Misurina giugno 2018 ? Foto Collana novembre 2018 Home
052 img o tn Sorapiss
052 img o tn Marmarole Meduce di Fuori e Meduce di Dentro
052 img o tn Val Popena Alta ed a destra Val delle Baracche Piz Popena e Punta Michele
052 img o tn Il ramo Est del Cristallino di Misurina da Sud
052 img o tn Sorapiss Una sella innominata (ma quotata 2140) sulla cresta delle Pale di Misurina
052 img o tn Val Popena Alta
052 img o tn Il ramo Est del Cristallino di Misurina
052 img o Il ramo Est del Cristallino di Misurina, versante Val Popena Alta - Punta Elfie, Clementina, Mosca e Ilde ?
052 img o tn Val delle Baracche Il canalone che sale alla Forcella le Bance 2630 (tra cima di Cristallino e il suo ramo Est)
052 img o tn Val delle Baracche
052 img o tn Val delle Baracche Il canalone Sud della Forcella le Bance 2630
052 img o tn Marmarole
052 img o tn Il canalone Sud della Forcella le Bance 2630
052 img o tn Guglia di Val Popena Alta e Campanile Dibona
052 img o tn La salita al Cristallino di Misurina Il canalone Sud della Forcella le Bance 2630
052 img o tn La salita al Cristallino di Misurina Il canalone Sud della Forcella le Bance 2630
052 img o tn Guglia di Val Popena Alta e Campanile Dibona
052 img o tn La salita al Cristallino di Misurina Forcella Michele 2590
052 img o tn Guglia di Val Popena Alta e Campanile Dibona
052 img o tn Piz Popena, Cristallo Cima Principale e Cima di Mezzo Siamo poco sopra Forcella Michele (non si vede sulla foto)
052 img o tn La salita al Cristallino di Misurina
052 img o tn Cristallino di Misurina
052 img o tn Cristallino di Misurina Val Popena e Val delle Baracche
052 img o tn Cristallino di Misurina Lago di Landro - Dürrensee
052 img o tn Cristallino di Misurina
052 img o tn Piz Popena, Cristallo Cima Principale e Cima di Mezzo
052 img o tn Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl
052 img o tn Marmarole
052 img o tn Marmarole
052 img o tn Sorapiss
052 img o tn Cresta di Costabella Dietro a sinistra: Col Pistone (Cima Padeon) e Vecio del Forame
052 img o tn Cristallino di Misurina, la cuspide finale Sullo sfondo Val Popena Alta
052 img o tn Sorapiss
052 img o tn Cristallino di Misurina, la cuspide finale Piz Popena e Cristallo Cima Principale
052 img o tn Cristallino di Misurina
052 img o tn Cristallino di Misurina
052 img o tn Marmarole Nel centro: Meduce di Fuori e Meduce di Dentro, tutto a destra: Val del Fogo
052 img o tn Cristallino di Misurina La discesa, manca poco per rientrare nel canalone (Val delle Baracche - Forcella le Bance)
052 img o tn Cristallino di Misurina La discesa, manca poco per rientrare nel canalone (Val delle Baracche - Forcella le Bance)
052 img o tn Cristallino di Misurina La discesa, manca poco per rientrare nel canalone (Val delle Baracche - Forcella le Bance)
052 img o tn Cristallino di Misurina Il canalone Sud della Forcella le Bance 2630
052 img o tn Il canalone, Val delle Baracche e Val Popena Alta
2018_Lerosa
Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl, Lerosa

Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl

Lerosa

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Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl Lerosa giugno 2018 Foto Collana novembre 2018 Home
2018_MalgaPrendera
Rocchette, Malga Prendera

Rocchette

Malga Prendera

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Rocchette Malga Prendera giugno 2018 ? ? Foto Collana novembre 2018 Home
054 img o ?
054 img o ?
2018_PratoPiazza
Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl, Prato Piazza - Plätzwiese

Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl

Prato Piazza - Plätzwiese

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Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl Prato Piazza - Plätzwiese giugno 2018 Foto Collana novembre 2018 Home
2018_Rocchetta_di_Campolongo
Rocchette, Rocchetta di Campolongo

Rocchette

Rocchetta di Campolongo

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Rocchette Rocchetta di Campolongo giugno 2018 Foto Collana novembre 2018 Home
2018_Tae_06.23
Croda Rossa d'Ampezzo, Taë

Croda Rossa d'Ampezzo

Taë

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Croda Rossa d'Ampezzo Taë giugno 2018 Foto Collana novembre 2018 Home
2018_Tae_07.01
Croda Rossa d'Ampezzo, Taë

Croda Rossa d'Ampezzo

Taë

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Croda Rossa d'Ampezzo Taë luglio 2018 Foto Collana novembre 2018 Home
2018_Val_di_Fanes
Val di Fanes, Val Travenanzes

Val di Fanes, Val Travenanzes

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Val di Fanes, Val Travenanzes giugno 2018 Foto Collana novembre 2018 Home
2018_ValunGran
Croda Rossa d'Ampezzo, Valun Gran

Croda Rossa d'Ampezzo

Valun Gran

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Croda Rossa d'Ampezzo Valun Gran giugno 2018 i “Croda Camin o Ciamin 2610 È costituita da sei punte. Dalla mediana m. 2592 si protende una lunga cresta verso Fodara Vedla (N); 2 punte ad O di quella; 2 ad E verso Forc. Lavinóres; la 6a punta all'estremità della cresta N sopra Fodara Vedla. La Punta Ovest I, levantesi immediatam. a N di Forc. Camin (v. 7.7.), vista da Fodara Vedla è un caratteristico dado di roccia sorgente dalla cresta ghiaiosa con forcella quadrata nella cresta O, verso Forc. Bancdalsè.”[abDOI1a,298] “Punta Ovest II (caratteristica per la lastronata che volge verso il Valun Gran)”[abDOI1a,299] Foto Collana novembre 2018 Home
060 img o tn Il sentiero Malga Ra Stua - Ciampo del Crosc (Campo Croce)
060 img o tn Il sentiero Malga Ra Stua - Ciampo del Crosc (Campo Croce)
060 img o tn Sullo sfondo Piccola Croda Rossa - Kleine Gaisl quota 2703 e a sua destra Monte Geralbes 2456
060 img o tn L'ingresso verde nella Val Montesela nascosta. Crodaccia Alta, Croda Rossa d'Ampezzo (Anticima Nord 3089 fuori di nuvole) e Pala de Ra Fedes
060 img o tn Monte Sella de Fanes 2665 e (Dont de) Furcia dai Fers de fora 2534 . Sullo sfondo Sasso delle Nove - Neunerspitze (Sass de les Nü) 2968
060 img o tn Croda Camin Nord-Est 2486, Croda Camin Centrale 2592 e Croda Camin Nord 2475
060 img o tn Croda Camin Nord
060 img o tn Croda Camin Nord-Est e Croda Camin Centrale
060 img o tn Valun Gran e Forcella Banc dal Se
060 img o tn
“Croda Camin o Ciamin 2610
È costituita da sei punte. Dalla mediana m. 2592 si protende una lunga cresta verso Fodara Vedla (N); 2 punte ad O di quella; 2 ad E verso Forc. Lavinóres; la 6a punta all'estremità della cresta N sopra Fodara Vedla. La Punta Ovest I, levantesi immediatam. a N di Forc. Camin (v. 7.7.), vista da Fodara Vedla è un caratteristico dado di roccia sorgente dalla cresta ghiaiosa con forcella quadrata nella cresta O, verso Forc. Bancdalsè.”[abDOI1a,298]
“Punta Ovest II (caratteristica per la lastronata che volge verso il Valun Gran)”[abDOI1a,299]
Croda Camin o Ciamin 2610
060 img o tn Valun Gran Croda Camin Nord 2475 e a sinistra la sua anticima piatta
060 img o tn Forcella del Valun Gran
060 img o tn Forcella Banc dal Se (Bancdalse)
060 img o tn Valun Gran. Sullo sfondo Croda del Becco - Grosser Seekofel (Seekofl) 2810
060 img o tn Castello Banc dal Se (Bancdalse)
060 img o tn Al bordo destro Furcia dai Fers de fora 2534 (si vede il croce sulla cima). Nel centro Monte Sella de Fanes (Antoniusspitze o Piz de Sant’Antone) 2665. Sullo sfondo Sasso delle Nove - Neunerspitze (Sass de les Nü) 2968
060 img o tn Sulla Forcella Banc dal Se
060 img o tn Valun Gran
060 img o tn Fanes
060 img o tn Forcella Banc dal Se
060 img o tn Forcella del Valun Gran 2550
060 img o tn Forcella del Valun Gran 2550
060 img o tn Valun Gran Croda Camin Nord 2475. A sinistra la sua anticima piatta.
060 img o tn Valun Gran. A destra Forcella Banc dal Se
060 img o tn Valun Gran
060 img o tn Forcella del Valun Gran 2550
060 img o tn Dont de Furcia dai Fers da ete - Vordere Eisengabelspitze 2480 e Dont de Furcia dai Fers de fora - Äußere Eisengabelspitze 2534 (si vede il croce sulla cima). Nel centro Monte Sella de Fanes 2665 e dietro Sasso delle Nove - Neunerspitze (Sass de les Nü) 2968
060 img o tn Valun Gran A sinistra Croda Camin Nord 2475 Croda Camin Centrale 2592
060 img o tn Croda Camin Nord-Est e Croda 2506
060 img o tn Piccola Croda Rossa - Kleine Gaisl, Crodaccia Alta - Hohe Schlechte Gaisl e Croda Rossa d'Ampezzo - Hohe Gaisl
060 img o tn I meandri del Ciampo del Crosc (Campo Croce)
2019-Cristallo-Costabella
Dolomiti, Il Gruppo del Cristallo, Cresta di Costabella

Il Gruppo del Cristallo

Cresta di Costabella 2722

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Il Gruppo del Cristallo Cresta di Costabella 2722 giugno 2019 Foto Collana Foto Mosaico orizzontali verticali settembre 2019 Home
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Cresta di Costabella
061 img o tn Croda Rossa d'Ampezzo
061 img o tn Gravon del Forame
061 img o tn Gravon del Forame Forcella Grande 2874, Cresta Bianca 2932, Forcella Padeon 2760, Col Pistone 2862
061 img o tn Gravon del Forame Forcella Padeon 2760, Col Pistone 2862, Vecio del Forame 2868
061 img o tn Cresta di Costabella
061 img o tn Cresta di Costabella Forame de Fora - Punta Est 2445
061 img o tn Cristalino di Misurina 2775 e Forcella Michele 2590
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Piz Popena, Passo del Cristallo 2808, Monte Cristallo 3221, Cima di Mezzo 3154
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Cristalino di Misurina 2775, Punta Michele 2898, Ago Loschner 2939 e Piz Popena 3152
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Gravon del Forame, nel centro Forcella Verde 2380, a destra: quota 2450 (immediatamente dietro si nasconde Forcella Gialla) e Forame de Fora - Punta Est 2445
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Val Costabella con Rauchkofel 2343 nel centro
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Cima le Bance e Cristallino di Misurina
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Forcella Padeon, Col Pistone, Vecio del Forame
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Forcella Grande, Cima Bianca, Forcella Padeon e Col Pistone
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Piz Popena, Passo del Cristallo, Monte Cristallo Cima Principale e Cima di Mezzo, Cristallino d'Ampezzo, Forcella Grande e Cima Bianca
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Cristallino d'Ampezzo, Forcella Grande, Cima Bianca, Forcella Padeon, Col Pistone e Vecio del Forame
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Monte Cristallo Cima Principale e Cima di Mezzo, Forcella Staunies e Cristallino d'Ampezzo
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Cristallino d'Ampezzo
061 img o tn Sulla Cresta di Costabella Forcella Padeon e Col Pistone
061 img o tn discesa dalla Cresta di Costabella verso Gravon del Forame
061 img o tn discesa dalla Cresta di Costabella verso Gravon del Forame
061 img o tn Gravon del Forame Cristallino d'Ampezzo
061 img o tn Gravon del Forame Forcella Padeon, Col Pistone e Vecio del Forame
061 img o tn Gravon del Forame
061 img o tn Gravon del Forame Forcella Verde 2380 e quota 2450
061 img o tn Gravon del Forame Cristallino d'Ampezzo
061 img o tn Forcella Verde 2380 e quota 2450
061 img o tn Gravon del Forame Cristallino d'Ampezzo
061 img o tn Gravon del Forame Cresta di Costabella
061 img o tn Forcella Verde
061 img o tn Forcella Verde verso Tofane
061 img o tn Forcella Verde Cresta di Costabella
061 img o tn Gravon del Forame - sotto Forcella Verde Cresta di Costabella
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
061 img o tn Val Pra del Vecio
2019-Dolomiti_diSesto-MonteCengia
Dolomiti di Sesto, Monte Cengia

Dolomiti di Sesto

Monte Cengia

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Dolomiti di Sesto Monte Cengia giugno 2019 Foto Collana Foto Mosaico orizzontali verticali settembre 2019 Home
062 img o tn Val del Salto alla mattina
062 img o tn Campanili dei Marden
062 img o tn Val Cengia
062 img o tn Val Cengia
062 img o tn Pian di Cengia
062 img o tn Cima Grande e Cima Piccola di Lavaredo
062 img o tn Crode dei Piani
062 img o tn Pian di Cengia con Torre Pian di Cengia e Croda Passaporto
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Lago di Cengia
062 img o tn Nel primo piano quota 2490 che separa Val del Salto e Val dei Toni Forcella dell'Agnello, Punta dell'Agnello e Campanili dei Toni (Punta Grigia 2604 e le due Torri Piatte 2558)
062 img o tn Croda dei Toni, Forcella dell'Agnello e Punta dell'Agnello
062 img o tn Val del Salto da Monte Cengia
062 img o tn Collerena 2607
062 img o tn Forcella Croda dei Toni 2524
062 img o tn Forcella dell'Agnello, Punta dell'Agnello e Punta Grigia 2604 (Campanili dei Toni)
062 img o tn Campanili dei Toni (le due Torri Piatte 2558)
062 img o tn Tre Cime di Lavaredo
062 img o tn Nel centro Cadin di Passaporto Torre Pian di Cengia insieme con Croda Passaporto, Forcella Passaporto e Forcelleta Passaporto collegate con un basso crinale roccioso, Monte Paterno e Cresta del Camoscio
062 img o tn Nello sfondo Cima Piatta Alta (pocco a destra Croda dei Baranci) e Cima Piatta di Mezzo Forcella dei Laghi e Crode dei Piani
062 img o tn Forcelleta Passaporto, Monte Paterno, Cresta del Camoscio e Forcella dei Laghi
062 img o tn Forcella Pian di Cengia - Büllelejoch 2522 (il nevaio alla sua sinistra)
062 img o tn Tre Cime di Lavaredo, Torre Pian di Cengia e Croda Passaporto Pian di Cengia
062 img o tn Lago di Cengia
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Forcella Pian di Cengia - Büllelejoch 2522
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Monte Cengia e Lago di Cengia
062 img o tn Monte Cengia
062 img o tn Val Cengia
062 img o tn Val dei Toni
062 img o tn Campanili dei Toni, dietro a destra Campanili dei Marden
062 img o tn Val del Salto al pomeriggio
062 img o tn Val Cengia
2019-Marmarole-Musatti-Tiziano
Dolomiti, Marmarole

Marmarole

Somadida – Bivacco Musatti – Rifugio Tiziano - Stabiziane

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Marmarole Somadida – Bivacco Musatti – Rifugio Tiziano - Stabiziane giugno 2019 i 1790×910 - 1,3MB zoom ? i 5472×3648 - 1,88MB 3113×1055 - 815KB zoom ? ? i Cima Nord 2641 Cima di Mezzo 2722 Cima Sud Ovest 2684 Foto Collana Foto Mosaico orizzontali verticali Abbiamo sognato le Marmarole. Che saliamo al bivacco Tiziano e quando dopo grande fatica veniamo all’altopiano immenso, ci troviamo a metà di piste di sci, seggiovie, strade agro-silvo-pastorale, tralicci, antenne di cellulari ... Ci svegliamo con sollievo. Eppure ritorniamo nelle Marmarole e riportiamo nel nostro tempo del cambiamento brusco che le Marmarole sono le stesse come diciannove anni fa. Niente è cambiato dalla mano umana, tranne che il bivacco Tiziano ha il nome nuovo. C’è una birra. Ci piace molto quando sulla bottiglia possiamo leggere: Dal 1859 la birra Moretti è sempre la stessa ... Tuttavia si cambia tutto. «Tutto scorre». Le montagne, la birra ed anche e noi. Ma inesorabile sfruttamento della natura e comunità non si dovrebbe chiamare il progresso. Discendendo dal Passo Schiavina al Bivacco Tiziano, notiamo grandi quadrangoli rossi, forse qualche anno fa molto irritanti, ma adesso così sbiaditi che ci piace a vederli. Passo Schiavina2 circa 2600, il punto più alto sulla traversata Musatti – Tiziano, è il nome proposto per il passaggio tra due vette vicine e facilmente accessibile (chiamiamole Colle Schiavina). Appelliamo ai segnatori futuri per tradizionali segni biancho-rossi di grandezza più modesta, o forse (o non) al meglio, segnare la strada Sanmarchi prevalentemente con ometti e sporadici segni biancho-rossi discreti ai posti cruciali, ma mantenere tratti attrezzati. Nei condizioni attuali (la caldissima fine giugno 2019) la traversata è quasi alla naturale di stampo esplorativo (magari per chi non è per la prima volta qui dopo molti anni) ed a tratti nevosi un po’ avventuristica. La vallettina ai piedi della parete Nord-Ovest di Cima Schiavina è completamente innevata. Il nevaio all’inizio è abbastanza ripido. È troppo duro per un sicuro cammino, nonostante che sia già mezzogiorno. Se non ci aspettasse un picchio, ritorneremmo per la stessa via a Somadida. Ridiscendiamo un po’ e andiamo fino al lato sinistro della vallettina. Poi traversiamo per il facile pendio erboso e rocce2 facili e con una svolta a sinistra entriamo nel parte superiore della vallettina fin adesso nascosto. La neve non è più così dura. Forse era esposta alla sole qualche ora più. Quindi possiamo fare con scarponi gli scalini affidabili. Attraversiamo anche un'isola di ghiaie, rilassandoci dalla neve. Magari il passo di uscita dalla neve alla parete asciugata non è pericoloso. Al Bivacco Musatti sale un sentiero magnifico. Per allenati o almeno per chi si sentono così. È molto ripido e faticoso, solamente con una pausa di cinquantina metri quasi orizzontali. È troppo scosceso per una discesa alla “normale”. Se è bagnato, ci sentiremo un po’ insicuri. La discesa dal Bivacco Tiziano non è banale, ma è più facile. Lasciamo la valle, ma la valle non ci lascia. Un picchio ci becca nel cervello. Da Somadida tocca piagnucolare degli alberi sotto i denti delle seghe. Supponiamo che il martello (demolitore) idraulico e boscaioli riposino nei giorni festivi. Quindi ai giorni feriali partiamo al più tardi a sei ore. A otto dovremmo trovarci sopra il tratto attrezzato. Il rumore non è più irritante, ma si sente e dopo il sorgente quasi scompare. C’è anche un sentiero (numero 1 da Pedraces per la Valle di Valacia) di questo tipo nel gruppo di Puez. Ripidissimo, bellissimo, ma eppure meno, meno selvaggio, come che siamo in un parco adrenalinico ben curato e arredato per turisti. Si sente sempre una draga al lavoro e continuo fischiare come durante la guida un autocarro in ritroso. settembre 2019 Home
063 img o tn Mescol, Meduce di Dentro e Croda Rotta Marmarole
063 img o tn Meduce di Dentro Marmarole
063 img o tn Marmarole, salita al Bivacco Musatti Monte Cristallo e Piz Popena
063 img o tn Gruppo di Sorapiss dalla salita al Bivacco Musatti Coston delle Sorelle?, Cima di Valbona? e Torri della Busa?
063 img o tn Il sorgente assai sotto il Bivacco Musatti Marmarole
063 img o tn Il sorgente Marmarole
063 img o tn Il sorgente Marmarole
063 img o tn Monte Meduce Marmarle
063 img o tn Il sorgente Marmarole
063 img o tn Il sorgente Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Campanile San Marco Marmarole
063 img o tn Campanile San Marco Marmarole, Bivacco Musatti
063 img o tn Campanile San Marco Marmarole
063 img o tn Cima Schiavina e Pala di Meduce Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o tn Cima Schiavina
Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o 1790×910 - 1,3MB zoom
063 img o tn Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o tn Cima Schiavina e Pala di Meduce Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o tn Marmarole, Meduce di Fuori I Cadini di Misurina
063 img o tn Forcella di Mescol Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o tn Campanile San Marco Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o tn Marmarole, Meduce di Fuori
063 img o ?
063 img o tn Pala di Meduce Marmarole
063 img o tn Cima Schiavina Marmarole
063 img o tn Cima Orsolina e Campanile San Marco Marmarole
063 img o tn Croda Rotta Marmarole
063 img o tn La vallettina dell’accesso da Meduce di Fuori al Passo Schiavina (sulla cresta di collegamento fra Monte Meduce e Cima Schiavina)
Marmarole
063 img o 5472×3648 - 1,88MB
063 img o 3113×1055 - 815KB zoom
063 img o tn Meduce di Fuori, entriamo per il lato sinistro nella vallettina, vista a Cima Schiavina e Pala di Meduce Nord Marmarole
063 img o tn Meduce di Fuori Marmarole
063 img o tn Meduce di Fuori, entriamo per il lato sinistro nella vallettina Marmarole
063 img o tn Meduce di Fuori, la vallettina Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Meduce di Fuori, la vallettina Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Cime Orsolina (Sud e Nord) e Campanile San Marco Marmarole
063 img o tn Meduce di Fuori, la vallettina Marmarole
063 img o tn Croda Rotta Marmarole
063 img o tn Cima Schiavina e Pala di Meduce Nord Marmarole
063 img o tn Cima Vanedel, Cime Orsolina (Cima Sud e Cima Nord), Campanile San Marco Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Torre di Meduce sulla cresta (sperone) Nord di Monte Meduce) Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn La vallettina dell’accesso alla cresta di collegamento fra Monte Meduce e Cima Schiavina Marmarole
063 img o tn Cima Schiavina e Pala di Meduce Nord Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Monticello Marmarole
063 img o tn Cime di Vallonga Marmarole
063 img o tn Cima Schiavina Marmarole
063 img o tn Passo Schiavina tra due vette del Colle Schiavina da Ovest. Il lato di Meduce di Fuori Marmarole
063 img o tn Forcella Monticello Marmarole
063 img o tn Colle Schiavina Marmarole
063 img o tn Le Selle (Cima Est), Cima Teresa e Cimon del Froppa Marmarole
063 img o tn Croda dell'Arbel, Torre Augusto e Le Selle (Cima Ovest e Cima Est) Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Passo Schiavina tra due vette del Colle Schiavina. Il lato della Val Longa Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Marmarole
063 img o tn Cima Tiziano Marmarole
063 img o tn Cime di Vallonga Marmarole
063 img o tn Monticello Marmarole
063 img o tn Cimin del Froppa Marmarole
063 img o tn Val Longa Marmarole
063 img o ?
063 img o tn Val Longa Marmarole
063 img o ?
063 img o tn Val Longa e Cima Tiziano Marmarole
063 img o tn Val Longa, si intuisce la discesa dal Passo Schiavina Marmarole
063 img o tn Cime di Vallonga, Nord e Sud Marmarole
063 img o tn Val Longa, Cime di Vallonga (Nord e Sud) e Cima Tiziano Marmarole
063 img o tn Val Longa Marmarole
063 img o tn Cime di Val Tana
Marmarole
063 img o Cima Nord
063 img o Cima di Mezzo
063 img o Cima Sud Ovest
063 img o tn Monticello Marmarole
063 img o tn La strada forestele o agro-silvo-pastorale. Manca poco a Stabiziane. Marmarole
063 img o tn Il sorgente assai sotto il Bivacco Musatti Marmarole
063 img o tn Il sorgente Marmarole
063 img o tn Il larice del sorgente Marmarole
063 img o Passo Schiavina
063 img o 2
063 img o Colle Schiavina
063 img o La vallettina
063 img o Il nevaio
063 img o traversiamo
063 img o erboso
063 img o rocce
063 img o 2
063 img o un'isola
063 img o uscita
063 img o Valle di Valacia
2019-Marmarole-Val_daRin
Dolomiti, Marmarole, Val da Rin

Marmarole

Val da Rin

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Marmarole Val da Rin giugno 2019 Foto Collana settembre 2019 Home
2019-Popena-Corno_dAngolo
Dolomiti, Gruppo di Popena, Corno d'Angolo

Gruppo di Popena

Corno d'Angolo 2430

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Gruppo di Popena Corno d'Angolo 2430 giugno 2019 Foto Collana Foto Mosaico orizzontali verticali settembre 2019 Home
065 img o tn Val Popena Alta Torri di Popena
065 img o tn Val Popena Alta Pale di Misurina
065 img o tn Val Popena Alta Piz Popena (a destra Punta Michele?)
065 img o tn Val Popena Alta
065 img o tn Val Popena Alta Pale di Misurina
065 img o tn Val Popena Alta Corno d'Angolo e Torri di Popena
065 img o tn Val delle Baracche Il ramo Est del Cristallino di Misurina
065 img o tn Val Popena Alta Pale di Misurina
065 img o tn Val Popena Alta Corno d'Angolo e Torre di Popena NE
065 img o tn Val Popena Alta Torre di Popena NE e Piz Popena
065 img o tn Val Popena Alta Sullo sfondo Cristallino di Misurina 2775, Forcella le Bance 2630 e Punta Elfie 2739. Si vede bene il canalone nevoso che sale da Sud alla forcella.
065 img o tn Sorapiss
065 img o tn Marmarole Meduce di Fuori, Meduce di Dentro e Val di Fogo
065 img o tn Sella di Popena (o del Rifugio Popena) 2214 Cadini di Misurina
065 img o tn Sella di Popena Cristallino di Misurina 2775, Forcella le Bance 2630 e Punta Elfie 2739. Si vede bene il canalone nevoso che sale da Sud alla forcella.
065 img o tn Sella di Popena Sorapiss
065 img o tn Corno d'Angolo 2430
065 img o tn Marmarole Lastoni delle Marmarole
065 img o tn Sul primo piano Campanile Dibona e Guglia di Val Popena Alta. Sullo sfondo Cristallino di Misurina, Forcella le Bance e Punta Elfie.
065 img o tn Il forcellino tra Corno d'Angolo e Torri di Popena
065 img o tn Sorapiss
065 img o tn Marmarole
065 img o tn Val Popena Alta e Lago di Misurina
065 img o tn Piz Popena
065 img o tn Corno d'Angolo
065 img o tn Pale di Misurina NE e SE, Sella di Popena e Lago di Misurina
065 img o tn Corno d'Angolo
065 img o tn Corno d'Angolo
065 img o tn Piz Popena Il forcellino tra Corno d'Angolo e Torri di Popena
065 img o tn Val Popena Alta Campanile Dibona e Guglia di Val Popena Alta.
065 img o tn Val Popena Alta Pale di Misurina
065 img o tn Piz Popena Il forcellino tra Corno d'Angolo e Torri di Popena
065 img o tn Piz Popena Il forcellino tra Corno d'Angolo e Torri di Popena
065 img o tn Sorapiss
2019-Rocchetta_diPrendera
Dolomiti, Rocchetta di Prendera

Dolomiti

Rocchetta di Prendera 2496

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Dolomiti Rocchetta di Prendera 2496 giugno 2019 ? Foto Collana Foto Mosaico orizzontali settembre 2019 Home
066 img o ?
2019-Sorapiss-LaCesta
Dolomiti, Sorapiss, La Cesta (La Cedel o Ra Zesta)

Sorapiss

La Cesta (La Cedel o Ra Zesta) 2768 da Nord

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Sorapiss La Cesta (La Cedel o Ra Zesta) 2768 da Nord giugno 2019 Foto Collana Foto Mosaico orizzontali Ci avviciniamo alla Cima dalla Forcella Marcuoira 2307 per il sentiero 223, oltrepassiamo la forcella di Cadin 2378 nella cresta della Cima Laudo Ovest e discendiamo al circo ghiaioso, adesso nevoso, racchiuso tra Cima Laudo Ovest e La Cesta. Ma prima della discesa osserviamo la cresta Nord della Cesta, da questo punto del tutto scoperta. Saliamo il circo nevoso. A un certo punto lasciamo la neve, andando a “destra per roccette ghiaiose fino al ciglio della cresta Nord del monte”[abDOI1a,502] Potremmo presentare la difficoltà della via con tre “lunghezze” virtuali di primo grado più continuo che discontinuo, sempre con qualche intermedio passo calmante. Ci sono anche due o tre posti, ciascuno solamente con un movimento di secondo, ma non difficile e non esposto. Quanto lunghe sono le “lunghezze”? Non facile a dire senza una corda reale. 1. Saliamo proprio per il filo della costolina. Quando ci diventa troppo difficile per la discesa (adesso nella salita forse potremmo e continuare ancora), deviamo con un passo o due a destra nel canale laterale (parallelo con la costolina) facilmente percorribile fino all’ostruzione. Ritorniamo a sinistra alla costolina e per la stessa alla sua fine, alla cresta. Qui anche fine il nostro canale con un ometto alla sua cima. Sulla tutta prima “lunghezza” non ci sono ometti, tranne giusto all’inizio ed alla fine. Scegliamo la nostra via da soli. 2. Poi per la cresta 2,3,4 stretta e frastagliata, di apparenza non facile e un po’ spaventosa ma eppure di primo grado non difficile, veniamo all’ampio campo ghiaioso. Un spuntone sulla cresta è attrezzato con cordino. A chi piace la corda doppia, una tentazione per evitare la discesa per la prima “lunghezza”, calandosi direttamente al circo sottostante. 3. Con la terza “lunghezza” (la più facile, forse non dovremmo lusingarla “la lunghezza”) usciamo alla cupola sommitale. Nonostante che discendiamo al Rifugio Vandelli, non seguiamo la via percorsa su e giù nell’anno 2000. settembre 2019 Bibliografia: abDOI1a Home
067 img o tn Marmarole dal Passo Tre Croci
067 img o tn Sul sentiero dal Passo Tre Croci per Ciampo Marzo alla Forcella Malquoira Cima del Laudo Ovest e La Cesta
067 img o tn Sul sentiero dal Passo Tre Croci per Ciampo Marzo alla Forcella Malquoira Monte Cristallo (Cima di Mezzo e Cima Principale)
067 img o tn Sul sentiero dal Passo Tre Croci per Ciampo Marzo alla Forcella Malquoira Monte Cristallo (Cima di Mezzo e Cima Principale), Passo del Cristallo e Piz Popena
067 img o tn Cima del Laudo Ovest da Nord
067 img o tn Marmarole dalla Forcella Malquoira
067 img o tn Marmarole dalla Forcella Malquoira
067 img o tn Tofana di Mezzo e Tofana di Dentro dalla Forcella Malquoira
067 img o tn Cima del Laudo Ovest (la sua cresta Nord-Ovest e Forcella Cadin) e La Cesta
067 img o tn Punta Nera è la più alta e lontana Al bordo Ovest del circo, racchiuso tra Cima Laudo Ovest e La Cesta. Giusto sul posto (un terrazzino) dove il sentiero segnato dalla Forcella Cadin oltrepassa la cresta Nord di la Cesta traversando verso Sud-Ovest alla Forcella Faloria.
067 img o tn Cima del Laudo Ovest da Nord-Ovest dal bordo destro del Cadin
067 img o tn Forcella del Cadin da Ovest
067 img o tn La salita a La Cesta da Nord Il circo nevoso, racchiuso tra Cima Laudo Ovest e La Cesta
067 img o tn La salita a La Cesta da Nord Il circo nevoso, racchiuso tra Cima Laudo Ovest e La Cesta, a destra Forcella Cadin
067 img o tn Il circo nevoso, racchiuso tra Cima Laudo Ovest e La Cesta, nel centro Forcella Cadin sovrastata dalla Cima Malquoira SO
067 img o tn La salita a La Cesta Ci avviciniamo all'inizio della prima “lunghezza”
067 img o tn La salita a La Cesta Ci avviciniamo all'inizio della prima “lunghezza”. Siamo vicini
067 img o tn La salita a La Cesta da Nord All'inizio della prima “lunghezza”, un bastoncino rosso è qualche metro a sinistra
067 img o tn La salita a La Cesta
067 img o tn Cima del Laudo Ovest da Nord-Ovest
067 img o tn La salita a La Cesta L’ampio campo ghiaioso tra la prima e la seconda “lunghezza”
067 img o tn La salita a La Cesta Dal’ampio campo ghiaioso verso Marmarole
067 img o tn Cima del Laudo Ovest da Nord-Ovest
067 img o tn La salita a La Cesta All'inizio della terza “lunghezza”
067 img o tn La salita a La Cesta L’ampio campo ghiaioso (adesso anche nevoso) tra la prima e la seconda “lunghezza”
067 img o tn Cime del Laudo Ovest e Est da La Cesta
067 img o tn La CestaLa cupola sommitale
067 img o tn Dalla cima La Cesta verso Punta Nera
067 img o tn Punta del Sorapiss e Fopa di Mattia da La Cesta
067 img o tn Lago di Sorapiss da La Cesta
067 img o tn Il gruppo del Sorapiss, Croda del Fogo (nel centro)
067 img o tn Sulla cima La Cesta, verso Marmarole
067 img o tn Sulla cima La Cesta, verso Cime di Malquoira (SO e NE) e Cima del Laudo Ovest
067 img o tn Sulla cima La Cesta verso Tofane
067 img o tn Sulla cima La Cesta verso Tonde de Sorapiss e Valico Sora la Cengia del Banco sovrasta dal Pelmo
067 img o tn Monte Cristallo (Cima di Mezzo e Cima Principale), Passo del Cristallo e Piz Popena
067 img o tn Sulla cima La Cesta, verso Punta Nera
067 img o tn Punta del Sorapiss e Fopa di Mattia da La Cesta
067 img o tn Sulla cima La Cesta, verso Cime di Malquoira (SO e NE) e Cima del Laudo Ovest
067 img o tn Ci attrae la cengia nevosa (forse in agosto ghiaiosa)? Croda del Fogo, Tre Sorelle e Monti della Caccia Grande
067 img o tn La discesa da La Cesta Sulla cresta Nord-Ovest (di La Cesta), la terza “lunghezza”
067 img o tn La discesa da La Cesta Sulla cresta Nord-Ovest (di La Cesta), la seconda “lunghezza”
067 img o tn La discesa da La Cesta Sulla cresta Nord-Ovest (di La Cesta), la seconda “lunghezza”
067 img o tn La discesa da La Cesta Ci tenta la corda doppia. La seconda “lunghezza” per la cresta stretta e frastagliata
067 img o tn La discesa da La Cesta Sulla cresta Nord-Ovest (di La Cesta), la seconda “lunghezza”
067 img o tn Sulla cresta Nord-Ovest (di La Cesta), la seconda “lunghezza”
067 img o tn La cresta Nord-Ovest di Cima del Laudo Ovest
067 img o tn La salita a La Cesta da Nord All'inizio della prima “lunghezza”, un bastoncino rosso è a qualche metro a sinistra
067 img o tn Il circo nevoso, racchiuso tra Cima Laudo Ovest e La Cesta, a destra Forcella Cadin
067 img o tn La Cesta dalla Forcella Cadin
067 img o tn Forcella Cadin, il lato Est
067 img o tn Cime di Malquoira (Cima SO e Cima NE) da Sud
067 img o tn Croda del Fogo, Tre Sorelle, Monti della Caccia Grande e Sorapiss
067 img o tn Monti della Caccia Grande
067 img o tn Tre Sorelle
067 img o tn Cima di Malquoira SO e La Cesta dal Passo Tre Croci
067 img o tn Cime di Malquoira, Cima SO e Cima NE dal Passo Tre Croci
067 img o forcella di Cadin
067 img o nevoso
067 img o cresta Nord
067 img o Saliamo
067 img o lasciamo
067 img o roccette ghiaiose
067 img o 1.
067 img o prima
067 img o cresta
067 img o 2
067 img o 3
067 img o 4
067 img o campo
067 img o cordino
067 img o terza
067 img o cupola
BaionChiggiato
Dolomiti/Marmarole/Rifugio Casera Baion,Rifugio Chiggiato,Monte Ciarido Antelao/Forcella del Ghiacciaio, Crode San Pietro

Marmarole

dal Rifugio Casera Baion 1828 al Rifugio Chiggiato 1911

Marmarole

Monte Ciarido 2504

Monte Ciarido (Cima Sud-Ovest) 2504

Antelao

Forcella del Ghiacciaio 2584, Crode San Pietro 2260

Forcella del Ghiacciaio 2584

Crode San Pietro 2260

Il ritorno

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Marmarole dal Rifugio Casera Baion 1828 al Rifugio Chiggiato 1911 agosto 2004 Guardando la carta1 un giro (La Stua 1125, Forcella Bassa 1581, Rifugio Casera Baion - Elio Boni 1828, Rifugio Chiggiato 1911, Costa Piana 1337, La Stua 1125) potrebbe attrarre la nostra attenzione. Ma quando veniamo a La Stua già il inizio del sentiero è deprimente. È desolato dai lavori (per una teleferica?). Dopo ventina minuti lasciamo con sollievo il fondo tutto arato della stretta valle e del ruscello. Ora la via è più naturale traversando più volte un taglio del bosco (di una teleferica abbandonata?) coperto in erbacce. Poi seguiamo una stradina di bosco con inevitabile pozze d'acqua fino alla Forcella Bassa. Là ci aspetta una strada con fondo di sassolini scuri, strapazzata dai veicoli pesanti e troppo ripida per piacevole cammino, che seguiamo a sinistra fino a una sella sotto il Colle di San Pietro. Eppure per il fine dieci minuti per il bel sentiero di bosco. O come ha detto un escursionista simpatico che abbiamo incontrato a La Stua, con solo una parola: brutto. Anche la discesa dal Rifugio Chiggiato a La Stua nel senso naturale non è attraente. Eppure prima mezza ora la natura è bellissima, particolare un prato con vista alle Marmarole. Poi discendiamo per bosco in numerosi tornanti al incrocio con la stradina che arriva dalla Casera d'Aieròn. Incanto dispare. Camminiamo per i tracce dei veicoli talvolta ben solcati nel suolo morbido. Finalmente per una strada a La Stua. Forse si può ritornare dal Rifugio Chiggiato al Rifugio Baion per la Casera d'Aieròn 1711 nel ambiente più naturale? Dal prato detto è sulla carta segnato un sentiero per la Casera d'Aieròn. Anche sul sentiero Baion - Chiggiato pochi minuti dopo Rifugio Baion notiamo su un albero un cartello rustico Casera d'Aieròn. Come accessi più naturali ai Rifuggi potremmo scegliere: - al Rifugio Chiggiato il sentiero dal Ponte Diassa nel Val d'Oten (bello e sportivo) - al Rifugio Casera Baion dal Val da Rin per la Forcella Baion 2234 (solitario e facile) - al Rifugio Ciareido forse il sentiero dal Val da Rin per la Forcella Paradiso 2045? Merita la Forcella il suo nome? novembre 2005 Marmarole Monte Ciarido 2504 agosto 2005 Monte Ciarido (Cima Sud-Ovest) 2504 agosto 2005 "*C) da Sud (via comune) Fratelli Fanton, v. sopra (-> Luisa e A. Fanton, settembre 1911), in discesa"[abDOI1a,449] Posti di 1° grado facile. Non lontano dalla vetta un passo di 2° entrando in un canale (nel ritorno ne usciamo un po' a monte con 1° grado superiore). Forse si può trovare meglio soluzione. E giusto sulla cuspide della vetta una paretina inevitabile di decina metri di solido primo grado con 2 o 3 metri di 2° grado serioso. La via è segnata con ometti che seguiamo più facile nella discesa. Dal sentiero che sale dal Rifugio Ciareido alla Forcella San Pietro 2298 "su per il canalone tra la cima (a sinistra) ed una caratteristica guglia (a destra); infine su dritti verso N per facile parete e piccoli canali. - 1° grado"[abDOI1a,449] novembre 2005 Antelao Forcella del Ghiacciaio 2584, Crode San Pietro 2260 agosto 2005 Forcella del Ghiacciaio 2584 La traversata dal Rifugio Galassi 2015 al Rifugio Antelao 1796 per la Forcella del Ghiacciaio 2584 e Forcella Piria 2096 è una delle più belle e suggestive nelle Dolomiti. Peccato, la salita per il lastrone alla Forcella del Ghiacciaio non è facile. Una via ferrata di modesta altezza (160 m circa?) ma di buona media difficoltà e con due posti difficoltosi particolarmente se non siete sufficiente alti. Anche se ci teniamo un escursionista esperto sarebbe bene avere almeno un cordino e moschettone con sè. Sembra che la via ferrata non utilizzi evidenti passaggi facili e che potrebbe essere abbastanza più facile. E che era una decina anni fa? E finché fatichiamo al punto chiave per entrare in un stretto canale estenderci per giungere il chiodo, due metri a destra possiamo "passeggiare" nel canale vicino. Anche la ultima rampa si possa evitare per una cengia comoda che sale a destra in obliquo uscendo giusto a estrema destra della Forcella. Che cosa ne dice una guida sincera ma non sempre (non spesso) affidabile che aveva la prima edizione quasi un secolo fa (1908)?. "... fino al piede del Lastroni dei Pian dei Arboi. Si sale per facile rocce sull'ultima lastra a destra, segnata da canali d'acqua spesso asciutti, e sopra questa, si raggiunge la Forcella del Ghiacciaio m. 2584"[abDOI1a,354] "Nella zona più vicina al ghiacciaio, con cattive condizioni di neve, il sentiero non è semplicemente turistico è richiede attenzione; la corda è consigliabile nella lastra per persone non pratiche di roccia."[abDOI1a,352] Pare che una volta il sentiero non era attrezzato, e che le lastre più a destra siano più facile ma anche più influenzate dal ghiacciaio. Un compromesso: Una variante facile che sarebbe meno esclusiva e una variante impegnativa, diretta e atletica per sportivi. Discendendo per la Vale opposto a un certo punto potremmo lasciare il sentiero e tentare la salita al Monte Ciaudierona 2587. "Oppure si può utilizzare, per raggiungere la cresta, il più invitante canalino sassoso del versante meridionale, che ben si evidenzia sulla destra delle Cime Cadin e che comincia molto vicino a dove transita il sentiero per Forcella del Ghiacciaio (ore 3 dal Rifugio Antelao, 1° grado, impegnativo)."[lvASM,21] Vedi anche la foto "Il Monte Ciaudierona da Forcella Piria: si nota tra i mughi, la traccia che sale a Forcella del Ghiacciaio"[lvASM,15] Alla fine della lunga traversata arriviamo al ospitale Rifugio Antelao. La cucina è deliziosa. Se abbiamo la fortuna, per la cena gnocchi di casa fatti di patate cadorine. Crode San Pietro 2260 "Piacevole è la dimensione solitaria e desolante che circonda questi luoghi, tanto che animali come la poiana vi trovano abituale rifugio. Sono raggiungibili dai mughi sottostanti il Pian dei Cavalli e dal sentiero per Forcella Piria, risalendo senza percorso obbligato ripidi pendii di prato e brevi crestine rocciose (1° grado, 1 ora)."[lvASM,21] Se volete salire Croda Mandrin sarebbe meglio prima visitare il Col di San Dionisio 1946. Il suo fianco Sud (della Croda Mandrin) è adesso tutto scoperto. Un sentiero lo taglia orizzontalmente ma si perde nei mughi nella vicinanza del Pian dei Cavai 2048. Dovremmo memorizzare il inizio del sentiero altrimenti vagheremo in selva di mughi fitti. Se non possiamo venire a capo con mughi torniamo al lato opposto: la cresta Ovest delle Crode San Pietro. Là troviamo più facilmente passaggi liberi tra i mughi e tranne ci sempre pare che incontreremo sulla cresta un ostacolo insuperabile, passiamo a stento con qualche passo di primo grado avventuristico. Ma eppure dobbiamo superare una ripida paretina friabile decina metri alta. 1° grado o 1° grado superiore non banale. Forse si può evitarla più a destra. Per premio arriviamo a un bel terrazzo erboso, completamente isolati dal mondo. La Croda la più alta non è ancora tutto vicina. Ai ambiziosi che non hanno paura di 2° grado (ma anche di qualche movimento di 3° ?) si offre la via normale alla Cima Fanton 3172. " Dedicata ai fratelli Fanton di Calalzo - Umberto, Arturo, Paolo, Augusto, Teresa e Luisa - pionieri dell'alpinismo italiano senza guida sulle Dolomiti"[abDOI1a,366] "C) Per parete SE (via comune), Luisa e U. Fanton 24. IX 1913"[abDOI1a,367] Conoscete la Forcella della Rocca m.2732 e la cresta NE della Cima Fanton? "D) Per cresta NE, O. Olivo, solo, 9.IX 1923"[abDOI1a,368] Il ritorno Dal Rifugio Antelao ritorniamo per la Forcella Piria e la Forcella Cadin 2100 al San Vito di Cadore. Poco sotto Forcella Cadin veniamo "alla base di un enorme roccione spiovente (Croda Castellon), che forma un grosso landro dove è infissa una madonnina" [lvASM,23] Un sentiero senza alcune indicazione si biforca a destra, tagliando orizzontalmente il fianco di mughi in direzione un cole molto invitante, "il promontorio della Berretta, alto pulpito di rara e selvatica bellezza"[lvASM,26]. Nelle pareti sovrastanti curiosi antri. Eppure continuiamo per il sentiero principale, segnato con numero 230, discendendo a La Glories e poi traversando sotto le pareti Sud del Antelao nel'ambiente selvaggio e appartato. Peccato alla località Greanes (1350 m circa) lasciamo la via desiderata e per una brutta ed incredibile ripida stradina discendiamo al idillico paese Vinigo. Alcune foto del sito Vinigo.com "Cappucci" "Un capriolo mentre sta mangiando i cappucci di Vinigo nel mese di novembre" "Foto scattata sempre dal Monte Rite: Antelao, Vinigo e il nostro comune Vodo di Cadore" Foto Collana novembre 2005 Bibliografia: abDOI1a, lvASM 1[carta topografica 1:25.000 Dolomiti Centro Cadore 1: 25000 foglio 016 di Tabacco. Nulla osta alla diffusione N.228 in data 28-6-90.] Appendice novembre 2006 Monte Ciarido (Cima Sud-Ovest) di Ciro.Concina@al-lighting.com Home
068 img o un prato
068 img o La via
068 img o terrazzo erboso
CantoniPelsa
Dolomiti / Civetta / Cantoni di Pelsa / Cima degli Aghi,Croda di Pelsa,Campanile San Prosdocimo e Lago Coldai

Cantoni di Pelsa

Cima degli Aghi 2382, Croda di Pelsa 2350, Campanile San Prosdocimo 2335

Lago Coldai

Moiazza, Van delle Sasse

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Cantoni di Pelsa Cima degli Aghi 2382, Croda di Pelsa 2350, Campanile San Prosdocimo 2335 luglio 2001 Una vista aerea ai Cantoni di Pelsa dalla Cima della Busazza. Si vede anche con un po' di immaginazione la testa dell'elefante con gli orecchi e la proboscide. Cantoni di Pelsa dalla Cima degli Aghi. La vista dalla Cima degli Aghi 1. Cima del Bancón è la prima vetta a sinistra? Nello sfondo la catena della Moiazza (dalla Cima Nord alla Cima Sud). 2. Cima Su Alto e Cima della Terranova sono l'ultime a sinistra come una cima con due vette?, la torre piccola (in sole) nella loro cresta che cade bruscamente a destra è Torre Su Alto? e largo fianco che scende dalla cresta che si continua fino alla Cima delle Mede (alla estrema destra con la vetta nascosta). Nella retroscena sono Civetta e Piccola Civetta. La Moiazza e Val Corpassa dai pressi Croda di Pelsa Campanile San Prosdocimo (in centro, primo) dal terrazzo poco sotto della Croda di Pelsa. La vista dal Campanile San Prosdocimo alla sua Anticima Ovest La cresta: Piccola Civetta, Cima De Toni, Cima Paolina e come l'ultima a destra Cima della Busazza dal Campanile San Prosdocimo L'Anticima Ovest è solo pochi metri lontana dalla forcella divisoria col Campanile stesso. Dovremmo salirla prima. Per visitare un mugo che vive solo giusto sulla sua cuspide a circa 2300 metri. Anche per vedere meglio che cosa ci aspetta ancora. Ultima decina di metri del Campanile. Quasi verticali ma con una debolezza che permette un accesso relativamente facile. Primo grado superiore, aspro, aereo e con le rocce che si muovono nelle nostri mani. Più difficile della via normale alla Cima degli Aghi nonostante che i suoi (degli Aghi) primi metri "normali" siano di secondo grado ma con molti sconti: non esposti, appigliati, sicuri, calmanti .. . Cantoni di Pelsa (in contra luce) dalla Sella di Pelsa. Sulla cresta del Monte Alto di Pelsa Cantoni di Pelsa dalla Sella di Pelsa. Dietro l'albero è Cima degli Aghi Ci sono molti ricordi della Civetta. Nel cuore il più profondo: l'incontro con un branco dei giovani vitelli sotto la forcella Col di Rean. Il suo avvicinamento spaventoso ma da vicino la curiosità bambina. Lago Coldai Moiazza, Van delle Sasse Foto Collana Bibliografia: lmCiv Home
069 img o tn Una vista aerea ai Cantoni di Pelsa dalla Cima della Busazza
069 img o Cantoni di Pelsa dalla Cima della Busazza
069 img o tn Cantoni di Pelsa dalla Cima degli Aghi
069 img o Cantoni di Pelsa dalla Cima degli Aghi
069 img o tn Nello sfondo la catena della Moiazza Cima Nord e Cima Sud della Moiazza, Cima delle Nevere, Cimon e Campanile dei Zoldani
069 img o tn Cima Su Alto e Cima della Terranova
069 img o tn La Moiazza e Val Corpassa dai pressi Croda di Pelsa
069 img o tn Campanile San Prosdocimo (in centro, primo) dal terrazzo poco sotto della Croda di Pelsa
069 img o Campanile San Prosdocimo
069 img o tn La vista dal Campanile San Prosdocimo alla sua Anticima Ovest
069 img o tn La cresta: Piccola Civetta, Cima De Toni, Cima Paolina e come l'ultima a destra Cima della Busazza dal Campanile San Prosdocimo
069 img o tn Cantoni di Pelsa (in contra luce) dalla Sella di Pelsa
069 img o Cantoni di Pelsa
069 img o tn Sulla cresta del Monte Alto di Pelsa
069 img o tn Dietro l'albero è Cima degli Aghi
069 img o tn l'incontro con un branco dei giovani vitelli sotto la forcella Col di Rean
069 img o tn Cime Coldai Ovest e Est, Torre di Coldai, e Lago Coldai dalla Torre d'Alleghe
069 img o tn Lago Coldai, Torre di Coldai e Torre d'Alleghe
069 img o tn Lago Coldai dalla salita alla Cima Coldai Ovest
069 img o tn Lago Coldai e Torre di Coldai dalla salita alla Cima Coldai Ovest
069 img o tn Lago Coldai dalla Cima Su Alto. Nel sole la cuspide della Cima de Gasperi
069 img o tn Cima delle Sasse dalla Cima della Busazza
069 img o tn Civetta Bassa dalla Forcella Inferiore
069 img o tn Cima della Busazza dal Casteletto della Busazza
069 img o tn un po' sotto dal Bivacco Grisetti
Catinaccio
Dolomiti, Catinaccio - Rosengarten, Valbon, Tschamin, Mugoni, Vaiolet, Larsec

Catinaccio - Rosengarten

Valbon

Crode di Ciamin - Tschamin Spitzen Val Ciamin - Tschamintal

Mugoni e Coronelle

Vaiolet, Larsec e Schlern - Sciliar

Generatori di Catinaccio

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Catinaccio - Rosengarten agosto 2002 Valbon Crode di Ciamin - Tschamin Spitzen Val Ciamin - Tschamintal Mugoni e Coronelle Vaiolet, Larsec e Schlern - Sciliar Foto Collana Generatori di Catinaccio Quando il generatore del Rifugio Passo Principe comincia a lavorare, le pareti del Kesselkogel, tremano per il suo rumore. Uccelli neri scappano nella Conca di Grasleiten coprendosi gli orecchi con le ali. Escursionisti ritornano nei pensieri, nella loro realtà quotidiana. Si sente anche sul Passo di Valbon, magari sul promontorio che sovrasta Grande Valbon. Opera per fortuna raramente, ma quello del Rifugio Vaiolet fa rumore praticamente tutta la giornata. Possiamo sentirlo sulla salita al Passo delle Pope fin sotto il Passo o anche salendo la Torre Nord di Vaiolet. I Rifugi Roda di Vael e Pederiva, lontani pochi metri, hanno tutti il suo generatore ed è possibile godere dell'effetto stereo, ben pronunciato sul bel pratino tra i rifugi. Qui si riposano escursionisti stanchi respirando fresca aria alpina profumata della digestione dei generatori. Una donna siede sul pratino con le ginocchia piegate e con le mani appoggiate sul suolo. Col suo sorriso, dolce è il loro rumore, dolci sono i loro profumi. La strada è arrivata ai Rifugi Vaiolet e Preuss. I pilastri della abbandonata teleferica trasporto materiali sono disoccupati. La strada ha presso il loro lavoro. Preziose Jeep sono parcheggiate accanto ai rifugi. Verso mezzogiorno quando il flusso stradale degli escursionistici diventa il più abbondante, una Jeep col rimorchio, battendosi contro la corrente umana, ritorna alla Gardeccia. Un motociclista viaggia irregolarmente tra rifugi Vaiolet e Passo Principe. Rispettare la natura ma anche la gente che viene tanto numerosa e rispettosa dell'ambiente. Prevenire il rumore che fa l'uomo e lasciare la natura ai suoi propri suoni. Un generatore silenzioso costa meno di un'automobile. Per i rifugi profittabili questo investimento non sarebbe un problema. Non lasciato alla buona volontà, ma regolato da qualche articolo legislativo. Bibliografia: lvCat Home
070 img o tn Sattelspitzen
070 img o tn Grande Valbon
070 img o tn Cima del Vaiolet dalla Grande Valbon
070 img o tn Grande Valbon
070 img o tn Grande Valbon, il canale destro (nella ombra) si sale alla Forcella Grande di Valbon
070 img o tn Passo di Valbon, due Vergini e "gespreitzte Manndl"
070 img o tn Passo di Valbon
070 img o tn Grande Valbon, La vista alla Cima Piccolla di Valbon, Vergini (Jungfrauen) e Passo di Valbon
070 img o tn La vista alla Cima Piccolla di Valbon
070 img o tn Forcella Grande Valbon, La vista alle Sattelspitzen e Schlern
070 img o tn Dalla Cima Piccola di Valbon verso Cima Catinaccio
070 img o tn Dalla 'cresta sommitale' della Cima Grande di Valbon verso Piccola Valbon
070 img o tn Dalla 'cresta sommitale' della Cima Grande di Valbon verso Cima Piccola di Valbon
070 img o tn Passo di Valbon. La vista alla Grande Valbon, Schartenturm, Forcella delle Sattelspitzen e Sattelspitzen (come una)
070 img o tn Tschaminspitzen dal Torre Nord del Vaiolet
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale (dalla anticima) verso Cima Larsec, Cima Scalieret e Cima delle Pope
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale (dalla anticima) verso la cima principale e Kesselkogel - Catinaccio d'Antermoia
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale nell profondo verso Malga Hanicker
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale nell profondo verso Grande Valbon
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale verso Kesselkogel - Catinaccio d'Antermoia
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale verso la sua anticima e Tschamin Spitze Occidentale, Bolzano nella lontananza
070 img o tn La gola che sale alla Tschaminspiztenscharte (lato Nord)
070 img o tn Tschaminspizten, Forcella delle Sattelspitzen e Sattelspitzen dalla Cima Piccola di Valbon
070 img o tn Valle del Tschamin (Seconda radura con fienile - Rechter Leger)
070 img o tn La vista dalla Tschamin Spitze Orientale verso la Cima Occidentale e Satelspitzen (Occidentale e Orientale)
070 img o tn Torri del Vaiolet, Cima Catinaccio e Croda Laurin dalla Tschamin Spitze Orientale
070 img o tn «... Great Birnam Wood to high Dunsianne hill shall come against him.»
070 img o tn Valle del Tschamin (Seconda radura con fienile - Rechter Leger)
070 img o tn Valle del Tschamin (Seconda radura con fienile - Rechter Leger)
070 img o tn La vista dalla salita alla Tschamin Spitze Orientale verso Roterdspitze e Rosszähne
070 img o tn La salita alla Tschamin Spitze Orientale. Verso Sattelspitze Orientale e Roterdspitze
070 img o tn La Torre dei Mugoni
070 img o tn La vista dai Mugoni (Cima di Mezzo) al Mugone (Cima Principale, il spuntone piu a destra) e Roda di Vael
070 img o tn La Torre dei Mugoni
070 img o tn La vista dal Mugone (Cima di Mezzo) al Mugone (Cima Nord) ?, La cima Catinaccio e Kesselkogel
070 img o tn I Mugoni dalla Cima Coronelle. Sono tutti qui: Cima Nord, Cima Principale, dietro lei Cima Est con la Torre dei Mugoni nella sua destra cresta, tre spuntoni della Cima Principale e Cima Sud.
070 img o tn La cima Catinaccio dalla Cima Coronelle
070 img o tn La cima Catinaccio e Kesselkogel dalla Cima Coronelle
070 img o tn Gran Busa di Vael con Croz di Santa Giuliana e Roda del Diavolo, dalla Cima Coronelle
070 img o tn Roda di Vael, dal Punta di Mezzo (Mugoni)
070 img o tn La vista dal Giogo di Purgametsch verso le Torri del Vaiolet e la Cima Catinaccio
070 img o tn La vista dal Passo Scalieret verso Tschaminspitzen e Cima del Vaiolet
070 img o tn La Valle del Vaiolet con Le Vergini e Cima Piccola di Valbon
070 img o tn La vista dalla Torre Nord del Vaiolet verso Larsec
070 img o tn Torre Nord del Vaiolet, la discesa
070 img o tn Dalla Cima Scalieret verso Gran Cront e Pala di Mesdi
070 img o tn Kesselkogel e Cima di Larsec dalla Cima Scalieret
070 img o tn «J'aime les nuages ... les nuages qui passent ...»
070 img o tn C'è il paradiso sulla terra? ...
070 img o tn ... Dove è questo posto? ...
070 img o tn ...Non vogliamo dirvelo. ...
070 img o tn ... Dovete trovarlo da soli.
Ciaudierona2
Monte Ciaudierona

Antelao

Monte Ciaudierona 2587

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Antelao Monte Ciaudierona 2587 luglio 2008 Foto Collana ottobre 2010 Home
CimaDuran
Dolomiti, Moiazza, Cima del Duran o Sass del Duram

Moiazza

Cima del Duràn o Sass del Duràm quota 2542

dal Lavinal del Bus

La via normale

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Moiazza Cima del Duràn o Sass del Duràm quota 2542 dal Lavinal del Bus agosto 2003 Dal Passo Duran molto attrattiva, dalla Pala del Belìa come un bastione imponente, dalla Cima Nord di San Sebastiano quasi non individuabile, nascosta nel corpo della Cresta delle Masenade. La via normale Dal Passo Duran seguiamo il sentiero per il Bivacco Grisetti (il Sentiero Angelini). In circa mezza ora atraverso il bosco con schiarite un po' paludose, incontrando anche un ruscello abbondante, veniamo al Livinàl del Bus, il grande ghiaione che si scende dalla Cresta della Masenade. Là, lasciamo il sentiero e saliamo per il ghiaione che dopo la svolta a destra sta sempre più ripido, a mo' di canalone largo ingombrato dai macigni. Ci teniamo sempre al suo lato sinistro. Il cammino diventa avventuristico, ma se non vogliamo ostinarci con macigni, possiamo trovare i passaggi non difficoltosi (rari posti di primo grado). Il canalone ci guida al zoccolo delle parete, nella conca con resti di neve. Là si restringe ed entra nel interno della montagna. Cima del Duran, sulla via normale poco sotto dove il canalone si restringe a mo' di corridoio. Si intuisce il ramo ghiaioso di canalone che guida a sinistra sotto di parete. Poco sopra si vede la cengia che comincia prima nella entrata nel corridoio e taglia la parete in obliquo a sinistra. Ignoriamo il ramo sinistro, anche la cengia a sinistra. Entriamo nel corridoio, salendo con fatica le ghiaie ripide. Presto a sinistra si aperta una altra cengia, la quale assecondiamo, lasciando finalmente il canalone. Incontriamo primo ometto. Cima del Duran, sulla via normale sul pulpito erboso, sul bordo sinistro del canalone. Qui usciamo dal canalone, seguendo la cengia già detta. Un ometto marcato con mughi dietro la sua spalla, individuabile dal alto da lontano. Utile in ritorno. Si nota sopra, una barriera rocciosa con un passagio nella "u" forma (la parte inferiore nella ombra). Usiamo questa debolezza, salendoci più al centro per un canalino. Troviamo l'acqua dello sgocciolo. Importantissima in questo momento perché fa sì caldo che non possiamo portare sì molto dell'acqua, quanto possiamo berne. Siamo sempre nel lato Est di monte, ed al fino di pomeriggio al sole pieno. Si consiglia vivamente durante caldi giorni estivi (o caldissimi come nel meraviglioso estate 2003) la partenza alle 5 ore (alle 6 il più tardo) per evitare il calore insopportabile nel canalone. Cima del Duran 2578, la quota più alta e dietro lei seminascosta la quota 2565. (dal Pilastro della Cima del Duran quota 2542) Da questo lato la cima più alta sembra inaccessibile. È magari fuori di verticale. Forse il attaco è al lato opposto. In [lmCiv] la salita al Pilastro (q2542) è precisamente descritta. Le altre due quote sono menzionate in breve alla fine: "Per la Quota 2565 dobbiamo spingerci all'esterno d'una lastronata. La Quota 2578, più centrale, c'impegna invece con un'arrampicata."[lmCiv] Possiamo fuorivarci che il Pilastro è la nostra meta primaria (obbligatoria), e quelle due altre quote sono facoltative, se abbiamo tempo, forza, volontà ... Ci sembra che sia meglio scegliere la q2565 come la prima. Poi possiamo provare la salita alla cima più alta. E se non ci basta ancora, se vorremmo tutte le tre, ci saliamo sul Pilastro come il ultimo. Dunque arrivati nella conca sotto la Forcella Sora 'l Sass del Duram m2479 (o anche poco prima) invece di salire alla Forcella, ci spingeriamo subito a sinistra per la lastronata alla Quota 2565. Si trova sopra Passo Duran nel posizione aperto e forse dona bella vista. Ed anche è abbastanza spostata dalla Cresta delle Masenade che possiamo osservarla, cercando l'accesso sulla Cresta per la misura nostra. Se esiste, ciò sarebbe un bello finale naturale della nostra gita. Foto Collana Bibliografia: lmCiv Home
072 img o tn Cima del Duràn quota 2565 dal Passo Duran
072 img o tn Cima del Duràn quota 2565 dal Passo Duran
072 img o La via normale
072 img o tn Cima del Duran, sulla via normale poco sotto dove il canalone si restringe a mo' di corridoio
072 img o tn Cima del Duran, sulla via normale sul pulpito erboso, sul bordo sinistro del canalone
072 img o tn Cima del Duran 2578, la quota più alta e dietro lei seminascosta la quota 2565 (dal Pilastro della Cima del Duran quota 2542)
CimaListolade
Civetta - Cantoni di Pelsa - Cima Listolade, Moiazza - Colle Nalina

Civetta, Cantoni di Pelsa, Cima Listolade Moiazza, Colle Nalina

Cima Listolade

Cima delle Mede 2504

Cima Listolade 2483

Discesa

Info

Le vie ipotetiche (im)possibile

Colle Nalina

Cima Nali m 2776

Colle Nalina 2259

Cantoni di Pelsa

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Civetta, Cantoni di Pelsa, Cima Listolade Moiazza, Colle Nalina Foto Collana Cima Listolade Avendo salito alla Cima delle Mede, arrivato alla Cima Listolade agosto 2005 Cima delle Mede 2504 {248 Da nord-ovest, circa 450 m, ore 3, facile Giovanni Angelini, Franco Vienna, Guido Sablich e Bruno Polacco, 1933 (inf. priv). Facile e divertente, si può considerare la via normale per chi parte dal Rifugio Tissi; per giungere all'attacco dal Rifugio Vazzolèr richiede invece il lungo giro attorno all'estremità meridionale dei "Cantoni". Dal Rifugio Vazzolèr seguendo l'itin. 12, si attraversa il Pian di Pelsa; prima di iniziare la breve discesa che porta ai Casoni di Col Rean si abbandona il sentiero per salire a destra all'imbocco del Canalone delle Mede e si continua per canali e scaglioni di rocce friabili senza difficoltà fino a raggiungere direttamente la vetta. %baCM,258} Cima Listolade 2483 Da Nord-Ovest Via Terezija (Teresa), dedicato alla mia nonna. lemontagne, 8 agosto 2005 4 metri di 2° grado (un camino), 2 metri di 1°+ (o -2°), posti di primo grado divertente e un posto di 1° grado aspro. Nell'ambiente di bellezza intatta. Un enorme macigno chiusa lo sbocco inferiore del Canalone delle Mede. Subito a sinistra è un altro canale, inizialmente un camino di 4-5 metri dell'altezza, con un pietrone incastrato alla sua cima. Un solido secondo grado, ultimo movimento alla sua uscita forse di 2° superiore, particolare nella discesa. Se avete paura del camino chiave alla via normale di Sorapiss, una occasione ideale per pratica, pochino più difficile ma esposto solo per sua altezza. Avanziamo facilmente per il canale, osservando attentivamente canali laterali a sinistra. Non ci paiano facili e restiamo nel canale principale che prende direzione più a destra. Dopo un posto di due metri non tutto facile (1° superiore o 2° inferiore) possiamo entrare facilmente a destra nel Canalone delle Mede. Più avanti il canale diventa troppo ripido e difficile. Dunque entriamo nel Canalone delle Mede subito o dopo il ritorno dal canale. "Riguadagnata l'Antiforcella delle Mede, possiamo insistere nell'esplorazione con un rientro alternativo. Giù per il Canalone delle Mede in tal caso, tra lo sperone della Cima degli Aghi e la scarpata della medesima Cima delle Mede nonché della Cima Listolade. Dopo la pausa di una conca il canalone è ripido e instabile ma non difficoltoso. Verso lo sbocco inferiore la mancanza di neve scopre un arduo saltino, che risolviamo con una corta calata in corda doppia profittando dei chiodi presenti. Continuando nella discesa intersechiamo il segnavia n. 560 e per questo, attraverso la Sella di Pelsa m 1954, ci riportiamo al rifugio."[lmCIV,136] Con il nostro camino possiamo evitare "una corta calata in corda doppia" all'imbocco del Canalone. Possiamo anche evitare il nostro camino, discendendo per il Canalone delle Mede. Dal Rifugio Vazzoler per la Valle delle Mede alla Forcella delle Mede 2326. Scavalcando la Forcella traversiamo la testata del Canalone degli Aghi alla vicina Antiforcella delle Mede 2335, il capo del Canalone delle Mede e giù per il stesso Canalone. Con questa variante la Via Terezija diventa una via di primo grado facile. Saliamo per il canalone "ripido e instabile ma non difficoltoso" ma faticoso e con forte impressione che Cima degli Aghi potrebbe gettarci un pietrone alla testa. Prima di "la pausa di una conca" si apre a sinistra una invitante possibilità di uscita: Un corto canale laterale con colletto verde alla sua fine. Saliamo per questo canale, prima per ghiaie e poi ultimi metri un po' insicuri per sfasciumi ripidi elegante evitabili per il loro bordo sinistro. Adesso ci troviamo nel fianco della Cima delle Mede, a un bello terrazzo poco inclinato e poco erboso con due denti rocciosi (Guglia Carla 2275 e Guglia Carlina 2260?). Un buono posto d'orientamento. Traversiamo il terrazzo fino alla prossima costolina (cinquantina metri). Per fianco su. La parete ci pare molto ripida ma utilizzando alcuni canali sorprendente facile arriviamo a una cengia marcata che da destra a sinistra taglia in lieve salita tutta la parete della Cima delle Mede e Cima Listolade. La seguiamo a sinistra, cercando una possibilità a abbandonarla. Come non ci piacciono canali o camini che salgono su, restiamo alla cengia incontrando pochi posti di primo grado divertente e solo uno non divertente: un breve tratto in discesa oltre un angolo come sorpresa. La roccia non è buona, la cengia è stretta e ci pare esposta. Passiamo sedendo. Ma nel ritorno in salita vediamo che questo posto e non è eppure sì aspro. La cengia fine a un pendio ghiaioso che discende dalla cresta. Per il ghiaione faticoso su. Al ultimo per sfasciumi a sinistra. Decina metri di primo grado delicato per roccia cattiva. In discesa meglio tenersi più alla metà del fianco. Ambiente di bellezza spaventosa. Adesso comprendiamo che siamo sulla cresta ma tra Forcella Listolade e Cima Listolade nella metà di "due brevi corde doppie". "Ed è su questo costone che possiamo sopraggiungere anche dalla Cima Lìstolade. Calando prima con due brevi corde doppie alla Forcella Listolade m 2445. Contornando poi a sinistra, sul II grado il Gendarme (m 2458)."[lmCIV,191]. Oltre la Forcella Listolade è ancora una cima attraente. Torre Schmitt. La discesa per la cresta dalla Cima Listolade alla forcella omonima non è sicuramente una via escursionistica. Siamo sì vicini alla Cima Listolade. Ci separa solo una paretina di 6-8 metri, ma dobbiamo eppure ritornare alla nostra cengia. Se vogliamo salire Cima Listolade non oltrepassiamo il muretto che si trova alla fine della cengia e poi non saliamo il pendio ghiaioso. Ma potremmo oltre muretto traversare orizzontalmente il pendio ghiaioso al suo vicino bordo sinistro esplorando una più facile possibilità di raggiungere Forcella Listolade. Poco probabile ma basta pochi passi per vedere. Dal muretto saliamo per il fianco roccioso della Cima Listolade, prima per un canale che ci sposta un po' a destra, poi dritto su per facile rocce o sfasciumi. Arriviamo alla cresta qualche metro a sinistra della vetta. Discesa Ritornando per la cengia, a una sua piccola sporgenza marchiamo con due ometti insieme (padre e figlio) il più promettente posto (almeno ci pare così) a lasciarla (per un camino?) verso Cima delle Mede. Prima del camino (al imbocco del Canalone delle Mede) notiamo a destra una cengia facile che ci guida fuori dal canale al fianco con mughi che sale sopra "canali laterali a sinistra". I canali sono adesso a destra e salgono al fianco, ma più alto ci aspettano i nuovi che da qui non sembrano tutto semplici. Una possibilità per evitare il tratto per il Canalone delle Mede e restare nella parete Nord-Ovest della Cima Mede? Info La discesa dal Monte Alto di Pelsa alla Sella di Pelsa o alla Forcella di Col Mandro. Selva di mughi fitti e salti rocciosi non permettono una discesa tutta libera. Dobbiamo obligatoriamente trovare l'inizio del sentiero segnato (segni rossi e ometti) al bordo superiore della selva o discendere per un canale di acqua (segnato sulla foto con blu) che fa un passagio percorribile tra i mughi e salti. Questa variante "alla naturale" è un po' avventuristica ma non difficile. Incontriamo qualche posto di primo grado facile. Anche ci aiutano rami di mughi. Le vie ipotetiche (im)possibile Raggiungiamo Forcella delle Mede m 2326 per Val delle Mede. Da qui potremmo tentare la salita alla Cima delle Mede. "friabile ma rimunerativa salita in prevalenza di I grado, con qualche passagio sul II e un breve tratto intorno al III"[lmCIV,156]. Sembra che il terzo grado immediamente sopra Forcella delle Mede "6m sul III grado ed altri 6 di I o II con due chiodi alla sosta sovrastante"[lmCIV,156] sia evitabile: "... porta sul pendio ghiaioso che è raggiungibile anche dalla Val delle Mede (un centinaio di metri sotto la forcella) per una facile banca inclinata."[baCM,258] Non dobbiamo ritornare per la stessa via (evitando III grado in discesa), ma continuiamo per la cresta alla Cima Listolade. "la traversata ... è di I grado con qualche passo di II"[lmCIV,173] "Risulta evidente e senza difficoltà"[baCM,259] Ritorniamo per la Via Terezija. Una volta giunti al Canalone delle Mede possiamo salirlo fino all'Antiforcella delle Mede 2335 e traversare alla vicina Forcella delle Mede m 2326. O magari dal Val delle Mede possiamo traversare a destra sotto la Torre Bristòt al Canalone del Bancon e per questo su alla Cima delle Mede. {tale via, malgrado sia stata percorsa pochissime volte, rappresenta la "via normale" di salita ed è percorribile abbastanza agevolmente anche in discesa: l'arrampicata non è molto faticosa ed invece assai divertente, su roccia ottima ovunque (tranne l'arrivo in vetta su gradoni coperti di detriti) di facile identificazione ed assai consigliabile %baCM,257} "La discesa si può effettuare senza particolari difficoltà e tutta in arrampicata libera lungo il Canalone del Bancon (v. itin. 245) il cui imbocco nell'intaglio della cresta principale è di facile individuazione; ..."[baCM,256] Se è possibile traversare facilmente ancora a destra dal Canalone del Bancon al Spallone del Bancón m 2275 potremmo discendere per il Bancon ed il canalone tra la Cima dell'Elefante e lo Gnomo di Babele al Val dei Cantoni. "La parete alta circa 500 m è tagliata a circa 3/5 d'altezza dal Bancon, vasta cornice di sfasciumi cha la traversa orizzontalmente in tutta la larghezza. ... ed il Bancon d'altra parte permette sia di sfuggire comodamente ... "[baCM,266] Ci sembra che "facilmente" di [baCM] si possa anche interpretare come: facilmente per chi ha maturato per il terzo grado di difficoltà. Colle Nalina agosto 2005 Cima Nali m 2776 "Il nome è dovuto al primo salitore Cesare Tomè, che intese così ricordare la poetica tradizione di una pastorella Nali, morta sulle rocce del monte"[baCM,408] "Fra le propaggini declinati nord-occidentali della Cima Nali e la Cima delle Sasse col suo bastione avanzato del Col dei Camòrz si addentra da ovest fin sotto gli spalti strapiombanti della Forcella della Moiazza un'altra maggiore insenatura, romita e gemmita di nevai, un insieme di piccoli van, i Vanét (m 2200-2400)"[baCM,409] Colle Nalina 2259 Nalina come diminutivo di Nali. Il nome proposto per la quota 2259 (sul fianco Ovest della Cima Nali), segnata sulla carta topografica 1:25.000 Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine foglio 025 di Tabacco. Nulla osta alla diffusione N.234 in data 19 - 6 - 92. Non è facile (o è impossibile) trovare sulla carta la data dell'edizione. Basta che sappiamo che la carta è della ultima edizione? Si può correlare la data della "nulla osta alla diffusione" con la data del ultimo aggiornamento? Perché al Covol del Sasse lasciare il comodo sentiero che sale dal Pian delle Taie al meraviglioso Van delle Sasse? Perchè deviare a destra e per il pendio verde e per la cintura della roccia bianca soprastante entrare nei Vanét? Forse quando il nostro primo desiderio (Cima Paolina) diventa completamente irreale par le nuvole che già da nove ore a mattino nascondono il Van delle Sasse, ma propaggini occidentali della catena Cima delle Sasse - Moiazza gli resistono ancora con successo. O vorremmo salire al Col dei Camòrz e discendere al Van delle Sasse. Arrivati al primo van ci pare che questa traversata sia meno faticosa nel senso opposto quando discendiamo per il lungo ghiaione tra Col dei Camòrz e Cima delle Sasse. Ma in tal caso è più difficile, dobbiamo discendere per secondo grado. "Troviamo un chiodo e, per 20 m, scendiamo a corda doppia o in arrampicata. Scendiamo ancora lungo delle ghiaie. Poi a destra per le placche di un gradone, cui seguono degli ulteriori detriti."[lmCIV,243] O visitare la cresta di Nali nonostante il parte finale alla Cima stessa è per noi impossibile, ma con la Cima Moiazza Nord alla mente. Cima di Nali dai Vanét "ascensione su terreno in prevalenza friabile di I e II grado, con un solido tratto finale di IV e V"[lmCIV,243] O dopo alcune giornate del camino faticoso passeremmo una giornata tranquilla e rilassante nella natura stupenda senza itinerario obbligatorio. O se siamo escursionisti in pratica con sentieri segnati (sulla carta con puntini rossi) e vie ferrate non difficile (talvolta ci pare qualche corda fissa superflua) e faremmo primi passi liberi. Dal prato sotto Covol del Sasse ci sembra la cintura invalicabile. Ma possiamo passare facilmente (due o tre passi di primo grado semplice e sicuro) vicini (ma non tutto) alla parete del Col dei Camòrz. Evitiamo spostarci troppo a destra. Se non troviamo passaggio facile meglio ritorniamo. Dobbiamo trovarlo anche in discesa. Poi per corto ghiaione saliamo al primo Van e a destra in poco tempo al Colle Nalina. Facciamo attenzione ai sassi mobili. Possiamo muovere abbastanza grande pietre sotto le nostre gambe. Se non eravate mai al Van del Sasse eppure lasciate Colle Nalina per qualche altra volta. Van delle Sasse è la prima scelta. Notizia: Nella seconda settimana del agosto 2005 il sorgente al Covol del Sasse era asciugato eccetto qualche rara goccia. Nonostante l'estate piovoso. Sembra che si alimenti dai nevai al Van del Sasse. novembre 2005 Bibliografia: baCM , lmCIV Appendice, ottobre 2010. Cantoni di Pelsa luglio 2009 Cima Listolade e Cima delle Mede È metà luglio, ma il canale iniziale della Via Terezija è quasi completamente innevato. Con un muro di neve che copre il camino al suo fronte e una spaccatura sottostante. Lasciamo la salita per un'altra volta, ma adesso guardando le foto, ci pare che si possa passare per il ghiaione e la parete a sinistra del canale. Sulla parte superiore della parete si vede bene la cengia. Home
073 img o Via Terezija
073 img o un camino
073 img o il canalone
073 img o un bello terrazzo
073 img o La parete
073 img o questo posto
073 img o metà del fianco
073 img o sulla cresta
073 img o Torre Schmitt.
073 img o vetta
073 img o la cengia
073 img o un camino?
073 img o La discesa
073 img o Col dei Camòrz
073 img o Cima Moiazza Nord
073 img o la cintura
073 img o Col dei Camòrz
073 img o Colle Nalina.
073 img o tn dalla Forcella Col Mandro
073 img o ma il canale iniziale
073 img o Via Terezija
073 img o parte superiore
CimaSuAlto
Dolomiti, Civetta, Cima Su Alto

Civetta

Cima Su Alto 2951

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Civetta Cima Su Alto 2951 agosto 2002 Questo posto è sicuramente il più proibitivo sulla nostra via al Bivacco Tomè. Si deve traversare il pendio che scende dalla "forcella" della U-forma al ghiacciaio, qualche cinquantina metri sopra del ghiacciaio. Si traversa da destra (il inizio è poco sotto dove fine la rientranza ombrosa che segna il comincio della parete verticale) a sinistra (sul pulpito, a sinistra pronunciato col canale nella ombra). La roccia è rossastra (il segno inconfondibile: cattiva), appigli sono piccoli è intuibili soltanto dalla immediata vicinanza. La traversata non è difficile più di 1 grado, ma un po' delicata e spaventosa per un escursionista. Se passate questa prova del coraggio (o matto), niente non vi dovrebbe fermare sulla vostra via al bivacco. Vi aspetta ancora: * Una cengia con un posto (butta fuori) di 2 metri di 1 grado superiore. * Un canale con primi 2 metri probabilmente di 3 grado. La roccia è bona ma non possiamo avanzare, neanche un passino dalla terra. Per fortuna, subito a destra per roccia rotta ma di 1 grado superiore è possibile entrare nel canale. * Un gradino di 4 metri di 2 grado, non esposto, roccia salda, un po' fuori di verticale. Al primo momento proviamo il canale di acqua a destra, ma roccia bagnata e liscia ci ritorna al gradino. * Una gradinata, un centinaio di metri, divertente e facile 1 grado. Se ci troviamo nella difficoltà, abbiamo sbagliato la via. Questa torretta che si erige nel cielo si chiami Campanile Padova che "sovrasta a sua volta la Punta Laura (m.2370), nonché la Punta Anna (m.2365)"[lmCiv,208] ≷== Sulla photo ingrandita nella roccia più a sinistra è visibile una macchia rossa. Cioè il Bivacco Tomè (quattro letti, dieci coperte). A destra, la cuspide della lingua di neve tocca il inizio della cengia che sale in obliquo da destra a sinistra alla cresta. Vorremmo, desideremmo, non osiamo seguire questa cengia salendo alla Piccola Civetta. Lei, da questo parte sia solo un sogno. Accordo [lmCiv,274-275] intere lunghezze di corda di I, II e III grado. Sarebbe troppo? Cima della Busazza così potente e dominante dal Rifugio Vazzoler, da qui solo un'altezza della cresta. Foto Collana settembre 2002 Bibliografia: lmCiv Home
074 img o tn Salita al Bivaco Tomè, La traversata
074 img o tn Cima delle Mede e ?Campanile Padova? dal Val dei Cantoni
074 img o tn Val dei Cantoni dal Rifugio Vazoller
074 img o tn Alta Val dei Cantoni, La gradinata
074 img o tn Altissima Val dei Cantoni
074 img o tn Cet obscur objet du désir
074 img o tn Altissima Val dei Cantoni
074 img o tn Altissima Val dei Cantoni
074 img o tn Bivacco Tome
074 img o tn Cima della Busazza e Val Corpassa dal Bivacco Tome
074 img o tn Cima della Busazza e sullo sfondo Moiazza, Corno e Lastia di Framont
074 img o tn Cima de Gasperi, Civetta e Piccola Civetta dalla Cima Su Alto
074 img o tn La vista dalla Cima Su Alto a Cantoni di Pelsa
074 img o tn Cima de Gasperi e Lago Coldai con le Cime Coldai dalla Cima Su Alto
074 img o tn Cima Paolina, Cima de Toni e Cima della Busazza dalla Cima Su Alto
074 img o tn La vista dalla Cima Su Alto al profondo verso Col Rean e il Lago di Alleghe
DOltrePiave
Dolomiti d'oltre Piave/Cima di San Lorenzo,Castellato,Croda di Mezzo,Croda Longa

Dolomiti d'oltre Piave

Cima di San Lorenzo 2363

dalla Val Cadin per la Forcella San Lorenzo

Castellato

dalla Val Cadin per la Forcella Cadin e da Sud

Croda di Mezzo

Croda Longa Cima Ovest, Cima Mezzo (non confondere con Croda di Mezzo) e Cima Est.

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Dolomiti d'oltre Piave C'era una panca e tredici cipressi nel cortile della chiesa al cancello retrostanti San Giorgio sul cavallo senz'ardore con la lancia nella mano combatteva il dragone Non c'è panca dei cipressi restarono tronchi della lancia la manica sola Cima di San Lorenzo 2363 dalla Val Cadin per la Forcella San Lorenzo agosto 2004 Nella notte di San Lorenzo possiamo vedere sul cielo le sue lacrime come le stelle cadenti. Bisogna desiderare un desiderio e durante l'anno San Lorenzo potrebbe l'averrare. Non dobbiamo aspettare il giorno di San Lorenzo a salire la sua cima. Sembra che sia sì raramente visitata che San Lorenzo averrerà il nostro desiderio nonostante non sia la sua note. Per questi che vorrebbero tutto sicuri c'è una modesta nicchia nel zoccolo della Torre di San Lorenzo dove potrebbero passare la sua notte ma eppure non completamente protetti di un temporale improvviso. Spalti di Toro dal Pra di Toro La forcella nella metà della catena è Forcella Cadin. Subito a destra è Campanile Toro e ancora a destra Castellato come il più alto nella questa parte. Poi a destra seguono Torre di San Lorenzo, Cima di San Lorenzo e Forcella San Lorenzo che tocca con il suo punto più basso il pendio boscoso del Collalto in primo piano. A sinistra della Forcella Cadin sono Pala Grande, Punta Pia, Cima Toro e Cima Emilia come ultima a sinistra. Cima di San Lorenzo, la profonda Forcella Stretta e le due vette della Cima Talagona, ancora una cima desiderata e potenzialmente escursionistica. Dobbiamo avanzare ancora per il ghiaione e uscire dalla ombra al sole prima che deviamo a sinistra per il ghiaione laterale sotto la parate della Cima di San Lorenzo. Il canalone che sale alla Forcella Stretta ci attrae e spaventa nel stesso tempo. "... un primo gradone umido in spaccata per 4 m di 3° grado ... "[lvDOP,72] " ... un corridoio stranissimo, lungo 30-40 m, largo pochi metri, sopra il quale i muri gialli laterali tendono a far volta;"[acDOII,113] Forcella Stretta e il suo canalone seminascosto (con abbastanza neve all'inizio di agosto) dal piccolo terrazzo. Contorniamo a destra la Torre di San Lorenzo e prima che entriamo nel canale ripido e stretto che sale alla Forcella di San Lorenzo (facile con due o tre dettagli di primo grado), una cengia guida facilmente ancora a destra al piccolo terrazzo. A sinistra sopra i salti la cengia si continua ma da qui sembra spaventosa è più adatta ai camosci. Poco oltre il terrazzo una ripida lingua di neve durissima ha freddata il nostro ardore esplorativo. Forse questa cengia non è quale che consentirebbe il collegamento con la Forcella Stretta. [acDOII] menziona la possibilità di collegamento per il lato Sud ma anche l'acesso dal Sud, dal sentiero Marini: "La Forcella Stretta è accessibile da Forcella San Lorenzo traversando in alto una costola erbosa che la Cima di San Lorenzo protende verso S;"[acDOII,114]. "Per il sentiero Marini all'alta Val San Lorenzo. Si arriva di qui alla Forcella Stretta per erba e poi un lungo stretto vallone ghiaioso"[acDOII,114]. La Forcella San Lorenzo 2240. Tra le parete della Cima di San Lorenzo e della Torre di San Lorenzo emerge il Castello di Vedorcia. Castellato dalla Val Cadin per la Forcella Cadin e da Sud luglio 2000 Dalla Forcella Cadin verso Pra di Toro. Sul cengione sul lato meridionale del monte. Sulla cima del Castellato. Tra nebbia Pala Grande e sotto noi Campanile di Toro. Alla domenica quando si magari aspetta in coda per la sua via normale il campanile suona. Croda di Mezzo agosto 2004 Forcella Val Lavina 2339, La Cima Finestra (così chiamata condizionalmente per più facile riferimento futuro), Forcella Croda Longa Ovest 2350 e Croda di Mezzo 2463 dalla testata del Cadin di Montanel. Per la Forcella Croda Longa Ovest 2350 saliamo il grande ghiaione conico nel centro della foto. È scabroso anche nella discesa. Prendiamo il suo bordo destro. Sulla foto sembra come che sarebbe meglio salire per pendio ghiaioso stabilizzato con erba che sale alla Forcella Val Lavina e poi traversare sotto la parete a destra. Ma nella discesa questa variante non era invitante. Il ghiaione si restringe sbarrato con una paretina. Il suo bordo basso è chiaro pronunciato con una cengia che guida orizzontale a destra. Poco sotto la paretina incontriamo sorpresi primi segni rossi. Non ci sembrano utili, come che non appartano in questo ambiente. L'unica problema con orientamento è al inizio della paretina e sarebbe sufficiente qualche ometto marcato per aiutarci. Arrivati alla cengia detta ignoriamo un camino molto invitante che sale direttamente al ghiaione soprastante e andiamo per la cengia a destra nel fianco gradinato. Poi su (1 grado facile) al ghiaione in vista del ultimo canale prima della forcella. Dal ghiaione guida ancora a destra un'altra cengia segnata con ometti (almeno al suo inizio) che taglia tutta parate Nord della Croda di Mezzo fino alla sua cresta Ovest. Nella discesa con nebbia fitta possiamo sbagliare deviando troppo a sinistra per questa cengia. Saliamo direttamente ma faticosamente per il canale facile o per il suo fianco destro per le cenge e rocce facile (1° grado) alla Forcella Croda Longa Ovest. Forcella Val Lavina, La Cima Finestra (il buco è la punta chiara nel dentino sulla cresta destra, immediamente prima della forcellina), Forcella Croda Longa Ovest, Croda di Mezzo con la sua larga parete Nord e Forcella del Crodon di Scodavacca dal Crodón della Casera. Si vedono bene le cenge che tagliano quasi orizzontalmente la parete Nord della Croda di Mezzo. Accentiamo le due: - La Cengia Inferiore, dal grande ghiaione al canalone della Forcella del Crodon di Scodavacca con uscita cinquantina metri sotto la forcella. Una volta ritornando dalla Cima Montanel abbiamo notato questa cengia in gran parte a mo' una bancata. Seguendola siamo venuti alla Forcella del Crodon di Scodavacca quasi passeggiando invece salendo tortuoso canalone della Forcella. Adesso non c'è più soddisfazione di riscoprimento. Puntini rossi per la Rifugio Padova guidano a questa cengia. - Già detta e promettente La Cengia Superiore che comincia al ghiaione sotto il canale finale della Forcella Croda Longa Ovest e fine alla cresta Ovest della Croda di Mezzo. Spalti di Toro fra Cima Emilia e Forcella Spe dalla Croda di Mezzo. Cima Emilia 2369, Cima Toro 2355, Punta Pia 2347 e Pala Grande 2385, Forcella Cadin 2223 (un campo di neve poco sotto forcella), Castellato 2424 (con Campanile Toro 2345 poco pronunciato nella sua cresta sinistra), Forcella Cadorin 2270 ("relativamente ampia"), Torre di San Lorenzo 2385, Cima di San Lorenzo 2363, Forcella Stretta 2260, Cima Talagona (Punta Est 2429, Punta Ovest 2399), Cresta Piana 2250 "Alta cresta rocciosa, con andamento quasi orizzontale intorno a 2300-2340m", Cima Cadin di Toro 2386 (pare una cuspide nella parte destra della Cresta Piana, queste due cime sono separate dalla Forcella Cadin di Toro circa 2300 non visibile), la profonda Forcella Vedorcia 2070, Cima Cadin di Verdórcia 2403 e Cima Cadin degli Elmi 2424 e larga Forcella Spe 2049. Dopo Forcella Spe si intuisce Cima Spe e con la vetta nella nebbia Cima Laste. Nel centro è Forcella Croda Longa Est. A sinistra è Croda di Mezzo (la punta più alta). Alla sua destra si vedono due dentini della Cima Finestra e la sua cresta che discende alla Forcella Croda Longa Est. A destra è la Cima Ovest della Croda Longa sovrastata dal più alto Cridola Ovest. Paiono assimilate nel corpo unico ma in realtà sono separate dalla Forcella Ovest del Cridola 2330, profondamente incassata. Sulla Croda di Mezzo. La vista verso Lago Centro Cadore ed i paesi Calalzo (alla entrata della Valle d'Oten), Vallesella (presso il ponte sul lago) e Domegge di Cadore come ultimo a destra. Si può leggere sulla croce che la cima si chiama Cima Herberg in honore del ingegnero tedesco che esplorava queste montagne. Così Croda di Mezzo ha due nomi, la vicina Cima Finestra nessuno. Cadín di Montanél ed alta Val Montanél (si vede bene la radura del Rifugio Montanel) dalla Croda di Mezzo. A destra la parete del Cródon della Casera con la sua terrazza prativa. Nel profondo il Lago Centro Cadore ed i paesi Calalzo, Vallesella e Domegge di Cadore A sinistra al bordo è Cima Mezzo (di Croda Longa) e poco a destra Cima Est. Si vede una cengia (pare interrotta con due canali nella forma della lettera V) che taglia il castello finale della Cima Mezzo e guida alla forcella tra le cime dette. Abbastanza più basso sulla cresta sud della Cima Est è una forcellina verde tra il monte e "un cocuzzolo barancioso"[acDOII,57]. Forse là si traversa per la Forcella Ovest del Cridola 2330 (tra Cridola Ovest e Croda Longa). Anche "a dietro il «cocuzzolo barancioso»" comincia "E) DA SUD ALLA CRODA LONGA (CIMA EST) - W. Herberg 12. VII 1954"[acDOII,65]. Forse la via passa poco oltre il filo della cresta. Come che vediamo "una torre" sul fine del pendio ghiaioso dopo il primo salto roccioso della cresta. Cima di Saccéido e Cima Finestra separate dalla Forcella Val Lavina (non si vede ma si intuisce) dalla Croda di Mezzo. Immediamente a destra della Cima Finestra sono i suoi due dentini. Quello a sinistra con il buco (non visibile) e il altro a destra con un terrazzo di ghiaie e erba antistante. Al terrazzo veniamo presto dalla Forcella Croda Longa Ovest per sfasciumi nella prossimità della cresta. Bel posto per la sosta. Traversando sotto il dentino arriviamo alla cresta che scende a destra, alla Forcella Croda Longa Est invisibile sulla foto. Il cuore del Montanel Cima di Saccéido 2438 dalla Cima Finestra Al centro del bordo basso si vede il verde un po' sopra Forcella Val Lavina 2339. "Di là si contorna sull'alto fianco sprofondante nella Val Crídola cercando infine la cima."[lvDOP,47] "A) DA EST. - Eichinger e compagni VII 1903 ... si prende una larga cengia del versante Est, si oltrepassa un gran foro e infine per breve parete in cima. - Dislivello circa 50 metri; II; ore 0.30."[acDOII,60] Croda Longa Cima Ovest, Cima Mezzo (non confondere con Croda di Mezzo) e Cima Est. agosto 2004 "La Croda Longa è costituita da tre gobbe con leggere insellature divisorie"[acDOII,64] Dalla Forcella Croda Longa Ovest l'ambiente è quasi intatto. Rare tracce e ometti ci deludono che non siamo primi su questa cresta. La via spesso sembra impervia e soltanto dalla immediata vicinanza notiamo che passaggi in vero non sono difficili. Massimamente 1° grado superiore, solo posti e con qualche passo un po' esposto. Dopo faticoso l'accesso alla Forcella Croda Longa Ovest la pure soddisfazione. La forcella Croda Longa è doppia con la cima Finestra interposta. Prima scavalchiamo alla sua forcella Est e poi per la cresta a mo' di spalla. Quando diventa dentellata per una cengia a destra (al versante Pra di Toro). Ci guida in lieve salita qualche metro sotto la cresta in parte esposto ma facile. La cengia fine alla cresta opposta, alla quale che discende alla forcella conseguente (tra Cima Ovest e Mezzo). La discesa tranne di apparenza spaventosa non è difficile. Ventina metri di 1° grado superiore discontinuo. Anche la roccia non è così cattiva come si penserebbe a primo momento. Sulla Forcella abbiamo due cenge a scelta. Chi ha le palle prende la cengia sinistra. Tutti altri la quella destra. Ma non lasciamo provocarci. Un ometto stanco che appena sta in piedi ci dice che siamo sulla via giusta. Sotto una volta passiamo a carponi. Prima puliamo i sassolini che saremmo tutti sicuri. Arriviamo al bel terrazzo ampio. Meritiamo una sosta e bellissima vista. Cima Mezzo (con le sue due vette tra le quale si scorge Cima Est) dalla Cima Ovest. Immediamente a sinistra della Cima Mezzo si trova il bel terrazzo ghiaioso che la separa dalla Cima Est. Ancora poco a sinistra nella retroscena una cima con profilo caratteristico (il spigolo destro ripido e accentato) e libera della nebbia. Ciò sarebbe Cima Maddalena (una meta interessante escursionistica?) che "... venne salita per la prima volta il 14 agosto 1910 a U. Fanton, che l'intitolò alla propria madre Maddalena."[lvDOP,59] Ancora a sinistra è Cridola Ovest con la sua cresta discendente verso Forcella Ovest del Cridola. Croda di Mezzo, Cima Ovest di Croda Longa (in primo piano) con la cengia ghiaiosa che la taglia fin qui, subito alla sua destra Cima Finestra (con il buco visibile) e ancora a destra il pendio verde della Cima Montanel. Giusto al bordo destro della foto è Forcella Val Lavina. Pra di Toro dalla Cima Ovest (di Croda Longa) Forca del Cridola 2176 e Cridola Cima Ovest 2564. Al bordo destro: il bel terrazzo con il suo spigolo accentato dalla Cima Ovest (di Croda Longa) Punta Savorgnana 2360 (Nodo di Tor), Forca del Cridola 2176 e Cridola Cima Ovest 2564 dal bel terrazzo tra cime Mezzo e Est (di Croda Longa) Cima Mezzo dal bel terrazzo tra cime Mezzo e Est (di Croda Longa) Cima Mezzo e Cima Ovest (di Croda Longa), Cima Finestra, forcella Val Lavina (si nasconde dietro un fiocco di nebbia) e Cima di Saccéido dietro la quale è Montanel. La cengia evidente che taglia la parete destra della Cima Mezzo non è quella per cui siamo venuti qui (al bel terrazzo). Subito a sinistra della vetta della Cima Finestra c'è un dentino con la buca nel suo radice. Il spigolo destro della stessa vetta interrompe un terrazzo facilmente accessibile dalla traversata dal Forcella Ovest a Forcella Est della Croda Longa. Ma discesa conseguente alla forcella sottostante (forcella Val Lavina) guardando dal'alto non sembra facile. La vista dal bel terrazzo. Cridola Ovest e più lontani Monfalconi di Forni (Crodon di Giaf 2504 con due vette?, Forcella Crodon di Giaf?, Cima Giaf 2523 con la vetta in parte immersa nella nebbia?) e ancora dietro sono Monfalconi di Cimoliana (Monfalcon di Cimoliana 2450, Cima Veronica 2398, Punta Koegel 2440 con la vetta nascosta nella nebbia, Forcella Ferrucci 2310 e Cima d'Arade 2503) Sul bel terrazzo fine la nostra avventura. Potete continuare senza noi discendendo alla sottostante Forcella Ovest del Cridola, non tutta visibile. Bisognate traversare il fianco della Cima Est alla sua cresta dove vi aspetta un torrione ... In "A) PERCORSO INTERA CRESTA."[acDOII,64] il percorso della cresta (dalla Forcella Crodon di Scodavacca alla Forcella Ovest del Cridola) è valutato con secondo grado. Il nostro percorso parziale già fatto non lo giunge. Anche da questo angolo la cresta Ovest (il suo versante Sud) del Cridola Ovest non sembra più così difficile e repulsiva. Adesso già immaginiamo che siamo là salendo al Cridola Ovest e poi magari al Cridola Est. Vedi "B) DA FORCELLA OVEST ALLE DUE CIME - O. Schuster, K. Bröckelmann, A. Engelhardt, F. Gerbing 13 VII 1901"[acDOII,66] Potenzialmente interessante: "D) DA SUD ALLA CIMA EST - A. Berti, L. Tarra e G. Bacarisas 29 VIII 1909 ... Dislivello circa 750 metri; II;"[acDOII,67]. La salita dal Rifugio Padova al Cridola che "offre lungo tutto il percorso un panorama magnifico sugli Spalti di Toro e sui Monfalconi". C'è una bella foto illustrativa "Il Cridola e sulla destra l'omonima torre .."[lvDOP,55]. Foto Collana Bibliografia: lvDOP, acDOII Home
075 img o Dolomiti d'oltre Piave
075 img o tn Cródon di Scodavacca e Tori di Casera Montanél dalla Val Montanél
075 img o tn Croda di Mezzo dalla Val Montanél
075 img o tn Cródon di Scodavacca, Croda di Mezzo (modesta), Croda Longa, Forcella Ovest del Cridola e Cridola Ovest dalla salita dal Rifugio Padova alla Val Cadin
DOltrePiave2
Dolomiti d'oltre Piave/Forcella Sorelle, Cima della Porta, Cima Veronica

Dolomiti d'oltre Piave

Forcella Sorelle 2228

Cima della Porta 2312

Cima Veronica 2398

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Dolomiti d'oltre Piave Forcella Sorelle 2228 giugno 2007 "Da Cima dei Làres a Cima Sella si stende una cresta rocciosa con una serie di aguzzi caratteristici spuntoni. Lungo la cresta due forcelle, una fra due singolari piramidi (Forc. Sorelle) ed una immediatam. prima di Cima Sella. Le due forcelle consentono il passaggio, senza sent., fra la conca di Casera del Cavalletto e la testata della V. dei Làres, donde in V. di Santa Maria, V. Cimoliana, Forc. Spe e Biv. Gervasutti."[acDOII,272] Forcella Sorelle è facilmente accessibile dai entrambi lati, dalla conca di Cavalletto o dalla testata della Val dei Làres. Ci sono landri al basamento Ovest della piramide Sud (lato del Cavalletto, a destra). Possiamo lì senza preoccuparci aspettare che temporale passa e forse sorprendere un camoscio che anche cerca un riparo sicuro. Dalla forcella Sorelle discendiamo a Est dritto giù per il ripido pendio erboso, ai entrambi lati solcato dai scoscesi canali ripulsivi. Dalla forcella non si vede direttamente il suo fondo, ma possiamo stare tranquilli. Il pendio non è interrotto con qualsiasi ostacolo. Calati alla testata della Vale dei Lares tenendoci un po' a destra per prati bellissimi veniamo al sentiero segnato Casera Laghét di Sopra - Forcella Spe, presso un gruppetto dei larici. Conca del Cavalletto Sulla cresta più a sinistra, larga e verde Forcella Sorelle "fra due singolari piramidi". Forse questa forcellina a destra, con un dito innalzato subito a sua sinistra è quella "una immediatam. prima di Cima Sella". Ma ci pare che da questa forcellina non sia possibile discendere all'altro lato. Se proprio siamo stati a questa forcellina (nebbia era fitta), l'altra parte è una paretina non percorribile. Al lato del Cavalletto per il bordo delle rocce e prati, un sentierino collega queste due forcelle. Forse si può continuare alla Cima Sella. Anche all'altro lato (della V. dei Làres), dalla Forcella Sorelle guida un sentiero a destra sotto le rocce. Testata Val de Lares Sulla cresta nella retroscena più a sinistra sono "due singolari piramidi" con la Forcella Sorelle interposta. Si vede il stretto ripido pendio erboso che discende dalla forcella e la lingua ghiaiosa che dal suo zoccolo continua alla testata della Vale. Cima della Porta 2312 giugno 2007 Il nome proposto per la quota 2312 subito a Est sopra la forcella Porta Ovest di Gea. Segnata sulla carta topografica Dolomiti di Sinistra Piave 1:25000 foglio 021 di Tabacco. Nulla osta alla diffusione N.164 in data 9/5/90. Vista dal conca del Cavalletto Da sinistra a destra: Cima della Porta, Porta Ovest di Gea, dentini rocciosi e come l'ultima Cima Gea. Facilmente saliamo alla Cima della Porta per il pendio verde (a sinistra nel profilo della cima), ma l'ultimi metri prima il cuspide sono più ripidi che appaiono sulla foto. Nella realtà, guardandoli dal basso, ci fanno paura. Eppure le zolle erbose sono gradinate così che la sua ripidezza non è compromettente. Forse ci parerà in discesa che uno o due passi non siano cento per cento sicuri. Notiamo le due cenge che dal pendio, tagliando la parete rocciosa discendono al canale della Porta Ovest della Gea. La prima cengia, più alta e un po' nascosta, finisce alla chiazza di neve (la più grande sulla foto) allo zoccolo della parete. La seconda cengia, verde e scoperta, discende più basso al canale, a una altra chiazza di neve immediatamente sottostante la prima. Al pendio verde possiamo venire dalla Forcella Val dei Frassin, passeggiando in quota e in lieve salita, per belli prati che si trovano a sinistra della Forcella. Per una di queste due cenge dette discendiamo facilmente (per la cengia piú bassa tutto facile) nel canale della Porta di Gea e per questo alla Conca di Cavalletto. Ritorniamo per la forcella Sorelle. Cima Veronica 2398 giugno 2007 Fra Forcella della Bambola 2330 e Forcella del Monfalcon di Cimoliana 2340. "un biglietto rinvenuto lì riporta una lontana visita di Wolfgang Herberg colla figlia Veronica, cui potrebbe essere stata dedicata la quota allora senza nome"[lvDOP,86] "Da Nord-Est. - R. Deffar e Lea e V Dougan, 28 VII 1930"[acDOII,196] Alla via sulla cima come in una favola ci aspettano le tre tentazioni. Ogni prossima tentazione è più seriosa che quella precedente. Forse l'unica, l'ultima non esiste solamente nella nostra immaginazione, ma anche nella realtà. La prima ci spaventa già quando dalla Forcella del Leone osserviamo indecisi la futura via. Non pare escursionistica e basterebbe solo un momento della debolezza che rinunciamo della cima e continuiamo verso valle. Eppure ci muoviamo verso la cima alzandoci per il sentierino fino al basamento della Cima Monfalcon di Cimoliana (5'). Poi per una cengia evidente traversiamo a sinistra. La cengia è facile tranne un corto posto stretto. Lo passiamo più facile un metro sotto il bordo della cengia assottigliata. Un passo di 1° grado superiore in salita. Non semplice nel ritorno, ma adesso possiamo passare giusto per la cengia. In tal caso un movimento in lieve salita di 1° grado. Ci chiediamo come abbiamo potuto avere paura di questo posto. Continuiamo per la cengia e incontriamo un canale facile e non ripido che da destra a sinistra sale lente alla Forcella tra Cima Veronica e Cima Monfalcon di Cimoliana. Seguiamolo quasi alla sua fine, e poi contorniamo un spuntone di cresta a sinistra. Dietro l'angolo si trova la seconda tentazione. 4-5 passi in lieve discesa per la cengia esposta con suolo non tutto stabile. 1° grado superiore. In ritorno semplice. E finalmente affacciamo la terza tentazione. Siamo ai piedi di "un ostico caminetto"[lvDOP,86]. Fin qui abbiamo incontrato qualche ometto ma adesso non c'è nessuno per incoraggiarci. Il caminetto (o una paretina stretta ai entrambi lati con paretine laterali) non è alto ed è così tanto largo che permette più possibilità alla sua uscita. Scegliamo il suo lato destro, il meno esposto ma ci pare con la roccia meno buona. Alla uscita uno o due movimenti il più, di 2° grado, prima qualche metro di primo grado facile. In ritorno siamo discesi non per il caminetto ma per la paretina alla sua destra (in direzione discesa). Roccia solida, ma esposto. Due movimenti di 1° superiore o 2° inferiore. Cercando appoggi, possiamo anche osservare il fondo della valle (Val Monfalcón di Cimoliana) sotto i nostri piedi. Il posto di quello tipo su una via ferrata, attrezzato con una corda fissa, sarebbe quasi banale, ma qui in questo ambiente naturale è un po' duro. Dopo il caminetto il terreno escursionistico "classico". Si può sempre trovare passaggi facili, sicuri ma eppure esposti e in breve siamo sulla cima. Peccato, ma non ci sono le nostre foto proprie. Dovreste credere alle nostre parole. Qualche foto del sito Sentieri Natura, dell'escursione: Anello di forcella del Leone da Pian Meluzzo 11 - Piccolo nevaio residuo nei pressi della forcella del Leone Da sinistra a destra: Forcella della Bambola con la Bambola stessa, Cima Veronica e Cima Monfalcon di Cimoliana. 12 - In vista della forcella del Leone Si vede bene la Forcella del Leone, a sua sinistra la Cima Monfalcon di Cimoliana e la cengia che la taglia. È marcata al suo inizio con "un caratteristico portale" che "incide il monte"[lvDOP,86]. le foto agosto 2007 Bibliografia: lvDOP, acDOII, pbPD Home
076 img o Conca del Cavalletto
076 img o Testata Val de Lares
076 img o Vista dal conca del Cavalletto
Dolomiti d'oltre Piave/Val Zemola, Val Cimoliana, Conca del Cavalletto, Forcella Scodavacca

Dolomiti d'oltre Piave

Val Zemola, Val Cimoliana, Conca del Cavalletto e Forcella Scodavacca

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Dolomiti d'oltre Piave Val Zemola, Val Cimoliana, Conca del Cavalletto e Forcella Scodavacca giugno 2007 Foto Collana agosto 2007 Home
DOltrePiave3
Dolomiti d'oltre Piave

Dolomiti d'oltre Piave

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Dolomiti d'oltre Piave giugno 2008 Foto Collana Home
DOP4_Bregolina
Dolomiti d'oltre Piave Bregolina

Dolomiti d'oltre Piave

Bregolina Grande

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Dolomiti d'oltre Piave Bregolina Grande giugno 2009 Foto Collana novembre 2012 Home
DOP4_BricaPramaggiore
Dolomiti d'oltre Piave Brica Pramaggiore

Brica Pramaggiore

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Brica Pramaggiore giugno 2009 Foto Collana Home
DOP4_CadindegliElmi
Dolomiti d'oltre Piave Cima Cadin degli Elm

Cima Cadin degli Elmi

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Cima Cadin degli Elmi giugno 2009 Foto Collana Home
DOP4_Valmenon
Dolomiti d'oltre Piave Valmenon

Dolomiti d'oltre Piave

Valmenon

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Dolomiti d'oltre Piave Valmenon giugno 2009 Foto Collana Home
DOP4a_Cavalletto
Dolomiti d'oltre Piave, Val dei Frassin, Cavalletto, Forcella dei Lares

Dolomiti d'oltre Piave

Val dei Frassin, Cavalletto, Forcella dei Lares

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Dolomiti d'oltre Piave Val dei Frassin, Cavalletto, Forcella dei Lares luglio 2009 Foto Collana novembre 2012 Home
DOP4b_AradeMonfalcon
Dolomiti d'oltre Piave, Val d'Arade, Cima dei Pecoli, Val Monfalcon di Forni

>Dolomiti d'oltre Piave

Val d'Arade, Cima dei Pecoli, Val Monfalcon di Forni

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>Dolomiti d'oltre Piave Val d'Arade, Cima dei Pecoli, Val Monfalcon di Forni luglio 2009 Foto Collana novembre 2012 Home
DOP4c_Valmenon
Dolomiti d'oltre Piave, Val Menon, Camporosso, Val di Brica, Val di Guerra

Dolomiti d'oltre Piave

Val Menon, Camporosso, Val di Brica, Val di Guerra

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Dolomiti d'oltre Piave Val Menon, Camporosso, Val di Brica, Val di Guerra luglio 2009 Foto Collana novembre 2012 Home
DOP4d_CrodadelSion
Croda del Sion

Croda del Sion

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Croda del Sion luglio 2009 Foto Collana ottobre 2010 Home
086 img o tn guigno 2009
086 img o tn guigno 2009
DOP4e_Postegae
Dolomiti d'oltre Piave, Casera Pramaggiore, Passo Pramaggiore, Cima Cadin, Cime Postegae, Val Postegae

Dolomiti d'oltre Piave

Casera Pramaggiore, Passo Pramaggiore, Cima Cadin, Cime Postegae, Val Postegae

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Dolomiti d'oltre Piave Casera Pramaggiore, Passo Pramaggiore, Cima Cadin, Cime Postegae, Val Postegae luglio 2009 Foto Collana novembre 2012 Home
LaCesta
Dolomiti, Sorapiss, La Cesta (La Cedel) 2768, La salita sulla cima dal Lago di Sorapiss

Sorapiss

La Cesta (La Cedel) 2768

L'accesso dal Passo Tre Croci

La salita

a) Il Ghiaione sotto il gradino di roccia.

b) Il momento dell'incertezza

c) Il Belvedere

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Sorapiss La Cesta (La Cedel) 2768 luglio 2000 Quando venite per la prima volta sul gruppo di Sorapiss probabilmente non vi interesserà la Cima Cesta. La seconda volta o qualche altra volta, dopo l'anello delle vie ferrate e salite alla Punta di Sorapiss e Cime di Valbona, forse deciderete a salirla. Speriamo che questo testo possa aiutarvi. La vista dal Lago alla Cima La via proposta è segnata approssimativamente con puntini blu. a) Il Ghiaione b) Il momento dell'incertezza c) Il Belvedere Punta Nera dal Belvedere Sorapiss (Pelmo in lontanazza) dal pendio sopra Belvedere Il Camino sotto la Cima Lago di Misurina e Tre Cime di Lavaredo dalla Cima Cesta Lago di Sorapiss dalla Cima Monte Cristallo e Piz Popena dalla Cima Sorapiss (Pelmo in lontanazza) dalla Cima Marmarole dalla Cima La Cima Cesta dal Lago di Sorapiss Sul sentiero 213-216, Passo Tre Croci - Forcella Malquoiara Verso Marmarole dalla Cima di Malquoira NE Vicino Il Passo Tre Croci, Ciampo Marzo Sul sentiero 213, traversando dalla Forcella Faloria presso il bivio per Forcella del Cadin L'accesso dal Passo Tre Croci Come punto di partenza della nostra salita scegliamo il Rifugio Vandelli 1928 metri e il vicino Lago di Sorapiss, più precisamente la sua piana riva occidentale. L'accesso diretto dal Passo al Rifugio per il sentiero segnato n.215 è un po' monotono con saliscendi. C'era anche una vera scalina di ferro. Nessun tipo di via ferrata, ma scalina di casa con un passamano. Possiamo trovarci, senza possibilità di scappare, in una colonna senza fine che va al rifugio incontrandone un'altra diretta al Passo Tre Croci. 2 ore di cammino lunghe come quando si aspetta un treno in ritardo. Il variante per Forcella Malquoira e il Laudo è più lungo ma anche più bello e solitario. Ritorneremo al Passo Tre Croci facendo un anello per La Sella di Punta Nera e La Forcella Faloria. La salita Non entreremo nella selva di mughi fitti che si trova tra il lago e la cima. Scavalcare i rami dei mughi può essere un'avventura che sarebbe meglio evitare. Specialmente se anche l'erba è alta, se è caldo e se vedete le vipere e là dove non cene sìano. Dunque, evitiamo la zona di mughi facendo un grande arco sul lato sinistro per raggiungere il nostro ghiaione. Nella prima parte si segue per una ventina di minuti il sentiero segnato n.242 per il Bivacco Slataper (via Tonde del Sorrapiss e Valico Sora la Cengia del Banco), dopo si devia a destra lasciando il sentiero. a) Il Ghiaione sotto il gradino di roccia. A un certo punto si deve salire il gradino da sinistra a destra e dopo traversare a destra. Il gradino è l'unico posto un po'brutto (roccia marchia e grigia, 20 metri 1° grado) ma la traversata è facile e conduce a una collina erbosa. Bel posto. Sotto di noi c'è una grande conca ghiaiosa. La chiudono La Cesta e le Cime del Laudo. È evidente un canale che sale dalla conca al'intagglio della cresta tra due vette del Laudo. Al ritorno se avete ancora forza psico-fisica potete provare a salirle. Ritorniamo al nostro impegno primario andando dalla collina a sinistra. Si sale per un pendio erboso-roccioso e scalinato, in parte usando la traccia. Qualche metro a sinistra s'intuisce un basso landro poco evidente. b) Il momento dell'incertezza Ci sembra come, che da qui abbiamo due possibilità. Non ci piace nessuna e nel momento della debolezza magari ritorneremmo: - procedere direttamente per fianco erboso-roccioso (adesso con pendenza notevole) e dopo deviare a sinistra. - salire a sinistra per una rampa-cengia. Anche ripido ma scalinato. Roccia che affiora dall'erba assicura. ll gradino sul bordo destro della cengia fa un senso aggiuntivo di sicurezza. Si esce alla cresta dove non è così ripida. Seguendola siamo in breve sul nostro belvedere. La prima possibilità è ipotetica e più repulsiva. c) Il Belvedere La spalla erbosa poco inclinata sulla cresta. Splendido posto, anche la vista, ideale per una sosta contemplativa. Adesso per un pendio prevalentemente di sfasciumi fino alla base del torrione della cresta. Qui comincia un canale che guida in salita a destra. Lo si scala senza problemi per il suo bordo sinistro a fianco della parete del torrione. Il lato destro è più aperto. Il canale diventa presto troppo ripido ma è possibile traversare a destra fino ad un terrazzino sulla sua destra. Traversata corta, qualche metro di 1° grado, solo un passo insicuro. Di qui si entra in un nuovo canale parallelo al primo. Pochi metri di 1° superiore. Si segue il canale che conduce sempre a destra. Alla prima opportunità si lascia il suo fondo salendo alla sua sponda destra che è come una costola. Divertente arrampicata sulla costola. Quando è opportuno si ritorna nel canale. Quando il canale finisce, sbarrato dalla parete, la cima non è più lontana. Qualche metro a sinistra è siamo alla base di un camino. Il camino, immediatamente sotto la cima è il punto chiave della salita. I primi tre metri (in verità nessun camino ancora) sono di secondo grado, duro particolarmente in discesa. Dopo è meno difficile (1° grado superiore), circa dieci metri quasi verticali dentro l'appigliato camino, fino a prima della sua uscita. Qui abbiamo due possibilità: 1. Una traversata breve a sinistra (1° grado esposto) e siamo fuori dal camino. Ancora due passi in salita e siamo anche fuori dalle difficoltà. Attenzione a un grande sasso mobile. In discesa da sopra non è facile intuire che non è affidabile. 2. Uscita diretta per il camino. Più breve ma sembra più difficile (ancora 2° grado) e per di più esposta per tutta l'altezza del camino (circa 15 metri). Non ci abbiamo provato. Anche da sopra questa variante sembra meno invitante della prima. Il camino è obbligatorio? Quando siamo sotto il camino, all'estrema destra una parete gradinata pare facile. Probabilmente perchè il camino sembra difficile. Dall'altro lato ci sarebbe un pendio (dall'alto non molto invitante) che condurebbe all'anticima orientale. In salita non si vede quanto è lontana la cima e abbiamo deciso di provare il camino prima. In discesa il desiderio esplorativo non era più così forte. Dopo il camino per pochi metri (facile) in salita si raggiunge la cresta e a destra la cima. La vista è magnifica ed in grande parte lontana. La muraglia del Sorapiss copre il orizzonte meridionale. Si può anche passeggiare per la cresta in direzione Nord Est fino alla vicina Anticima. Stupende vedute alpine. Prendete tutta una giornata per la gita. Dal Lago occorrono 3 ore e mezza per la salita, ancora 2 ore e mezza per discesa. La cima merita almeno un'ora per la sosta, se potete riposarvi con calma non pensando alla discesa. Siamo sempre fuori dai sentieri segnati in una natura intatta e naturale. I segni dell'uomo sono rari, qualche traccia (di camosci?) o ometto di pietra, una piccola croce di legno sulla cima. Quando lasciate il sentiero segnato e entrate in questa terra incognita vi sentirete come in una piccola barca su un mare grande e sconosciuto. Ma vedrete sempre la sua riva rassicurante e non troppo lontana. Il terreno in parte non è facile ma tuttavia non è insidioso. Non permette una veloce progressione anche perchè si deve cercare la via. La difficoltà è di primo grado (solo tratti non lunghi) tranne l'ultimo ostacolo proprio sotto la cima. L'arrampicata entusiastica ci fa felici, ci lusinga che siamo grandi scalatori di roccia. Ma il camino ci fa tornare subito alla realtà: che siamo ordinari ma ambiziosi escursionisti al limite delle nostre capacità. Durante la giornata molti escursionisti visitano Rifugio Vandelli e il non lontano Lago di Sorapiss. Se vi aspettate un lago alpino limpido, probabilmente vi ingannerete. Il Lago aveva un colore particolare, torbido bianco. Tutto il paesaggio attorno era affilato come una piazza principale in qualche grande città. Nel tardo pomeriggio quando gli ultimi visitatori vanno via la vale, la tranquillità ritorna nella natura. Potete riposarvi sulla riva del Lago godendo il caldo del sole e la pace della natura. La riva occidentale è piana e piccoli ruscelli sboccano nel Lago. Peccato che l'acqua non è limpida, contiene sabbia del ghiacciaio. È possibile trovare un ruscellino più limpido. Se avete una bottiglia trasparente, potete controllare l'acqua verso luce. Non dovreste tralasciare la cena al Rifugio. La cucina era più di buona (l'estate 2000). Si cucinava giusto per la cena, la si serviva calda. Peccato queste regole elementari si rispettano sempre meno nei rifugi. Gli spaghetti erano buoni, la polenta con formaggio fuso era una vera delizia. Anche il vino rosso ci piaceva. Quasi tutti gli ospiti che pernottano sono "ferratieri". Se mancano, forse il tempo previsto per domani non è buono. Alla mattina un rituale ha luogo davanti al rifugio. Si indossa l'attrezzatura per assicurarsi alla via ferrata. Non pare molto attraente ma se lo fa una bella francese, in maglietta e pantaloni corti si potrebbe pensare che sia meglio passare una giornata alla Via ferrata Vandelli che una La Cesta. Foto Collana novembre 2000 Bibliografia: lvASM Home
088 img o tn Punta Nera dal Belvedere
088 img o tn Sorapiss (Pelmo in lontanazza) dal pendio sopra Belvedere
088 img o tn Il Camino sotto la Cima Cesta
088 img o tn Lago di Misurina e Tre Cime di Lavaredo dalla Cima Cesta
088 img o tn Lago di Sorapiss dalla Cima Cesta
088 img o tn Monte Cristallo e Piz Popena dalla Cima Cesta
088 img o tn Sorapiss (Pelmo in lontanazza) dalla Cima Cesta
088 img o tn Marmarole dalla Cima Cesta
088 img o tn La Cima Cesta dal Lago di Sorapiss
088 img o tn Sul sentiero 213-216, Passo Tre Croci - Forcella Malquoiara
088 img o tn Verso Marmarole dalla Cima di Malquoira NE
088 img o tn Vicino Il Passo Tre Croci, Ciampo Marzo
088 img o tn Sul sentiero 213, traversando dalla Forcella Faloria presso il bivio per Forcella del Cadin
088 img o Il camino
088 img o La Cesta 2768 La via dal Lago di Sorapiss alla Cima Cesta
LastronScarperi
Dolomiti di Sesto - Sextener Dolomiten / Lastron dei Scarperi - Schusterplatte / Punta Lavina Bianca - Weisslahnspitze

Dolomiti di Sesto - Sextener Dolomiten

Lastron dei Scarperi - Schusterplatte 2957 Punta Lavina Bianca - Weisslahnspitze 2987

per Vallone del Rio di San Candido - Innichbacher Graben, Cadin della Caccia, Passagio della Caccia 2600, Lavina dei Scarperi

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Dolomiti di Sesto - Sextener Dolomiten Lastron dei Scarperi - Schusterplatte 2957 Punta Lavina Bianca - Weisslahnspitze 2987 per Vallone del Rio di San Candido - Innichbacher Graben, Cadin della Caccia, Passagio della Caccia 2600, Lavina dei Scarperi agosto 2002 Nella guida [blSes] è descritto un escursione alla cima Lastron dei Scarperi- Schusterplatte 2957 col itinerario nella salita: Rifugio Auronzo, Rifugio Locatelli 2405, Selletta Bassa 2465, Cadin di San Candido e la via normale sulla cima. E nella discesa: il Cadin della Caccia , Passagio della Caccia 2600, Lavina dei Scarperi e Rifugio Tre Scarperi 1626. Sia meglio evitare la stradina Rifugio Auronzo - Rifugio Locatelli tra 9 ore alla mattina e 5 ore al pomeriggio. Fiumana di pellegrini di Tre Cime, incredibile affollamento, frustrando e neurotico come una frequentatissima strada cittadina. Non è raro incontrare qualche automezzo che appoggia i rifugi. Anche, attorno Rifugio Auronzo la natura è forte degradata. Enormi parcheggi asfaltati, profondamente incassati come ferite aperte nel corpo della montagna. Forse una seggiovia farebbe almeno così molto denari come la strada, ma sarebbe meno distruttiva. Il resto della stradina sterrata, bordata con qualche pietra miliare, davanti Rifugio ci ricorda con nostalgia a un altro tempo passato. Qui proponiamo un alternativo approccio al Cadin di San Candido (confluenza con la via normale al Lastron dei Scarperi - Schusterplatte) dal Rifugio Tre Scarperi via Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido. Questa scappatoia è più naturale e più insolita ma anche con più notevole dislivello in salita (circa 700 metri più). C'è un sentiero che passa sul fondo del Innichbacher Graben. Dov'è il suo innesto nel sentiero 105 (Rifugio Tre Scarperi - Rifugio Locatelli) dovete trovate voi stessi. Il inizio e il sentiero sono individuabili dall'alto di Schusterplatte. Per questa volta ciò non ci aiuta molto, ma per una altra volta ... Se arrivate a un bello verde pianoro a circa 2000 metri dopo quello il sentiero 105 decisamente ovvia al lato destro (in direzione di salita) della vale tagliando ghiaie sotto pareti del Monte della Mattina - Morgenkopf, avete sbagliato la deviazione. Ma non dovete ritornare. Sul lato sinistro all'interno del pianoro, a sinistra sale un verde valloncello che termine dopo un centinaio di metri sulla spalla erbosa. La spalla è il bordo destro di Innichbacher Graben (nella direzione di salita). Sulla spala è una costruzione ben visibile dal pianoro, qualcosa come un grande patibolo. O più ottimistico come un enorme attaccatappeti per appendere tappeti giganti finchè vengono battuti. Dunque risaliamo il valoncello (più ripido che sembra dal basso), incontrando all'inizio acqua, giusto fino alla spala. La costruzione diviene adesso dalla vicinanza il resto di teleferica, anche con un isolatore-portatore (di porcellana per una linea telefonica?). Siamo in vista con Innichbacher Graben che è sotto noi. Non sembra facile discendere direttamente nel vallone. Seguiamo la spala in salita e poi traversiamo a sinistra. Si scopre la facile possibilità di discesa nel Vallone. Si traversa gli sfasciumi per trace debole nella leggera discesa (qualche metro di 1 grado). Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido La vista verso Cime Bulla - Bullkopf (Sud e Nord), Forcella del Lago - Lückelescharte (il cielo sopra è chiaro blu) e Cima Piatta Alta - Hochebenkofel Punta Lavina Bianca - Weisslahnspitze È ben visibile il canale di detriti che sale alla forcella a sinistra della cuspide della Punta Lavina Bianca. Possiamo salirlo con fatica ma senza più grande difficoltà (solo qualche posto di 1 grado). La salita giusto alla cuspide è un po' più difficile. Pochi metri di 2 grado, ma la roccia è friabile e non è facile trovare un appiglio (particolare nella discesa) che non resta nei nostri mani. A sinistra nel primo piano come che sia lo sperone che divide la doppia Forcella della Lastron dei Scarperi - Schusterplatte Scharte. Se il tempo non fosse minacciante si valerebbe salirlo. Traversando Punta Lavina Bianca al Cadin della Caccia. Vista a ritroso verso Tre Cime di Laveredo Rocca dei Baranci - Haunold dalla discesa al Cadin della Caccia. In basso si vede la Torre e il Passagio della Caccia. Lavina dei Scarperi - Schusterlahn Il primo terzo (il più alto) della Lavina dei Scarperi è divertente. È possibile sempre trovare una fiumina di sassolini mobili per una discesa sicura e veloce. Nel terzo intermedio il terreno è un po' più duro. Si cammina meno veloce. Si può facilmente cadere sui sassolini sopra suolo duro. Il ultimo terzo (il più basso, dallo sbocco inferiore alla vale) è durissimo. Se avete qualche vecchia offesa di legamenti di gambe, adesso è una vera occorrenza a svegliarla. Nella guida [lvDSe] sulla pagina 37 è foto delle Tre Scarperi e Punta Lavina Bianca. È visibile tuta discesa dalla selletta di Punta Lavina Bianca (nella cresta al destra) alla insellatura del Passaggio della Caccia e Lavina dei Scarperi. Si può anche notare un sentierino che sale dalla vale a destra della lavina al suo sbocco inferiore. Probabilmente sia meglio trovare questo sentiero per la discesa, di discendere usando bordo sinistro (nella direzione della discesa) della lavina. Si consiglia: Passagio e Cengia della Caccia di Vittorio Detassis Veniamo a sapere che tranne il Passagio e Cadin della Caccia esiste anche la Cengia della Caccia. Collega in leggera salita il Cadin della Caccia col Cadin di San Candido tagliando il lato Ovest della Punta Lavina Bianca e del Lastron dei Scarperi. Il autore ha salito Lavina dei Scarperi, forse meglio per le ginocchi della discesa. Si parla anche della variante della discesa per "la gola dell'Innichbacher Riedl ma con qualche passo in arrampicata (secondo grado)". [lvDSe] parla di "una traccia militare, quasi mai seguita ma facile". Nella nostra esperienza il accesso per Vallone del Rio Innichbacher Graben è facile ma col avvertimento che siamo entrati lateralmente nel Vallone (scendendo da destra alla sua pianura) e così non conosciamo il suo primo parte, il più basso. Dalla lontananza la strozzatura del Vallone e il suo salto sul Cadin di San Candido sembra inquietante difficile e non ci permette una passeggiata rilassante sul fondo di Vallone. Ma il salto è soltanto un ripido ghiaione che saliamo con fatica ma senza difficoltà. Una volta arrivati al Cadin di San Candido possiamo fare il nostro escursione più ricco: - salendo Crodon di San Candido o - salendo Lastron dei Scarperi con la salita eventuale sulla Punta Lavina Bianca e poi discendendo al Cadin della Caccia (sognando di un bivacco ipotetico) e per Lavina dei Scarperi al Rifugio Tre Scarperi. Vedi anche La «Cengia della Caccia» di Lorenzo Bettiolo, il articolo nella Quota 864 Quaderni di vita di montagna di CAI Auronzo, numero 3 estate 2001 Foto Collana settembre 2002 Bibliografia: blSes, lvDSe Home
089 img o tn Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido
089 img o tn Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido Nello sfondo Cime Bulla - Bullkopf (Sud e Nord), Forcella del Lago - Lückelescharte (il cielo sopra è chiaro blu) e Cima Piatta Alta - Hochebenkofel
089 img o tn Cadin di San Candido - Innichriedlkar Nel secondo piano Monte Paterno - Paternkofel e Torre Toblino - Toblinger Knoten. Nello sfondo Tre Cime di Laveredo - Drei Zinen
089 img o tn Punta Lavina Bianca - Weisslahnspitze
089 img o tn Traversando la parete Ovest della Punta Lavina Bianca al Cadin della Caccia
089 img o tn Rocca dei Baranci - Haunold dalla discesa al Cadin della Caccia In basso nel primo piano si vede la Torre e il Passagio della Caccia
089 img o tn Il regno dei Scarperi: Lavina dei Scarperi - Schusterlahn sovrastata dalla Punta Piccola dei Scarperi - Kleinschusterspitze e Torre dei Viennesi - Wiener Turm
089 img o Innichbacher Graben - Vallone del Rio di San Candido la strozzatura
MandrinCiaudierona
Dolomiti Antelao Croda Mandrin Monte Ciaudierona

Antelao

Croda Mandrin 2278

Monte Ciaudierona 2587

Croda Mandrin 2278 da Nord-Ovest

Monte Ciaudierona 2587 da Sud

Info

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Antelao Croda Mandrin 2278 Monte Ciaudierona 2587 Foto Collana Croda Mandrin 2278 da Nord-Ovest giugno 2007 Da Pian dei Cavai 2048 discendiamo a Nord per il sentiero naturalistico fin che devia a sinistra (5'). Lasciamo il sentiero discendendo più a destra con l'intenzione a ovviare a destra un sperone laterale che discende dalla cresta principale del monte. Non dobbiamo traversare subito il ghiaione, ma caliamo per il suo bordo sinistro erboso fin all'altezza del punto più basso del sperone. Forse qui si può venire dai Piani d'Antelao. Vicino il loro termine Nord-Est (a valle) un canale sale verso Croda Mandrin. Per il suo bordo destro apparente facile potremmo provare salire il fianco laterale del vale. Ovviamo il sperone ed entriamo in una valletta ripida. La saliamo prima per erba e poi per ghiaie tenendoci a destra verso un canale che incisa, vicino il sperone, le parete soprastanti. Giusto a piedi del canale (forse il canale è anche facilmente percorribile) notiamo un canalino che sale a sinistra. Per canalino su (facile primo grado). Presto una cengia ci permette il ritorno a destra, alla cima del canale detto, al fianco soprastante la nostra valletta (o piccolo circo) del accesso. La cengia è anche facile. A un posto è interrotta con un canalino che ci pare intransitabile. Ma sul suo bordo vediamo che il passagio è semplice. Per il pendio possiamo salire fin alla cresta Sud-Ovest. Ma scegliamo a sinistra un pendio laterale evidente, una rampa ripida e prevalente erbosa che incisa nella parete sale direttamente e facilmente alla cima. Una via nell'ambiente conservato di bellezza particolare, praticamente senza difficoltà alpinistica (qualche posto brevissimo di primo grado facile). Un po' faticoso ma non duro, senza alcuna segnavia ma di semplice orientazione. Un escursionista principiante avanzato, può camminare da solo in questo paradiso? Forse eppure meglio, con una Beatrice esperta. Ritorniamo per la cresta Sud-Ovest, per suo erboso lato Nord contornando a destra i spuntoni della cresta. Per una forcellina (sotto ultima altezza, già baranciosa, della cresta prima Pian dei Cavai) oltrepassiamo la cresta al lato Sud. Ci caliamo per canale dritto giù, ma non troppo, proprio all'altitudine del Pian dei Cavai. Proprio a quest'altezza troviamo un sentierino nascosto, idealmente orizzontale che ci guida a destra tra mughi fitti, presso un gruppetto di tre? larici, al Pian dei Cavai. Rami di mughi sovrastano il sentierino, ma per i piedi troviamo sempre posto libero. Così passiamo comodamente tra mughi muovendo i rami antistanti. Basta un passo fuori di sentierino che la selva diventa impervia. Monte Ciaudierona 2587 da Sud giugno 2007 Da Sud, dal sentiero: Rifugio Antelao - Rifugio Galassi per la Forcella del Ghiacciaio. " guadagnando un ripiano a m.1919 (acqua, bivio col sentiero n.258, che scende ai Piani d'Antelao ...). Si risale una scarpata di mughi e ripidi prati, avvicinando il canalino che sale alla cresta del Monte Ciauderona"[lvASM,28] Forse q. 2131 sul disegno [abDOI1a,344+] Il canalino sale sulla cresta, a una forcella marcata e facilmente individuabile. La forcella Ciaudierona (il nome proposto). Prima cima a sinistra (Cime Cadin q.2584) subito sopra la forcella ha un corpulento avancorpo nel Val d'Oten: Cima Foralosso 2334. A destra della forcella comincia la cresta della Ciaudierona che appare da Sud con quattro cime alla sua cresta. L'ultima è Monte Ciaudierona 2587. Non ci tortureremo salendo il canale ghiaioso che scende dalla forcella Ciaudierona. Invece saliamo per il pendio erboso a destra. Tranne da lontano ci pare troppo ripido per sicuro cammino, possiamo sempre passare per passaggi facili. Un cammino per bellissimi prati, rilassante per mente ma sportivo per il corpo. Più alto il pendio diventa roccioso, ma è anche facile. Durante la salita notiamo a sinistra una larga bancata orizzontale, ghiaiosa-erbosa, forse conveniente come l'accesso per qui discende dalla Forcella del Ghiaccio. Anche sotto le castelli finali delle Cime Cadin, arriva alla forcella Ciaudierona una cengia con tracce evidente. Forse permette un'accesso da un punto ancora più a monte del Valle, ma anche un'accesso non faticoso alle Cime Cadin. "A) Alla cima principale. - (Palatin R.M 1908, 120) ... si sale a una forcella tra Cima e Anticima E; poi a sinistra per cengia, infine a destra per brevi camini e gradinate in cresta, e poco dopo la cima. - 1° grado; ore 3"[abDOI1a,371]. In ritorno discendiamo per il canale fin alla sua strozzatura. Ghiaie sono perfette. Come neve di propria durezza che tiene sicuramente i piedi. Alla strozzatura usciamo a sinistra ritornando al nostro pendio. Abbiamo sperato una vista tutta libera alle Marmarole che non potrebbero nasconderci niente da qui. Ma adesso ci troviamo nelle nuvole. Eppure si vede talvolta momentaneo il fondo del Val d'Oten e la cresta del Cadin. Dalla forcella a destra per la cresta del collegamento con Monte Ciaudierona. Un primo grado escursionistico ideale. Roccia solida e facile, ma non banale e non tutto pulita dai sassolini. A sinistra spettacolare e vertiginosa vista per le placche ripide verso Val d'Oten. Quando non possiamo più supportare l'eccitazione d'esposizione passiamo con un passo a destra della cresta a un ambiente più calmante. Arriviamo veloce sulla prima cima della cresta. Affacciamo il guardiano della verginità della Ciaudierona che appare minacciante tra nuvole. È così spaventoso che non osiamo muoverci più. Nuvole, vento (ma non sì forte che ci fa perdere equilibrio, ma sufficiente per togliere il cappello dalla testa), pioggia che si sente nell'aria (in meno di una ora una grandinata forte è passata dalla Cima Fanton per la Forcella Piria, restandoci al suo margine) e ritorniamo magari senza una prova di accostàre al guardiano. Se anche Voi avete la paura del guardiano, potete provare ad avvicinarvi alla cima dall'altro lato, dai Piani d'Antelao per la Forcella Antelao. Info Se avete un'avversione ai sentieri naturalistici come esche per turisti per attrarli in una natura digradata, eppure non ignorate apriori quello sentiero che dal Pian dei Cavai traversa il lato Nord-Ovest delle Crode San Pietro fino al ripiano sopra i Piani del Antelao. Non si chiama solamente naturalistico, ma è veramente naturalistico. Con primi passi, discendendo dal Pian di Cavai, ci pare come che ritorniamo in una natura originaria, in un passato di molti anni fa. Il sentiero è segnato discretamente (si potrebbe dire: idealmente) con piccoli puntini rossi (anche sulla foto). Il sentiero principale che sale dal Rifugio Antelao alla Forcella Piria passa vicino sotto la sella tra Crode San Pietro e Croda Mandrin. Là al fianco delle Crode San Pietro è un bivio con due cartelli, uno per Forcella Piria ed altro per Rifugio Antelao. Tranne che quello sentiero che sale a destra alla sella (Pian dei Cavai) non ha il suo cartello, non scoraggiamoci. Facciamo almeno una piccola digressione al vicino Pian dei Cavai (2'). Un sentierino che subito sotto la sella al lato opposto (a Nord) devia a sinistra tagliando orizzontalmente il lato Est delle Crode San Pietro, ci mette in dubbio, dandoci una scusa per ritirata onorata. Nel centro della foto è Pian dei Cavai (il grande prato verde, nel sole). A sinistra: il sentiero principale per la forcella Piria con il bivio a ridosso delle Crode San Pietro. A destra poco sotto la sella: il sentierino orizzontale (fra mughi nella rientranza delle Crode San Pietro) che ci mette in dubbio. Eppure con la grande forza psichica non rinunciamo, ma insistiamo alla discesa. Presto il sentiero devia a sinistra e continua più o meno in quota, attraverso il bosco favoloso, fin a un ripiano sopra i Piani del Antelao dove passa il sentiero per Forcella Piria. agosto 2007 Bibliografia: lvASM, abDOI1a ancora Ciaudierona Home
090 img o da Nord-Ovest
090 img o Pian dei Cavai
090 img o un sperone
090 img o verso
090 img o canale
090 img o una rampa
090 img o erbosa
090 img o cima
090 img o la cresta Sud-Ovest
090 img o forcella
090 img o il pendio
090 img o bancata
090 img o Cime Cadin
090 img o Ghiaie
090 img o la cresta del Cadin
090 img o Roccia
090 img o vista
090 img o destra della cresta
090 img o prima cima
090 img o il guardiano
090 img o altro lato
090 img o foto
090 img o foto
Marmarole
Dolomiti Marmarole

Marmarole

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Marmarole Foto Collana Abbiamo conosciuto molte cime ma non tutte che dovrebbero trovarsi in una guida quasi completa alle Marmarole. Come Corno del Doge, Costa Bel Pra, I Bastioni, Croda de Marchi, Croda Rotta, Cresta Vanedel, Cima Vanedel, Cime Orsolina, Cima Pelosana, Cima Vallonga Nord, Monticello, Cime Val Tana, Piccolo Cimon, Cima Petoz, Le Selle, Torre Augusto, Monte Ciastelin, Campanile Ciastelin, Monte Ciarido ... Probabilmente non sono tutte escursionistiche ma desidereremmo conoscerene almeno una o due ancora. Cosa non troverete nella guida? Dove c'è acqua tranne la sorgente "ufficiale" assai sotto il Bivacco Musatti. Per incoraggiarvi c'è acqua anche in settembre in una stagione asciutta. La scarsità di acqua permette delle visite dell'uomo a misura di natura. Sembra che passi l'era dell'escursionismo missionario nelle Marmarole. I primi conquistatori sono arrivati. I loro segni sono evidenti: Sono tantissimi i bolli rossi di enorme grandezza sulla Forcella di Marmarole e dintorni che irritano come una bandiera rossa esagita il toro. È segnata anche la salita alla Cima degli Invalidi. Rossore praticamente a ogni passo. La salita è semplice anche come orientamento. La segnatura è completamente inutile e non ci attrae ma ci deprime. Perdiamo l'illusione di avventurarci da soli con le nostre capacità fuori dal confine di Gardaland. Perdiamo il nostro paradiso che abbiamo trovato con grande fatica. Il lato Ovest (che guarda al Bivacco Tiziano) della Forcella Froppa è segnato e attrezzato in modo caotico. Una corda fissa tra difficoltà innaturali e peraltro evitabile è collocata su una parete un po' strapiombante e senza appigli nella maniera di una super ferrata. Anche nel Vallon degli Invalidi a metà del suo sviluppo sulla paretina non difficoltosa è apparita una corda fissa. Se si insiste, basta uno o due chiodi con anello per assicurarsi a un solo tratto di tre metri di primo grado superiore. Ma anche un segno completamente differente: Nel luglio sul sentiero dell'accesso principale dal Vale al bivacco Tiziano, dove doveva essere il bivio per la Costa del Forno c'erano due ometti di pietra e sul tronco dell'albero una stella gialla con molte punte. Nel settembre dello stesso anno non c'era più nessun ometto, neanche le pietre crollate e dove stava la stella la corteccia dell'albero era spelata. Qualcuno ha provato a proteggere la sua piccola parte di paradiso? Quando la prima edizione vedrà la luce del giorno, Le Marmarole potrebbero essere state già addomesticate, arredate, attrezatte, stradate, funiviate ... e una guida alle cime di bellezza naturale in una oasi di pace interna non avrà molto senso. l'inverno 2001 Home
091 img o tn Vallonga con Cima Tiziano, Pala di Meduce e Cima Sciavina
091 img o tn Cime Val Tana
091 img o tn Croda dell'Arbel, Le Selle e Cimon del Froppa
091 img o tn Croda dell'Arbel, Torre Augusto, Croda Bianca, Sella Est, Punta Teresa, Sella Ovest, Cimon del Froppa
091 img o tn Croda Alta di Somprade
091 img o tn La vista verso Lastoni delle Marmarole
091 img o tn Monticello e nella lontananza Cimon del Froppa (il più alto)
091 img o tn Vallonga e Lastoni delle Marmarole
091 img o tn Val d'Oten dalla Pala di Meduce
091 img o tn Cima Tiziano
091 img o tn La vista dalla Cima Scoter
091 img o tn Antelao
091 img o tn Forcella Piccola e Rifugio Galassi
091 img o tn Vallon degli Invalidi
091 img o tn Croda Bianca, Dante e Vergilio e Cresta degli Invalidi dalla Forcella Froppa
091 img o tn Cime Cadin dalla Cima Scotter
091 img o tn Pelmo
091 img o tn Cimon del Froppa dalla Forcella Froppa
091 img o tn Antelao
091 img o tn Marmarole e Val d'Oten
091 img o tn Meduce di Fuori dalla Pala di Meduce
091 img o tn Vallonga dalla Forcella Tiziano (poco sotto)
091 img o tn Pian de Sera
MonteCiaudieronaGuida
Dolomiti, Antelao, Monte Ciaudierona Guida

Monte Ciaudierona 2587

La salita

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Monte Ciaudierona 2587 © llemontagne@net.hr 12.01.2009 .pdf 20.10.2023 .html La guida viene scritta con ogni buona intenzione, ma errori sono sempre possibili. Gli errori della nostra percezione soggettiva, di memorizzare e dopo qualche tempo riprodurre nell'espressione di una nuova lingua scritta ... Quindi utilizzate la guida con prudenza sotto la vostra responsabilità. Siamo in una natura quasi intatta e isolata dalla civiltà. La rispettiamo. Non marchiamo la via con segni innaturali. Non lasciamo tracce della nostra presenza. In un momento di debolezza costruiamo un ometto modesto, ma forse anche questo è superfluo. Perché l'orientazione è semplice. E se pure ne incontrate uno, forse è colpa nostra o di un lettore di questo testo. Se vi piace, potete crollarlo che i prossimi escursionisti, godendo della natura originaria, hanno illusione di una terra incognita. Non bisognerebbe segnare neanche l'inizio o la fine del Viàz. Il canale di Forcella Antelao e l'albero insolito sono chiari segni naturali. Un ometto ci priverebbe del fascino dello sconosciuto, della gioia di aver trovato una porta nascosta del paradiso. Se non vi piace detto, vi preghiamo di non utilizzare questa guida. Piani d'Antelao. L'evidente ghiaione a sinistra sbocca nel prato. Se vedessimo la parete laterale, saremmo tutti sicuri che questo ghiaione sia l’inizio del nostro canale d'accesso alla Forcella Antelao. Il canale d'accesso dai Piani d'Antelao alla Forcella Antelao. S'intuisce la traversata dalla Forcella a sinistra per le cenge verdi sotto il triangolo del Monte Ciaudierona fino alla Costa Sud-Est, che da quest'angolo appare come la cresta con la pendenza più che invitante. Forcella Antelao, verso la Val d'Oten. Forcella Antelao, verso i Piani d'Antelao La Costa Sud-Est del Monte Ciaudierona Sulla Costa Sud-Est: vista verso la valle fra Antelao (o per meglio dire Cima Fanton) a sinistra e Cime Cadin a destra. È la valle laterale a Nord dai Piani d’Antelao (Vallon d’Antelao). Sembra che questa valle non abbia un proprio nome. Per un più facile riferimento la chiameremo qui Valle del Ghiacciaio. Più in basso, sul prato si vede il sentiero segnato per la Forcella del Ghiacciaio, anche questa ben individuabile nella foto. Monte Ciaudierona. Il pendio finale. La rientranza della parete dopo la Costa e la breve traversata a destra. Qui saliamo dritto su. Sul Monte Ciaudierona: vista a Ovest verso Cime Cadin. Al centro si vede Cima Foralosso. Dietro la sua cresta destra si nasconde Forcella Piccola. Monte Ciaudierona. Vista sulle placche verso la Val d'Oten. La cresta Nord-Est del Monte Ciaudierona. Discendiamo senza difficoltà. Prima del pendio verde lasciamo la cresta e traversiamo a destra. La cresta Nord-Est del Monte Ciaudierona. Il Viàz (Ovest, la seconda parte), visto nel senso opposto del percorso. Forse il pratino al centro della foto è il nostro pratino non ripido alla fine della prima rientranza (dopo il dentro e fuori). Poi s'intuisce la corta discesa (non pare facile, ma è facile) nel canale della seconda rientranza. L'albero insolito al fine del Viàz L'albero insolito al fine del Viàz (visto nel senso opposto del percorso). La salita luglio 2008. Saliamo dai Piani d'Antelao (circa 1630 m, più vicino al suo termine Nord-Est verso la Val d'Oten) per il canale alla Forcella Antelao, per il fondo abbastanza stabile e quindi non troppo faticoso. Talvolta pare che mughi ci chiudano la via, ma potremo sempre passare a stento sotto la loro volta. Solo in un posto un macigno sbarra la via. Con due movimenti di secondo grado arriviamo alla sua cima. Forse in discesa non è divertente. Qui incontriamo il primo e ultimo ometto se non contiamo quello sulla cima del Ciaudierona. Una traccia ipotetica tra mughi fitti potrebbe evitare a destra (nel verso della discesa) la discesa per il macigno. Non lasciamo il canale. Lo seguiamo fino alla fine, alla base della parete, a destra della Forcella Antelao. In precedenza ci attrae a sinistra un canale laterale che probabilmente guida direttamente alla Forcella, o a destra un pendio erboso. Insistiamo per il canale nonostante che i mughi fitti sembrino sbarrare il successivo spostamento a sinistra. Ma giusto sullo zoccolo della parete un corto sentierino evidentemente umano traversa a sinistra (una ventina metri) fino all’altro canale. Scavalcandolo siamo sul pendio verde della vicina Forcella Antelao. Qui è meglio traversare in salita a sinistra, evitando la Forcella, verso le pareti rocciose del Monte Ciaudierona. Anche se questa variante osservandola dal Pian di Cavai ci è parsa più invitante e promettente, la ignoriamo salendo alla Forcella Antelao 2188 m. Dalla Forcella a sinistra per una paretina di una decina metri (primo grado, uno o due passi di 1° superiore non facile) perveniamo su ripidi ed esposti pendii erbosi. Ci teniamo più a destra in prossimità delle rocce, dove ci sentiamo più sicuri. Se l'erba fosse completamente asciugata (il tempo è bello, ma il giorno scorso pioveva a catinelle), se forse avessimo con migliori scarponi il passo più sicuro, se sapessimo che non dovremo ritornare per la stessa via, forse questa variante ci parrebbe meno pericolosa e non cederemmo ritornando alla Forcella Antelao. Dalla Forcella traversiamo invece facilmente a destra (sinistra venendo dal basso), in modesta salita, prevalentemente per prati fino alla Costa Sud-Est del monte. Giusto sulla costa è terreno così morbido che esiste qualche metro di sentierino umano, orizzontalmente tracciato. Ci invita a continuare la traversata nella stessa direzione, rivelandoci un nuovo mondo altrimenti per noi proibitivo a causa del suo aspetto spaventoso. L'ometto sul macigno, il corto sentierino che traversa a sinistra tra i mughi sotto la Forcella Antelao, e questo sentierino sulla costa sono le sole evidenti tracce umane sulla nostra via. Forse occhi più esperti noterebbero ancora qualche altro segno ... Per adesso abbandoniamo la traversata e saliamo per la costa erbosa e poco rocciosa dritto su alla sua fine, sotto la quinta del Monte. È ripida ma facile, rassicurante e soprattutto bella. Pure piacevole. Una sfida per il corpo allenato. Sicura anche in discesa. Panoramica. Poi per il bordo della parete e il pendio erboso traversiamo a destra e presto ci tenta un nuovo dubbio. Salire su per una rientranza della parete dritto verso la cima, o continuare a traversare verso destra. Scegliamo la prima soluzione nonostante potessimo prima provare la traversata. Per nostra fortuna incontriamo un divertente e facile primo grado. Possiamo andando in zig-zag evitare i posti poco più difficili (1° superiore) ugualmente facili e ancora più divertenti. In questo momento non sappiamo che esiste un'altra possibilità per il ritorno e quindi troviamo le più facili soluzioni anticipando la discesa. Ma voi, potete fare una "direttissima" divertentissima. Prima della cima la parete diventa troppo ripida, ma adesso traversiamo facilmente a destra, alla cresta Nord-Est del Monte. A sinistra per la stessa giungiamo presto alla cima meravigliosa. Al ritorno possiamo continuare la discesa per cresta Nord-Est fino all'altezza dalla nostra prima traversata a destra (in direzione della salita) alla fine della Costa. Non dobbiamo abbassarci troppo. Non c'è un chiaro riferimento, ma il pendio a destra diventa sempre meno ripido invitandoci ad abbandonare la cresta e discendere giù verso valle cercando i posti più opportuni per deviare a destra. Traversiamo a destra senza difficoltà con qualche saliscendi (non più di una cinquantina metri di dislivello) e presto siamo in vista della Costa. Ci troviamo alla giusta altezza o ci dobbiamo correggere per arrivare all'inizio della nostra rientranza della salita finale. Discendiamo per la Costa fino al sentierino. Poi non ritorniamo per la via di salita, ma continuiamo a traversare a destra. Dopo qualche metro il sentierino si perde. Come procedere? Solamente il primo tratto (la traversata della prima rientranza del pendio) ci mette in dubbio. Alla sua fine (dopo un dentro-fuori), dobbiamo restare alla stessa altezza del sentierino della costa. Siamo sul pratino non ripido. Poi la progressione è più chiara. Prima discendiamo in un canale (dentro la seconda rientranza) e poi traversiamo quasi in quota questa e ancora un’altra rientranza (tre in tutto) della parete finché non si apre la Valle del Ghiacciaio. La traversata è facile. Non ci ricordiamo alcun posto difficoltoso o pericoloso. Pare incredibile, osservando la traversata dal sentierino della costa. Al fine del Viàz si trova un albero insolito come segno inconfondibile del Viàz. Se saliamo per la Valle del Ghiacciaio alla forcella omonima, è l'albero il più a monte e il più a destra dal lato della Ciaudierona. Discendendo in diagonale per i prati (come un parco prezioso) arriviamo al sentiero segnato della Valle del Ghiacciaio (circa 2000 m, prima che il sentiero deviando a destra discende ripido al Ru di Antelao). Come valutare di difficoltà della salita? Primo grado non si usa solo per valutare la difficoltà, ma anche per spaventare turisti o escursionisti meno esperti su un percorso troppo (per loro) difficile o pericoloso. Se non lo usiamo in questo senso, per escursionisti esperti tutto il percorso è quasi senza difficoltà. I posti di primo grado rimangono solamente come fonte della soddisfazione, ma non di pensieri inquietanti. Se pure qualche posto ci pare difficile o magari pericoloso, forse non siamo sulla via giusta o sentiamo il pericolo dentro di noi. L'unico posto un poco più difficile è il macigno nel canale d'accesso alla Forcella Antelao. Ma in salita non è un ostacolo vero. Forse si potrebbe evitarlo (da verificare). Novembre 2008. Bibliografia - Antonio Berti, Dolomiti Orientali Volume I Parte 1, CAI - TCI 1971 (Ia 1908) IV Edizione, ristampa aprile 1999 - Luca Visentini, Antelao Sorapiss Marmarole, Athesia - Bolzano-Bozen (1986) Seconda edizione aggiornata 1989 Cartografia - Tabacco, Dolomiti del centro Cadore foglio 016, 1:25000 Carta topografica per escursionisti - Tabacco, Dolomiti di Zoldo Cadorine e Agordine foglio 025, 1:25000 Carta topografica per escursionisti ancora più foto della Ciaudierona Home
092 img o Ci affacciamo al guardiano della verginità della Ciaudierona che appare minacciante tra nuvole. È così spaventoso che non osiamo muoverci più. Monte Ciaudierona
092 img o Salita e Viaz della Ciaudierona Monte Ciaudierona
092 img o Viaz della Ciaudierona Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona salita Monte Ciaudierona
092 img o Viaz della Ciaudierona Monte Ciaudierona
092 img o Piani d'Antelao, sorpresi dalla sua bellezza? Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Forcella Antelao Monte Ciaudierona
092 img o Forcella Antelao Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
092 img o Monte Ciaudierona
MonteTurlonGuida
Mosor
Mosor

Mosor 1339

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Mosor 1339 ottobre 2005 Foto Collana Home
PaleSanMartinoLucano
Dolomiti, Pale di San Martino, Pale di San Lucano

Pale di San Martino, Pale di San Lucano

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Pale di San Martino, Pale di San Lucano ottobre 2001 Foto Collana Home
094 img o tn Catena del Focobón
094 img o tn Catena del Focobón dalla Malga Valbona
094 img o tn Val Strut con le Cima delle Comelle e Cima delle Zirocole
094 img o tn Val dei Bachét
094 img o tn Cima Comelle e Cima del Focobon
094 img o tn Val delle Galline con Cima Vezzana e Cima Comelle
094 img o tn Sasso Negro
094 img o tn Terza Pala di San Lucano
094 img o tn Le Cime dalla Prima Pala di San Lucano
094 img o tn Cime d'Ambrosogn da Le Cime
094 img o tn Cime d'Ambrosogn dalla Forcella di Gardés
094 img o tn Cima di Pape
094 img o tn La vista dalla Cima di Pape
094 img o tn La vista dalla Cima di Pape
094 img o tn La vista dalla Forcella di Pape
094 img o tn Catena del Focobón dalla Casera Campigat
094 img o tn Monte Agner e Seconda Pala di San Lucano
094 img o tn Forcella di Gardés
Pelmo
Dolomiti Pelmo, Cengia di Giacin e Cesaletti, Cengia di Grohmann

Pelmo 3168

«Cengia di Giacin e Cesaletti» «Cengia di Grohmann»

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Pelmo 3168 «Cengia di Giacin e Cesaletti» «Cengia di Grohmann» luglio 2003 Sono molti sulla via normale di Pelmo. Sono pochi o nessuno sulla cengia di Giacin e Cesaletti o la cengia di Grohmann. Se cercate solitudine selvagge, se volete Pelmo solo per Voi, potete sceglierle per l'accesso al Valon del Pelmo come un'alternativa alla cengia di Ball. La prima cengia è più selvaggia, con un passo tremante. Un passo di primo grado superiore (o secondo inferiore) che pochino butta fuori, in discesa sulla stretta cengia, con la forte esposizione di tutta parete sottostante fin al suo zoccolo ai prati verdi del Pelmo. L'accesso per il Canalone Orientale di Fórca Rossa è duro (ripido, faticoso, pietre instabile) e un po' incerto. Non c'è chiaro riferimento quando uscire dal canalone a sinistra. Come otteniamo all'altezza salendo il canalone, il suo lato sinistro diventa più e più accessibile. Si trasforma in una bancata ripida anche di sfasciumi tagliata con le cenge orizzontale e parallele. Usciamo dal canalone prima che diventa ancora più ripido e ripulsivo, tuttavia prima di un'altra cengia che a destra contorna Croda di Fórca Rossa. Se avessimo un altimetro, potremmo indicare l'altitudine. "si risale il grande Canalone Orientale di Fórca Rossa (it. I 4a), (ghiaie o neve), fin dove la parate a sinistra rientra formando una larga cengia inclinata, 2500 m c."[asPDZ,123] Per una delle cenge dette ci avviciniamo allo spigolo orientale della spalla Est. Le cenge non sono difficile, ma non è semplice passare da una cengia ad altra. Con un po' di fortuna arriviamo allo spigolo, alla propria altezza della cengia di Giacin e Cesaletti. La cengia di Grohmann è più facile ma con un tratto spaventoso. La discesa per il Canalone Meridionale de la Fessura è veloce e comoda con due salti evitabili. Con la neve le cenge potrebbero stare pericolosissime ed è meglio loro ammirare dal basso. Anche la Spalla Sud e la Spalla Est aspettano disperate i loro visitatori. Le salite dalla Via normale sembrano facile. Per la Spalla Est si lascia la Via normale dal ripiano del nevaio superiore (Vant), dal suo margine orientale 2800 m circa sotto la cresta della Spalla Est. Si sale sulla cresta a un punto intermedio (Ciglione Orientale) e poi per la stessa alla Spalla Est. Per la Spalla Sud si bisogna ancora seguire la via normale, traversando il Vant in direzione Ovest, fino al Ciglione Occidentale (cresta di collegamento tra la Spalla Sud e la cuspide di Pelmo). Da qui a sinistra per la cresta (con laghettini) alla Spalla Sud. Le Cenge e le Spalle, sarebbe molto in una giornata. Si dovrebbe ritornare ancora almeno una volta sul Pelmo per la via normale e visitare Le Spalle. O per il acceso al Valon scegliere la via "per La Dambra" , "la quarta e meno conosciuta delle vie trovate primitivamente dai cacciatori"[asPDZ,120]. Fonte [asPDZ] la cengia di Dambra usata come acceso a parte superiore del canalone non è difficile (primo grado) ma il canalone è valutato con difficoltà dal I al III e "risulta un po' più difficile in qualche tratto delle altre vie primitive di cacciatori."[asPDZ,120] Quando già ritorniamo al Pelmo, dobbiamo anche dedicare una giornata alle Crode di Fórca Rossa e la loro cengia circolare, passare ancora una volta Colonèl de la Stanga e percorrere la dorsale Sass de Formedàl - Punta. Crode di Forca Rossa dalla Cima di Val d'Arcia Crode di Forca Rossa dal Alta Val d'Arcia Crode di Forca Rossa dall'inizio della Cengia di Giacin e Cesaletti Cengia di Giacin e Cesaletti, parte intermedio. Nella retroscena Crode di Forca Rossa. Si vede bene lo spigolo orientale della parete (della Spalla Est) con la selleta a destra pronunciata con due dentini rocciosi. Un uomo che si trova sul pulpito a sinistra è un po' più alto e deve rediscendere all'altezza della selleta dov'è il inizio della Cengia. C'è un ometto sulla selletta, anche uno sul pulpito. Sono primi sulla nostra via. È possibile individurli quando lasciamo il grande Canalone Orientale di Forca Rossa e cominciamo a traversare nella direzione dello spigolo già detto. Cengia di Giacin e Cesaletti, ultimo parte prima si entra nel Valon, da un ardito avancorpo sopra uno stretto intaglio (la Forzeleta) fra lui ed il monte. Cengia di Grohmann, il tratto spavantoso Senza lui, la cengia Grohmann sarebbe una passeggiata divertente e facile (tuttavia per escursionisti buoni) nell'ambiente severo e grandioso. Non possiamo credere che esista sì buono quasi sentierino in quello paesaggio selvaggio e che ci guidi sì sicuro e facile. Ma non siamo rilassanti, ci sentiamo, abbiamo paura che non si possa passare sì semplice. E dietro uno spigolo incontriamo il tratto spaventoso, la traversata di parete Sud, di una decina minuti lunga, sul terreno pendente e friabile, senza di traccie e con esposizione notevole. Nel senso alpinistico, le difficoltà non sono magari di primo grado, ma per questo tratto occorre esperienza con terreno severo e non addomesticato. Cengia di Grohmann dalla spalla a quota 2750 circa Cengia di Grohmann, Pelmetto e La Fessura dalla spalla a quota 2750 circa Cengia di Grohmann, il tratto spavantoso Cengia di Grohmann, ultimo tratto prima La Fessura Pelmetto e La Fessura La vista a Pelmetto e La Fessura da Le Mandre Pelmetto e La Fessura da Le Mandre La Spalla Sud da Le Mandre La vista alla Spalla Sud da I Lach Pelmetto dal sentiero Forcella Staulanza - Rifugio Venezia La vista dal Pelmo verso Nord Monte Pena Foto Collana Cengia di Ball e Cengia di Grohmann Ancora qualche foto di Pelmo verde Bibliografia: asPDZ, blSeS Home
095 img o tn Pelmo Crode di Forca Rossa dalla Cima di Val d'Arcia
095 img o tn Pelmo Crode di Forca Rossa dal Alta Val d'Arcia
095 img o tn Pelmo Crode di Forca Rossa dall'inizio della Cengia di Giacin e Cesaletti
095 img o tn Pelmo Cengia di Giacin e Cesaletti, parte intermedio. Nella retroscena Crode di Forca Rossa
095 img o tn Pelmo Cengia di Giacin e Cesaletti, ultimo parte prima si entra nel Valon
095 img o tn Pelmo Cengia di Grohmann, il tratto spavantoso
095 img o tn Pelmo Cengia di Grohmann dalla spalla a quota 2750 circa
095 img o tn Pelmo Cengia di Grohmann, Pelmetto e La Fessura dalla spalla a quota 2750 circa
095 img o tn Pelmo Cengia di Grohmann, il tratto spavantoso
095 img o tn Pelmo Cengia di Grohmann, ultimo tratto prima La Fessura
095 img o tn Pelmo Pelmetto e La Fessura
095 img o tn Pelmo La vista a Pelmetto e La Fessura da Le Mandre
095 img o tn Pelmo Pelmetto e La Fessura da Le Mandre
095 img o tn Pelmo La Spalla Sud da Le Mandre
095 img o tn Pelmo La vista alla Spalla Sud da I Lach
095 img o tn Pelmo Pelmetto dal sentiero Forcella Staulanza - Rifugio Venezia
095 img o tn Pelmo La vista dal Pelmo verso Nord
095 img o tn Pelmo Monte Pena
Pelmo2
Pelmo

Pelmo verde

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Pelmo verde Foto Collana
Pelmo3
Dolomiti Pelmo, Cengia di Ball, Cengia di Grohmann

Pelmo

«Cengia di Ball» «Cengia di Grohmann»

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Pelmo «Cengia di Ball» «Cengia di Grohmann» luglio 2010, sette anni dopo Foto Collana In una domenica di luglio ha piovuto fino alla tarda mattina. Nonostante il tempo previsto promettente, i tutti aspiranti a Pelmo ritornano al valle o salgono alla Forcella Val d'Arcia. Il tempo si migliora rapidamente. Alla Cengia di Bal arriviamo insieme con sole. È attrezzata a molti posti con chiodi predisposti, ma anche tre volte con cordini. A due posti passiamo facilmente senza uttilizarli. Al Passo del Gatto ci gonfiamo un po' e poi eppure utilizziamo il cordino. Non bisogna per avanzare, solamente per mantenere equilibrio. Senza alcuna attrezzattura il Passo del Gatto sarebbe durissimo per un escursionista. Basterebbe solo il chiodo (a metà) con un corto cordino come un "appiglio" per sensibilmente addomesticare il Gatto. Ma in questi condizioni attuali possiamo tranquillamente avanzare verso la cima senza preoccuparci come ritornare. Forse questo cordino del Gatto, per la verità non (troppo) affidabile, è un felice compromesso fra il tempo di Ball e il nostro tempo di consumo. Ma quelli cordini di altri posti ci fanno un po' paura come un seme di un sentiero attrezzato futuro. Come in un miracolo la via normale è segnata solamente con ometti. Come che Pelmo sia conservato nel tempo di dinosauri. Non c'è un rifugio Torrani alla cresta della Spalla Sud con una via ferrata Tissi come il suo accesso diretto. Non c'è anche croce sulla vetta. Al rifugio Venezia alla cena ci sono dieci, che desiderano Pelmo. Si parte già prima di 5 ore alla mattina. Tre cedono. Un solista, l'unico con bastoncini, e una ragazza, l'unica con l'attrezzatura per la via ferrata e conseguente il suo compagno. In discesa incontriamo un gruppo di giovani in pantaloni corti e con zaini non leggeri. Invece la bella giornata prevista, il vento è così freddo che guanti non sarebbero superflui. Il freddo potrebbe iniziare una reuma alle ginocchie nude a anni più vecchi? Anche una scivolata ingenua potrebbe essere dolorosa con cicatrice permanente? Se il sole fosse forte, brucerebbe la pelle sensibile alle gambe scoperte? Guardando l'inizio della cengia Grohmann dalla via normale di Pelmo, abbiamo lo stesso dubbio come la prima volta. Quella è la cengia vera? 2 La quella più alta, sotto della parete gialla, o la quella più bassa? Un discreto sentierino ci guida in modesta salita sotto le parete e presto, dopo un angolo (forse dopo il secondo angolo) una sorpresa inaspettata. Il sentierino dispare. Non c'è più qualsiasi tracce. Camminiamo indecisi per ghiaie intatte fino alla lingua di neve, al suo punto più basso, dove il sentierino riappare ancora. Dunque all'angolo come riferimento non prendiamo la prossima forcellina, ma il terrazzo immediatamente soprastante. Al bordo destro della foto si vede bene la fine del nevaio sopradetto. Ci pare che "il tratto spaventoso" di sette anni fa, non sia più spaventoso. Adesso esista un buono sentierino, il migliore sulla tutta cengia. Anche non si devi più fare questo passo inquietante. Il sentierino passa qualche metro sotto. Ma proprio e solamente questo tratto era nascosto di nebbia fitta. Se fossimo quì per la prima volta ci parrebbe che camminiamo per il bordo superiore di un ghiaione rassicurante. Forse in piena esposizione del profondo il sentierino non parrebbe così sicuro. Sentiamo il rumore della valle. Una draga al lavoro? Anche il latto occidentale del Monte Pelsa ha la sua draga. Nei giorni feriali il nostro fedele compagno alla via ferrata della Palazza Alta o alla cengia per Col Mandro. Magari un'altra draga (o forse la stessa che si sente sulla Cengia Grohmann) potrebbe aspettarci alla via normale al Torre Alleghe. (cara = draga nella nostra lingua; la mia cara = moja draga) Alla fine del tratto spaventoso c'è un promontorio, il osservatorio ideale. Adesso non possiamo riconoscerlo con certezza. Ma qualche decina metri poi, usciamo dalla nebbia. Incontriamo campi di neve. Non sono insidiosi, ma anche non sono banali. Sono troppo duri e ripidi per attraversarli. Dobbiamo oviarli per ghiaie più basse. C'è ancora qualche decina di metri di ghiaie (come una cintura della sicurezza) fino al bordo del profondo. Abbastanza, ma eppure non stiamo del tutto tranquilli. Forse dall'inizio d'agosto non c'è più neve sulle cenge, e anche il sentierino è già ancora rintracciato in questo terreno "vivo". E con bel tempo, una camminata in un vero paradiso, un culmine del escursionismo libero nelle Dolomiti. Eppure se la cengia di Ball non è facile per voi, dovreste ignorate la cengia Grohmann. Ma nonostante la cengia di Ball sia facile per voi, la cengia Grohmann potrebbe esservi troppo dura. Il primo salto nel canalone di Fessura ovviamo a sinistra discendendo per il fianco, bordato a destra con il canalone stesso e a sinistra con un canalino. Dobbiamo fare due passi in discesa di primo grado superiore non semplice per raggiungere una facile cengia che ci guida a sinistra oltre il canalino al pendio sassoso. Ancora a destra ritorniamo al canalone. Ci chiama più volte un camoscio. Forse era molto contento, perché non siamo riusciti trovarlo con sguardo. O non era proprio contento, perché abbiamo seguito le sue tracce nel ghiaione, fatte giusto dove la grandezza e mobilità di ghiaie era perfetta per una piacevole discesa. Evitiamo il secondo salto, ancora a sinistra. Ma prima dobbiamo scavalcare un canale nel ghiaione con lati abbastanza sgretolati. Poi per il sentiero attraversando un prato (visibile da lontano) e discendendo tra mughi, arriviamo finalmente all'altopiano di Pelmo. Seguiamo il grande ghiaione al suo fine, dopo giorni di pioggia con ruscello, e poi usciamo presto tra mughi, a questo posto non fitti, al sentiero Passo Staunlanza - Rifugio Venezia. Forse per la prima volta il soluzione migliore, magari se ritorniamo al Rifugio. gennaio 2011 Home
097 img o tn Cengia di Ball
097 img o tn Cengia di Grohmann. La quella più alta, sotto della parete gialla, o la quella più bassa?
097 img o con sole
097 img o Quella è la cengia vera?
097 img o 2
097 img o Dunque all'angolo
097 img o "il tratto spaventoso"
097 img o passo inquietante
097 img o una facile cengia
097 img o il grande ghiaione
Pelsa
Civetta, Monte Alto di Pelsa, Sella di Pelsa, Coldai, Forcella delle Sasse

Civetta

Monte Alto di Pelsa, Sella di Pelsa, Coldai, Forcella delle Sasse

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Civetta Monte Alto di Pelsa, Sella di Pelsa, Coldai, Forcella delle Sasse luglio 2009 Foto Collana novembre 2012 Home
PoperaM
Dolomiti , Popera Meridionale , Croda da Campo

Popera Meridionale

Salita alla Croda di Ligonto

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Popera Meridionale 2001 La guida è ipotetica e lontana dalla prima edizione. Ci mancano ancora almeno due salite: sulla Cima Bagni e sulla Croda di Ligonto. Ma quando già siete su questa pagina ecco una foto fatta sulla via normale alla Croda da Campo. Il posto è sicuramente il più difficile sulla nostra via alla cima ma non troppo per un escursionista coraggioso. Quando superate questa tentazione la cima è ancora abbastanza distante e faticosa. Anche non è chiaro dove procedere. La soluzione che a prima vista sembra sbagliata potrebbe essere quella giusta. Tuttavia prima della salita sarebbe bene osservare Croda da Campo dall'alta Val da Rin. Appendice febbraio 2004. Sembra che la guida al Popera Meridionale sia adesso ancora più irreale di tre anni fa quando questa pagina è stato aperta. Che Cima Bagni e Croda di Ligonto sìano così lontane e irraggiungibili come le cime himalayane. Che dobbiate trovare da soli la vostra via a queste montagne. Forse queste foto, potrebbero aiutarvi un po' per la Croda da Campo e la Croda di Ligonto. Foto Collana Appendice agosto 2004. Salita alla Croda di Ligonto di Stefano Zuelli , CAI Reggio Emilia estate 2001. Per salire la Croda di Ligonto, si deve lasciare il sentiero della Val d'Ambata a quota 1950 (ometti di pietra) e raggiungere il Vallone che sale a Forcella Paola (tra Croda di Ligonto e gli avancorpi della Cima d'Ambata). Prima della base delle rocce della Croda di Ligonto si traversa a sinistra verso una evidente selletta erbosa. Di la dalla selletta si segue un canale per circa 100 metri poi si prosegue la traversata in diagonale verso sinistra, sino a portarsi sulle terrazze erbose alla sinistra della verticale di vetta. Qui parte un lungo ed evidente canalone (in basso diviso in più rami tutti facilmente percorribili) che conduce in cresta, sulla spalla a nord della cima. Nelle foto prese dalla Croda da Campo si vede molto bene il canale (scende a sinistra della cima principale, partendo dalla spalla di cresta). Il canalone è facile, ma lungo e faticoso. Giunti sulla spalla, si traversa a destra puntando alla vetta per una terrazza ghiaiosa con gradini rocciosi (1°), rimanendo sempre in versante Val d'Ambata (ometti). Si punta alla base delle rocce sommitali, verso una verticale parete gialla, dove in ultimo si vede un canale - camino che sale in diagonale da destra a sinistra (chiodo alla base del tratto verticale). Si scala il camino, non esposto ma un pò friabile, facendo attenzione all'uscita con spuntone in procinto di crollare. Il tratto verticale è circa di 10 metri, di cui solo l'uscita (3 metri circa) di 2°+ (non esposto). Più in basso ci sono 20 metri di canale di 1° facile. Spuntone con cordini in uscita. Poi in breve si traversa a sinistra fino alla vetta principale. Discesa per stesso percorso, senza necessità di corda doppia. Materiale: basta una corda da 20 metri per il camino finale. Tempo: ore 6/7 da Auronzo + ritorno 5 ore. Home
099 img o tn Cima d'Ambata, Forcella Ana e Punta Anna dalla Croda da Campo
099 img o tn Campanili di Popera dalla Cengia Gabriella
099 img o tn Cima d'Ambata, sullo sfondo Monte Giralba di Sotto e Monte Popera
099 img o tn La vetta della Croda da Campo
099 img o tn Croda di Ligonto dalla Cengia Gabriella
099 img o tn Cadin di Stallata
099 img o tn Padola dalla Croda da Campo
SanSebastianoTamer
Dolomiti, San Sebastiano (Cima Nord, Cresta Sud) - Tamer (Cima delle Forzelete)

San Sebastiano - Tamer

Cima Nord di San Sebastiano 2488

Viáz Aut, Cima Livia 2366, Viàz dei Cengioni

Cresta Sud di San Sebastiano quota 2419, 2420, 2405

Baita Angelini 1680 m, Vant de le Forzèle, La Porta 2326 m, Cresta Sud di San Sebastiano quota 2419, quota intermedia 2420, la depressione della cresta 2383 m, Croda delle Caure 2086, El Vantèsel, Van di Gravinài, Baita Angelini 1680 m

Cima delle Forzelete 2448

Vant de le Forzèle, Portella de la Gardesana 2100 m, Forcella Larga 2185 m Forzeléte 2365 m, Vant de le Forzèle

Il giro

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San Sebastiano - Tamer Cima Nord di San Sebastiano 2488 Cresta Sud di San Sebastiano quota 2419, quota 242 Cima delle Forzelete 2448 Cima Nord di San Sebastiano 2488 Viáz Aut, Cima Livia 2366, Viàz dei Cengioni agosto 2003 Viaz dei Cengioni diventa un sentiero attrezzato. I suoi due posti, dove il cuore batteva poco più presto, sono adesso arredati con chiodi e corda fissa. Il suo honore salva un caminetto, lasciato naturale, sull'accesso al Viaz, una bella miniatura del secondo grado. Possiamo passare più facile: sotto la pietra incastrata ma completamente sporcati dal terriccio o sorprendente elegante sulla sua costolina sinistra. La ferrata Constantini è eppure troppo difficile per molti, adesso per meno ambiziosi si offre Viaz dei Cengioni, meno spettacolare ma sensibilmente più facile. Se volete (una canzone canta: noi vogliamo bello tempo, noi vogliamo belle donne) qualche cosa più adrenalinico, naturale senza compromesso, con difficoltà di primo grado severissimo, provate Viaz Aut. Traversa in parallelo all'altezza di due cento metri più dal Viaz dei Cengioni, dal Canalone di Cima dei Gravinai (quasi dal suo fine sotto la forcella di cresta) al Canalone di Cima Livia (decisamente al ultimo canale a ridosso la parete settentrionale occidentale della Cima Livia). Il canalone di accesso al Viaz Aut sovrastato dalla Cima dei Gravinai Passo Duran dal Viaz Aut Viaz Aut Cima Nord di San Sebastiano dal Viaz Aut Tamer (Piccolo, Grande e Davanti) dalla Cima Livia Cima Nord di San Sebastiano dalla Cresta Sud di San Sebastiano Cime delle Lastie e Cima dei Gravinai (con croce) dalla Cima Nord di San Sebastiano dalla Cima Nord di San Sebastiano verso Moiazza e Civetta Mezzodi - Pramper dalla Cima Nord di San Sebastiano Sullo sfondo a sinistra Bosconero Dal Passo Duran seguiamo il sentiero segnato per Viaz dei Cengioni (nella prima mezza ora comune come per Baita Angelini) fino ad incontrare il Viaz stesso e seguendolo, poco dopo il primo canalone che traversa, il Canalone di Cima dei Gravinai (1.30h). Qui lasciamo il Viaz dei Cengioni, il sentiero sicuro e facile, e saliamo il Canalone, ripido e senza tracce con qualche posto di primo grado, quasi al suo fine, dove grandi massi lisci ci sbarrano la uscita sulla forcella di cresta. Usciamo dal Canalone a destra per una specie di cengia (primi metri di 1 grado superiore). A questo momento non è chiaro come continuare. Si dove traversare salendoci. Presto incontriamo un canale erto che ci giuda nella vicinanza di cresta. Il primo ometto. Nel questo parte il rilievo della cresta è quasi orizzontale e facilmente accessibile. A destra finisce con una forcellina poco pronunciata, dove la cresta comincia con un ripido salto a salire alla Cima delle Lastie Nord 2370 m. Alla forcellina detta è anche il inizio della cengia Viaz Aut che traversa le parete occidentale delle Cime Lastei e della Cima San Sebastiano Nord. Ci aspetta subito una tentazione. Orizzontalmente per la cengia segnata con un ometto pari a un muro proibitivo. Elegante, ardito ma con un posto esposto dove sembra come che la cengia si interrompe. O discendere ventina di metri nel fondo di un canale ripulsivo e risalire al suo lato opposto. Se decidete (come noi) per questa variante (non banale) di meno resistenza forse penserete che la prima variante sia eppure più bona e che avete dovuto passare la cengia. Continuiamo per la cengia (il più difficile posto è dietro noi) e arriviamo allo spigolo della cresta occidentale della Cima Nord San Sebastiano Nord. Prima di aggirarlo, voltiamoci indietro al Viaz oltrepassato. Si vede Cima Gravinài Nord come ultima nella catena di San Sebastiano, con la vetta alla nostra altezza. Il ultimo ometto del Viaz. C'è ancora un ometto decina metri più alto, probabilmente della Via Angelini. Escursionisti forti e avventurosi potrebbero provare questa via diretta alla Cima Nord. ";303e) Giovanni e Corrado Angelini, 21settembre 1959. È un itinerario molto semplice e di facile orientamento. Difficoltà: II"[asPDZ]. Ciò sarebbe un finale di grande soddisfazione, ma continuiamo eppure per la via originaria. Qui si apre la grande rientranza tra Cima San Sebastiano Nord e Cima Livia. Vediamo due canali paralleli, che salgono alla cresta di collegamento tra due cime dette. Il nostro canale è il ultimo a destra, immediamente a ridosso della parete della Cima Livia e il quale sale alla più bassa forcella della cresta. Dobbiamo traversare il fianco meridionale-occidentale (che ci invita seducente a salirlo) della Cima Nord di San Sebastiano, nella leggera discesa, per una cengia discreta fino al primo canale. Forse lo proveremo, ma presto rinunceremo e continuiamo a traversare un po e con due metri in discesa (1° superiore) entriamo nel canale prossimo. E che vorremmo, non potremmo traversare ulteriormente. Saliamo per il canale, per ghiaie ripide, faticoso ma non lungo, alla forcella di Cresta. Da qui Cima Livia non è più lontana. A destra per la cresta in pochi minuti. Una sosta meritata. La cresta meridionale della Cima Nord di SS ci provoca e spaventa. "303d) per cresta Sud-Ovest (e per Cima Livia). Giovanni Angelini e Angelo Pasqualin, 29 luglio 1943. Difficoltà: ..., poi II."[asPDZ]. Ritorniamo alla forcella e discendiamo al lato opposto (orientale) per un canale friabile. Ci porta a un pendio, ghiaoso poco erboso, qualche centinaio metri più basso, ma ancora sempre abbastanza più alto dal fondo della valle. Là (per il pendio) passa un sentierino: a sinistra salendoci alla Forcella di San Sebastiano ed a destra in lieve discesa al Viaz dei Cengioni. A noi la scelta. Cresta Sud di San Sebastiano quota 2419, 2420, 2405 Baita Angelini 1680 m, Vant de le Forzèle, La Porta 2326 m, Cresta Sud di San Sebastiano quota 2419, quota intermedia 2420, la depressione della cresta 2383 m, Croda delle Caure 2086, El Vantèsel, Van di Gravinài, Baita Angelini 1680 m luglio 2003 "È un lungo crestone, abbastanza uniforme, culminante in tre quote: una meridionale 2419 m immediamente a N della Forcella La porta (2326 m); una settentrionale 2405 m immediatamente a SE della Forcella di S. Sebastiano (2350 m c.); una intermedia 2420 m, a N della quale la cresta presenta una depressione 2383 m. La cresta è facilmente percorribile;"[asPDZ] Proponiamo un giro : Dal Baita Valentino Angelini ai Scarselóin 1680 m per il Vant de le Forzèle alla Forcella La Porta 2326 m. Poi salita alla Cresta Sud di San Sebastiano quota 2419, traversata della Cresta fino a una depressione 2383 m e poi discesa al Vant de le Forzèle o Van di Gravinài. 306dd è una variante di "306d) da Forcella La Porta alla Cima 2419. Gianni e Dino Chiggiato, agosto 1931 (inf. priv.). Difficoltà: II, III"[asPDZ]. È più facile. Un movimento di due metri di 3° grado giusto all'attacco (come una trappola che non permette ritorno), poi 1° grado o 1° superiore con un posto (anche corto, due o tre metri) di secondo grado. Tamer Piccolo, Tamer Grande, Tamer Davanti dalla Cresta Sud di San Sebastiano Cresta Sud di San Sebastiano Tamer Piccolo e Tamer Grande come una cima, Forcella anter i Tamer e Tamer Davanti dalla Cresta Sud di San Sebastiano Tamer Piccolo, Cresta Sud di San Sebastiano q2419 e Cima delle Forzelete Tamer (Davanti, Grande, Piccolo), Cresta Sud di San Sebastiano q2419, Cima delle Forzelete e Cima de la Gardesana Se veniamo alla Forcella La Porta (del Tàmer) per il Vant de le Forzèle, dopo faticosa salita sul ghiaione arriviamo a un terrazzino avancorpo della vicina La Porta. Bel posto per la sosta, ma anche eccellente posto di osservazione della nostra variante. Dalla Porta andiamo a destra (direzione NE) prima per ghiaie sotto la parete di Cima Sud di San Sebastiano 2419 e poi per la cengia (un passo di 1°+) che entra lateralmente in un camino all'altezza di qualche metro dal zoccolo (meno di 5 minuti). Attacco. Al inizio il camino è molto stretto (come corpo umano), verticale e senza buoni appigli per le gambe. Posto difficile (3° grado) per un escursionista, anche intraprendente. Per la fortuna, dopo due tre metri il camino diventa più facile (primo grado). Nascosti in dentro dal profondo arriviamo presto al bordo sinistro di camino-canalone principale dove forse transita 306d. Una cengia repulsiva guida nell'interno del canalone che è sopra chiuso con un enorme masso incastrato. L'ambiente severo e pauroso. Ci sembra che dovremo ritornare tranne la trappola all'inizio. Ma un altro masso incastrato, qualche metro sotto noi, permette scavalcare al lato opposto del canalone e per il suo fianco destro, traversando a sinistra, uscire sopra masso superiore. Possiamo passare con difficoltà di primo grado con uno o due passi di secondo grado. In contrario del camino iniziale, questo dettaglio è un po esposto (il canalone profondo è sotto) ma sopportabile. Adesso facile per il canalone ghiaioso al costone e in breve sulla cima. Notizia: Ancora a destra di 306d un altro canalone attrae attenzione. Completamente è ghiaioso e pare facile. Porta in obliquo sul costone, cinquantina metri sotto 306d. Resta sconosciuta di difficoltà del costone fino alla confluenza con 306d. Aspettando ottimistico, meno di secondo grado, ma guardando dal alto un raggio di sospetto che non sarà tutto semplice. Questa ipotetica (non verificata) via, è segnata sulla foto in rosso e numerata con 306k come una proposta per esplorazione cercando ancora più facile accesso alla Cima 2419. Accesso alla Cima 2419 dalla Porta è importante perché permette una bellissima aerosa traversata di tutto "Crestone del S. Sebastiano". Una volta arrivati alla quota 2419 ci aspetta solo pure soddisfazione, stupende viste inaspettate e difficoltà divertente. Saliamo alla quota intermedia 2420 e poi discendiamo alla depressione 2383. È possibile continuare alla Cima Settentrionale 2405 (appare come due gemelle) immediatamente a SE della Forcella di S. Sebastiano e discendere alla stessa . "306a)"[asPDZ] Se vorremmo ritornare al Vant de le Forzèle, discendiamo dalla depressione 2383 per il fianco NE, a mo' di una terrazza levigata e bordata dai entrambi lati con ripidi salti che cadono a sinistra al El Vantèsel e a destra al Vant de le Forzèle. Il fianco diventa più e più verde, prima erboso poi barancioso. Prima che si ingombra dai baranci, al bordo destro si sale dal Vant delle Forzèle un valoncello ben percorribile. Grande ometto sul bordo, all'inizio del buono sentiero che scende per il valoncello nel Vant. O possiamo anche continuare per il fianco fino alla Croda delle Caure 2086 (meglio dire alla sella erbosa che avanza La Croda). Il fianco fa un salto e bisogna aggirarlo più a destra intuendo il passaggio tra baranci fitti. Un ometto ben spostato facilita orientazione. Usciamo al lato destro di un corridoio tra fianco principale (in forma di salto roccioso) e Croda delle Caure come una collina verde. Dunque adesso a sinistra per il corridoio in lieve salita in pochi minuti alla selleta tra fianco e Croda delle Caure. Vale la pena una digressione sulla Croda. Un riposo sul tappetto erboso dopo lunga giornata, un sonno ricuperando e calmando, un sogno senza pensiero. Dalla selleta al lato opposto si apre un anfiteatro. Non si scende direttamente nella valle però si traversa il anfiteatro (El Vantèsel) fino alla spala sul suo orlo occidentale, perdendo pochi metri di altitudine. Ritorneremo ancora una volta per esplorare El Vantèsel e salire direttamente sul fianco? Scavalchiamo la spalla e discendiamo, utilizzando un canale o suo orlo destro (sfasciumi o erba, tracce di sentiero) fino alla ghiaione principale (Giarón di Pala). Adesso per il ghiaione al sentiero Passo Duran - Baita Angelini che traversa Van di Gravinài a circa 1600 metri. Forse è meglio uscire dalla colata ghiaiosa alla prima opportunità a sinistra. La colata è profondamente incassata dalle forze naturali con lati sgretolati fino al suolo "cementato". C'è almeno uno avviso nella Baita Angelini che il pernottamento è interdito (tranne "vis maior"). Ma meglio di avvisi, i ghiri custodono la Baita dove abitano nel suo tetto. Non hanno paura di uomini e si comportano come i padroni della Baita. Loro piace bene la note quando si passeggiano, si giocano, morsicchiano legno, facciono rumore, ci guardano nei occhi .... Una decina di anni fa, la baita era completamente arredata come una casa, oggi sono restati solo una tavola e sei brande. La valle è non più lontana come una volta e la baita non ha più necessario isolamento. La strada è arrivata magari a El Vach, minuscolo lago a 1361m sotto il salto sopra il quale sta la baita. Cima delle Forzelete 2448 Vant de le Forzèle, Portella de la Gardesana 2100 m, Forcella Larga 2185 m Forzeléte 2365 m, Vant de le Forzèle luglio 2003 La Cima della Gardesana e La Cima delle Forzeléte formano un piccolo sottogruppo a cavallo fra il Vant de le Forzèle a Ovest e Pian di Palùi a Est. Una grande terrazza verde si trova al loro lato orientale e come un bel balcone si estende dalla Forcella Larga pressoché alla Portèla di Gardesana, circa 600 metri sopra Pian Palùi. La vista alla catena Mezzodi - Prampèr è splendida. Da questo angolo è completamente scoperta e non ci può nascondere niente. Ci offre un bel giro: Partendo dal Vant, saliamo alla Portella de la Gardesana 2100m (1 ora), traversiamo la terrazza verde fino alla Forcella Larga 2185 m (mezza ora), poi saliamo alle Forzeléte 2365 m (mezza ora) e finalmente discendiamo nel Vant (mezza ora). Possiamo anche salire entrambe le cime. Alla Cima Gardesana: per "313a) da Nord-Est (dalla Portèla de la Gardesana). Difficoltà: I, alcuni passagi II." o dalla terrazza verde per "313b) da Est. Difficoltà: I"[asPDZ] Si può abbinare questi due itinerari, il primo per la salita, e il secondo per la discesa. Peccato a causa di maltempo (bella scusa vale l'oro) non abbiamo riuscito visitarla. E sì resta la Cima Gardesana per una altra volta. Alla Cima delle Forzeléte: "312a) da Nord, da Le Forzeléte (via normale). Difficoltà: I"[asPDZ] Forcella Larga e Cima del Pramper Castello di Moschesin dalle Forzele In basso Forcella Larga Cima de la Gardesana da un terrazino presso La Porta Cima delle Forzelete da un terrazino avancorpo della vicina La Porta Il giro Lasciamo il Vant dal suo ciglio inferiore (circa 1900 m) a sinistra (Est), dove comincia la parete compatta della Cima Gardesana. Saliamo per un ripido pendio erboso e ghiaioso, a ridosso della parete a destra. Il terreno diventa selvaggio. Saliamo sempre più alto e quando è possibile traversiamo a sinistra alla Portela, abbastanza spostata a sinistra e non molto più alta della nostra altezza. Dobbiamo traversare il pendio ripido in parte sgretolato e solcato da canali. Praticamente senza tracce. Non difficile, ma anche non rilassante. Forse penseremmo che non abbiamo trovato la ottima via alla Portela. Adesso ci aspetta la cresta Nord-Est delle Cima della Gardesana. Da qui la cresta è impressionante, con un salto potente alla mezza del suo sviluppo. Grazie la pioggia non dobbiamo affrontarla, lasciando l'esplorazione della cima per un'altra volta. Continuiamo per paesaggio idillico tipo di pascolo alto alla Forcella Larga dove troviamo un grande riparo naturale. Dalla Forcella Larga (via III 14b) in mezza ora per ghiaione ripido, nel parte superiore un po instabile, arriviamo alle Forzeléte, più preciso alla forcella più alta. "Le Forzeléte 2365 m c. - Serie di forcellette o passaggi della cresta dentata che unisce La Cima de le Forzeléte 2448 m con la Cima de la Gardesana 2466 m."[asPDZ,380] Per la Cima delle Forzeléte ( via 312a) andiamo a sinistra e subito incontriamo una torre ardita. Salita diretta per una spaccatura non è facile. Per una cengia stretta proviamo girare la torre a Ovest (il lato del Vant) e nella sua rientranza prossima per un canale salire tra due vette della torre. Il inizio di canale anche non è facile. Un passo di secondo grado, particolare spiacevole s'è umido. È meglio quando giriamo la torre, lasciare la cengia al posto più esterno e salire per la crestina (occidentale). Dal basso sembra difficile. Non lasciatevi scoraggiare. In fatto decina di metri di 1° grado superiore facile, divertente e sicuro, un po esposto. Dalla torre discendiamo per lato opposto (orientale) per un fianco di sfasciumi, ripido e ripulsivo. 1° o 1° grado superiore dipeso della scelta via. Nel ritorno (nella salita) tutto facile. Dopo ventina metri della discesa, possiamo traversare a destra e siamo subito alla forcellina di cresta. Ci pare come lei sia più accessibile dal basso (dal Est). Adesso con un passo malsicuro al ultimo pendio e in pochi minuti sulla cima. La vista e il ambiente isolato non ci deluderà, forse sofriremo soltanto per la vicina, ma irraggiungibile Cima Gardesana. Essi, i quali dificilmente cedono, possono tentare ancora una opportunità, la salita "313d) da Sud-Ovest (da Le Forzélete). Difficoltà: I,II"[asPDZ]. Ma da qui sembra impegnativo. Dalle Forzeléte (via III 14b), dalla forcella più alta discendiamo (verso la Cima Gardesana) per una cengia ghiaiosa (lato occidentale, lato del Vant de le Forzèle) fino sotto la forcella più bassa. Là entriamo in un canale che scende ripido nel Vant. Lo seguiamo sul suo fondo o laterale a destra come è opportuno (avventuroso ma senza difficoltà con qualche passo di 1° grado) fino al terrazzo obliquo che ci guida a destra nel Vant. O se aspirate al grande giro ampliato ( La Porta, Cresta Sud di San Sebastiano) potete dal terrazzo continuare per lato destro del canale già detto, e sì discendere direttamente nel Vant, ma al posto più a monte della variante precedente. Foto Collana Bibliografia: asPDZ Home
100 img o tn Il canalone di accesso al Viaz Aut sovrastato dalla Cima dei Gravinai
100 img o Il canalone di accesso al Viaz Aut
100 img o tn Passo Duran dal Viaz Aut
100 img o tn Viaz Aut
100 img o tn Cima Nord di San Sebastiano dal Viaz Aut
100 img o tn Tamer (Piccolo, Grande e Davanti) dalla Cima Livia
100 img o tn Cima Nord di San Sebastiano dalla Cresta Sud di San Sebastiano
100 img o Cima Nord di San Sebastiano
100 img o tn Cime delle Lastie e Cima dei Gravinai (con croce) dalla Cima Nord di San Sebastiano
100 img o tn dalla Cima Nord di San Sebastiano verso Moiazza e Civetta
100 img o tn Mezzodi - Pramper dalla Cima Nord di San Sebastiano
100 img o il Canalone di Cima dei Gravinai
100 img o spigolo della cresta
100 img o al Viaz oltrepassato
100 img o discendiamo al lato opposto (orientale)
100 img o 306dd
100 img o tn Tamer Piccolo, Tamer Grande, Tamer Davanti
100 img o tn Cresta Sud di San Sebastiano
100 img o tn Tamer Piccolo e Tamer Grande come una cima, Forcella anter i Tamer e Tamer Davanti
100 img o tn Tamer Piccolo, Cresta Sud di San Sebastiano q2419 e Cima delle Forzelete
100 img o Tamer Piccolo
100 img o tn Tamer (Davanti, Grande, Piccolo), Cresta Sud di San Sebastiano q2419, Cima delle Forzelete e Cima de la Gardesana
100 img o Tamer
100 img o tn Forcella Larga e Cima del Pramper
100 img o tn Castello di Moschesin dalle Forzele
100 img o tn Cima de la Gardesana
100 img o tn Cima delle Forzelete
100 img o Cima delle Forzelete
100 img o Forzeléte
100 img o Cima delle Forzeléte
100 img o Forzeléte
SassoToanella
Dolomiti, Bosconero, Sasso di Toanella

Bosconero

Sasso di Toanella 2430, Viaz de l'Ors

La salita

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Bosconero Sasso di Toanella 2430, Viaz de l'Ors luglio 2003 Anche per un escursionista con molte cime nel suo ricordo, la via normale al Sasso di Toanella è una grande avventura, una esperienza nuova. Siamo sempre nel spazio del grande isolamento e della integrità. Le difficoltà sono di primo grado selvaggio con due o tre dettagli corti di secondo. Nella prima parte la via normale si svolge per un canalone ripido, seguendolo alla sua fine. Poi devia a destra per le belle cenge, nella posizione aperta ed in parte esposta. Tuttavia se non ci sentiamo pronti per il Sasso di Toanella, come consolazione ci resta il Sasso di Bosconero con la sua via normale facile. Il culmine si consiste delle due vette gemelle, vicine, che paiono di uguale altezza. Gli ometti ci guidano alla vetta settentrionale, a quella immediamente sopra la Forcella della Toanella. Forse vi disturberete un po' un dubbio che quell'altra è eppure più alta. La salita Dal Rifugio Bosconero 1457 m in una ora e mezzo alla Forcella de la Toanella 2150 m. Nel Val di Toanèla il sentiero è in parte distrutto fino al suolo duro. Non tutto banale nella discesa. La forcella è bella. Dopo ripida salita nel canalone, stretto delle parete enorme, nell'ambiente severo ed inquietante, arriviamo alla tranquilla forcella verde, aperta a Est e piena di caldo sole meridionale. Una meta a sè, particolare se visiteremo il vicino Nóno della Spalla 2121 m. "Estremamente" giusto per il filo della cresta, o passeggiamo sul tappeto verde qualche metro sotto lei. Sulla sua sommita è una pietra curiosa. La vista libera oltre Piave ma anche la vista istruttiva al Sasso di Toanella. Sotto noi il mondo caotico dei Nóni. Dalla Forcella discendiamo un po' a destra per sentiero per Bivacco Tovanella (Viàz de le Ponte). Appena che è possibile lasciamo il sentiero e traversiamo in quota (qualche traccia quasi invisibile) sotto la parete Est del Sasso di Toanella. Ignoriamo il primo canalone, entriamo nel secondo, fiancheggiato alla sua sinistra con il potente Dito di Toanella (cinque minuti). Saliamo per canalone evitando gli ostacoli con difficoltà massima di primo grado superiore o qualche posto brevissimo di secondo. Come otteniamo all'altezza, il canalone diventa sempre più serioso. Il lato destro è a mo' di parete. Quello opposto (sinistro) si trasforma nella forma di una costola accessibile che magari non chiusa la vista verso Diti e Castelo di Toanella. Dobbiamo tenerci a questo lato sinistro. Usciamo dal canalone anche a sinistra, inaspettabile facile in rispetto alla situazione nella quale ci troviamo (ventina metri di primo grado superiore discontinuo). In breve, il canalone è duro, spaventoso, ma non è difficile. Non ci sono ometti, non le tracce che potrebbero autarci, siamo lasciati a noi. Possiamo passare con primo grado superiore e con uno o due posti corti (un movimento) di secondo. Nel parte superiore ci teniamo al suo lato sinistro evitando il suo invitante ma più difficile fondo. Anche allo stesso lato (sinistro) usciamo dal canalone alla cengia. Resistiamo a un canale che guida a destra verso la cengia attraverso un foro. Alla cengia che prima traversa sopra il nostro canalone, comincia una fila di ometti, i quali ci guidano un po' labirintico sempre a destra (in riferimento al canalone) per le belle cenge aperte ed esposte (ma non insidiose) nell'ambiente grandioso fino alla vetta. Incontriamo solo un posto di secondo grado (o forse primo superiore), un passo lungo sopra una non profonda spaccatura. Come che camminiamo sul castello incantato, sulle sue muraglie vertiginose, non protetti con parapetti. Sulla torre più alta non ci aspetta la principessa (o un principe che siano tutti e tutte contenti) ma un ometto di pietra e la paura come ridiscendere. Sasso di Toanella, il canalone d'accesso della via normale. Sasso di Toanella, il canalone d'accesso della via normale. La vista al verde Coston dei Noni e Nóno della Spalla 2121 m. Nella lontanza il piramidale Monte Duranno Diti e Castelletto di Toanella dalla via normale al Sasso di Toanella Sforniói Nord, Sforniói di Mezzo ed il fianco di Sasso di Bosconero(nella ombra) dalla via normale al Sasso di Toanella Diti e Castelletto di Toanella dalla via normale al Sasso di Toanella Sasso di Toanella, la via normale Sasso di Bosconero e Antelao (nella lontananza) dalla via normale al Sasso di Toanella La vista nel profondo, alla Forcella di Toanella Sasso di Toanella dal Coston dei Noni. Per il ultimo canalone a sinistra (il secondo dalla Forcella di Toanella alontana 5' minuti) si svolge la via normale "il Lares del Belo"[asPDZ,213], circa 1800m, alla base ovest del Sasso di Bosconero Sforniói Nord e Sforniói di Mezzo (nel centro come due gemelli). Sforniói Sud, con la sua cuspide, tocca la loro forcella di separazione. Sorapiss e Antelao nella retroscena Sasso di Toanella e Rocchetta Alta di Bosconero dal Sasso di Bosconero Sforniói Nord, Sforniói di Mezzo (Sforniói Sud con la sua Cresta Sud sotto la culmine di Sforniói di Mezzo) e Sassolungo di Cibiana Castelletto, Diti e Sasso di Toanella (sono visibili due cuspide della cima principale). Nel basso il verde Coston dei Noni Viaz de l'Ors, "affilata cresta con gendarmi"[asPDZ,288] Viaz de l'Ors Viaz de l'Ors, "caratteristica torre presso un larice"[asPDZ,289] Viaz de l'Ors Sasso di Toanella dalla base Ovest del Sasso di Bosconero Foto Collana Bibliografia: asPDZ Home
101 img o la via normale al Sasso di Toanella
101 img o tn Sasso di Toanella, il canalone d'accesso della via normale
101 img o tn Sasso di Toanella, il canalone d'accesso della via normale Il verde Coston dei Noni e Nóno della Spalla 2121 m. Nella lontanza il piramidale Monte Duranno
101 img o tn Diti e Castelletto di Toanella dalla via normale al Sasso di Toanella
101 img o tn Sforniói Nord, Sforniói di Mezzo ed il fianco di Sasso di Bosconero(nella ombra) dalla via normale al Sasso di Toanella
101 img o tn Bosconero, via normale al Sasso di Toanella Diti e Castelletto di Toanella
101 img o tn Bosconero, Sasso di Toanella Sulla via normale
101 img o tn Bosconero, via normale al Sasso di Toanella Sasso di Bosconero e Antelao (nella lontananza)
101 img o tn Bosconero, Sasso di Toanella La vista nel profondo, alla Forcella di Toanella
101 img o tn Bosconero, Sasso di Toanella Sasso di Toanella dal Coston dei Noni. Per il ultimo canalone a sinistra (il secondo dalla Forcella di Toanella alontana 5' minuti) si svolge la via normale
101 img o tn Bosconero "Il Lares del Belo"[asPDZ,213], circa 1800m, alla base ovest del Sasso di Bosconero
101 img o tn Bosconero Sforniói Nord e Sforniói di Mezzo (nel centro come due gemelli). Sforniói Sud, con la sua cuspide, tocca la loro forcella di separazione. Sorapiss e Antelao nella retroscena
101 img o tn Sasso di Toanella e Rocchetta Alta di Bosconero dal Sasso di Bosconero
101 img o tn Sforniói Nord, Sforniói di Mezzo (Sforniói Sud con la sua Cresta Sud sotto la culmine di Sforniói di Mezzo) e Sassolungo di Cibiana
101 img o tn Castelletto, Diti e Sasso di Toanella (sono visibili due cuspide della cima principale). Nel basso il verde Coston dei Noni
101 img o tn Viaz de l'Ors, 'affilata cresta con gendarmi'[asPDZ,288]
101 img o tn Viaz de l'Ors
101 img o tn Viaz de l'Ors, 'caratteristica torre presso un larice'[asPDZ,289]
101 img o tn Bosconero Viaz de l'Ors
101 img o tn Sasso di Toanella dalla base Ovest del Sasso di Bosconero
Schiara
Dolomiti Schiara

Schiara

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Schiara luglio 2010 Foto Collana settembre 2011 Home
Sfornioi
Dolomiti/Bosconero/Sfornioi di Mezzo,Viaz del Fonch

Bosconero

Sforniói di Mezzo 2425

Viaz del Fonch

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Bosconero Sforniói di Mezzo 2425 agosto 2004 In una giornata di agosto non è facile trovare parcheggio al Passo Cibiana. La folla è degna di San Martino di Castrozza o Madonna di Campiglio. Si costruisce intensivamente. I potenti tralicci alludono i nuovi tempi ma non si sa come saranno. Resta poco di un passo alpino intimo di dieci anni fa. La potenza attrattiva del Museo nelle Nuvole è così forte che quasi nessuno non può resisterle. Pochi eretici le tornano la spalla, eppure con rimorso di coscienza che non fanno bene, andandosene al lato opposto verso Bosconero. Verso la Forcella de le Ciavazòle soltanto quattro, due per la Forcella dei due Gendarmi e ancora due con bastoncini per Viaz del Fonch. Basta allontarsi pochi minuti dal Passo, lasciare la stradina sterrata, trovarsi nel bosco verde sul sentiero naturale e l'umore si cambia. L'ambiente è idillico. Particolarmente se facciamo una piccola digressione ai Piani d'Angiàs dalla bellezza favolosa. Il sorgente sotto la Forcella de le Ciavazòle è completamente diseccato, non c'è una goccia, neppure nel letto sottostante. Sulla Forcella detta (1994 m) lasciamo sentiero segnato che cade bruscamente nella Valle di Bosconero. Ne prendiamo un altro, non segnato che ci guida a sinistra sul versante di Cibiana tra mughi in lieve salita. Poi per fianco ripido e aperto ma facile. Gli ometti sono più per la decorazione della necessità. Arriviamo alla cresta Nord-Ovest di Sfornioi Nord e in breve al Croce, la quota 2275. (0.30h dalla Forcella) Fin qui una bella escursione per la tutta famiglia anche con cane. E con un granino di avventura. Tranne non siamo su una cima indipendente ma su un piano della cresta, la vista è splendida. Potremmo per ore intere contemplare l'ambiente, il gioco delle nuvole e sole, guardare una cortina di pioggia come avanza oltre il Passo Cibiana alla sua via dal Val di Zoldo al Val del Boite ... Forse una coppia di camosci ci acompagnerà brevemente, guardandoci curiosamente senza paura. Se fossimo giovani e pieni d'energia per tutto questo miracolo sarebbe 5 minuti troppo. La continuazione alla Forcella dei due Gendarmi non è più così semplice ma anche non è difficile. Per il sentiero sempre sul versante di Cibiana o in brevi momenti sulla cresta contorniamo Sfornioi Nord fino alla Forcella dei due Gendarmi che lo separa dal Sfornioi di Mezzo (0.30 ore dal Croce). Dunque dal Croce prima per la larga cresta, poi evitiamo a sinistra le sue prime scale. Dopo aver passati sotto il suo torrione sembra che il sentiero si perde nella larga banca inclinata. Si deve ancora ritornare alla cresta per pendio roccioso di ventina metri. A zig zag con primo grado o direttamente poco più difficile (1°+). Nel ritorno, nella discesa si sente il profondo. Presenta unica difficoltà sulla via, una sfida per escursionisti principianti avanzati a cui sono queste notizie dettagliate primariamente dedicate. Dal terrazzamento di cresta il sentiero ci guida ancora a sinistra per le cenge sotto il castello finale di Sfornioi Nord. 2) Il macigno che luccica al sole e con suo bordo destro tocca lo spigolo destro del Sfornioi di Mezzo è il fungo. "Qui, in corrispondenza delle prime roccette che s'incontrano salendo, vi è un caratteristico roccione (posto a destra chi sale) il quale, visto da sopra, ha la sommità a piano inclinato, mentre merita similitudine e appellativo di Fônch (fungo) visto da sotto."[asPDZ,239] 3) Torre di Campestrin, Forcella Piccola e nel centro Sfornioi Nord. Si vede il terrazzo quasi orizzontale della cresta tra la Cima e il torrione a destra. Ancora a destra dopo una forcellina e qualche dentino, la cresta ancora sembra poco inclinata. Al termine destro dove la cresta comincia discendere continuamente e più pronunziato sarebbe il Croce. Per la prima volta veniamo alla forcella dei due Gendarmi (o dei Pupe) forse per salire Sfornioi Nord. Ma ci attira molto più un'altra cima oltre la forcella. Non conosciamo magari il suo nome. Sentiamo come ci chiama. Ma non osiamo seguire il cuore, fare pochi passi che ci separano e senza qualsiasi referenza cercare la nostra via alla cima sconosciuta. Molti anni dopo siamo ancora sulla Forcella, questa volta incoraggiati con itinerario "210a) da Nord-Ovest, per la Forcella dei due Gendarmi (via normale). Lothar Patera, 28 agosto 1900 Difficoltà: I, l'ultimo tratto II."[asPDZ,272]. La via normale a Sfornioi di Mezzo è una bella scalata di due lunghezze tra primo e secondo grado di difficoltà continua. Ci pare che siamo talvolta con un passo nel secondo grado ma non ne siamo tutto certi. La corda non è obbligatoria (meglio dire necessaria), almeno non per il primo in una cordata ipotetica. Sul fine della tutta lunghezza sono predisposti cordini per eventuale autoassicurazione o corda doppia per la discesa ma sembra che per la discesa sia meglio affidarsi a sè di ai cordini. La roccia è abbastanza bona, particolare nella seconda lunghezza. L'arrampicata è divertente. Forse eppure in qualche momento brevissimo con un pensiero inquietante alla mente. 1) La Forcella dei due Gendarmi o dei Pupe o magari dei tre Pupe se riuscite a persuadere la vostra pupa che viene qui. Ancora a destra la quinta di Sfornioi Nord. 2) Dalla Forcella "dapprima per una bella cengia, coperta da una volta, si gira uno spigolo; raggiunto un secondo spigolo"[asPDZ,273] Vista retrò dal secondo spigolo dov'è il inizio della scalata propria, alla bella cengia percorsa. Il inizio della scalata. Per la parete saliamo con difficoltà massima di 1° grado superiore fino alla cengia sovrastata dai strapiombi. Usciamo vicino al suo termine destro e seguendo la cengia arriviamo in breve al zoccolo del camino. Poco oltre si vede il balcone. Il camino quasi verticale, ventina di metri alto che ci guida al filo di cresta, è marcato con una finestra vicino la cresta. Un ometto sui suoi piedi suggerisce che siamo sulla via giusta. Primi metri sono veramente difficili. Affrontare il camino al esterno richiede più che possiamo offrire. E anche è un po' esposto. Forse ci incoraggeremmo quando non dovremmo ridiscendere per la stessa via. Poi proviamo dal interno tra masso incastrato e parete del camino. Ma il foro è troppo stretto e già il solo pensiero che ci possiamo incastrare basta per abbandonare questa possibilità. Che non esagereremmo con gradi di difficoltà, lasceremmo valutazione di questo posto a un alpinista in pratica con terzo grado. Prima il ritorno continuiamo disperati ancora pochi passi per la cengia alla sua sporgenza, a mo' un piccolo balcone. Bella vista nel profondo, anche su verso la vetta irraggiungibile. Adesso siamo abbastanza disposti dalla parete che possiamo notare poco a sinistra del camino un gradino invitante. Non è chiaro come rientrare nel camino ma non abbiamo niente da perdere. Dopo circa cinque metri di 1° grado superiore ritorniamo facilmente nel camino sopra il masso incastrato. Là ci aspetta un ometto caratteristico costruito di molti sassolini e con una pazienza evidente. Un ometto parecchio come che sia fatto a stessa mano, si trova anche nella prima lunghezza. Adesso su per il camino alla sua finestra, per buono gradino a destra usciamo sulla cresta. Il camino verso giù. La nebbia offusca il profondo e potremmo ingannarci che la foto sia fatta verso su. Siamo sulla cresta, nella prossimità della vetta giusto in cima al camino. Ci pare che vediamo il masso incastrato, la possibilità di uscire a destra sulla cengia, ancora poco più alla sua destra il balcone e tutto nel sfondo un triangolo macchiato con verde dove al suo bordo con la parete è il inizio della prima lunghezza. Poi per la cresta facilmente (un posto esposto di primo grado) sulla cima vicina. Se siete indecisi a salire Sfornioi di Mezzo, provate prima Sfornioi Nord. Se non inganna un ricordo lontano la breve salita è di primo grado discontinuo. Primi metri esposti sìano magari evitabili e una piccola prova verso la vetta non sia un ostacolo serioso. Se vi era difficile, sarebbe meglio lasciare Sfornioi di Mezzo per un'altra volta. Viaz del Fonch "Il punto di calata dalla cresta, verso le cenge della parete Sud-Ovest è circa 50 metri oltre (in senso di salita) il roccione del Fônch"[asPDZ,239] Discendiamo per fianco ripido e selvaggio con posti non banali di primo grado e uno di buoni tre metri di secondo. Ci sono poche tracce e bisogna fare attenzione che non cominciamo traversare troppo presto per qualche cengia ingannata. In questo caso potremmo arrivare al cordino predisposto con un moschettone blu sopra un camino aperto (e conseguente spiacevole esposto) a destra verso vale. Se siete con qualcuno caro a cui questa discesa è difficile e dovete camminare troppo lente curandovi del suo ogni passo potete facilmente sbagliare la via e questo moschettone è un segno convincente per ritorno. O è eppure troppo ambizioso, Sfornioi di Mezzo e Viaz del Fonch nella stessa giornata. 3) Si vede la nicchia nello spigolo, anche marcata col pietrone tra mughi. Il pietrone si trova nel centro della foto facendo illusione che tocca Forcella dantre Sfornioi retrostante. Sulla foto prossima 4) è giusto al suo bordo sinistro (della foto). Oltre il pietrone la cengia si interrompe. Veniamo subito sopra un camino attrezzato con cordino e un moschettone. Il camino non è facile e anche è lateralmente esposto. Forse è meglio prima il pietrone discendere per il pendio di sfasciumi e erba fino alla forcellina individuabile nell'angolo destro basso della prima foto 1). Ci sono ometti là, ma peccato in quello momento per noi erano invisibili. Foto Collana Bibliografia: asPDZ Home
103 img o tn 1) Sasso di Bosconero, Sasso di Toanella e Rocchetta Alta da presso di Croce (sulla cresta NO di Sfornioi Nord)
103 img o tn 2) Sfornioi Nord, Sfornioi di Mezzo come la parte della cresta di Sfornioi Nord, Forcella dantre di Sfornioi e Sfornioi Sud da presso di Croce (sulla cresta NO di Sfornioi Nord)
103 img o tn 3) Sfornioi Nord dalla Casera Copada Alta
103 img o tn Sfornioi di Mezzo e Forcella dei due Gendarmi (o dei Pupe)
103 img o tn 1) Forcella dantre Sfornioi dalla discesa dal Fonch al suo Viaz
103 img o tn 2) Forcella dantre Sfornioi dalla discesa dal Fonch al suo Viaz
103 img o tn 3) Forcella dantre Sfornioi e Sfornioi Sud dalla discesa al Viaz del Fonch
103 img o tn 4) Sfornioi Sud e Sasso di Bosconero dalla discesa al Viaz del Fonch
SfornioiSud
Dolomiti / Bosconero / Sfornioi Sud, Cresta Sud, Forcella Matt

Bosconero

Sfornioi Sud

Sfornioi Sud 2409

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Bosconero Sfornioi Sud Foto Collana Sfornioi Sud 2409 agosto 2005 "211a) da Sud, cioè da Forcella del Matt (via normale). Esperti cacciatori di Zoldo, secondo notizie tramandate, non ignoravano le possibilità di accesso di questa lunga cresta digradante alla Forcella del Matt. Tuttavia la prima salita alpinistica fu probabilmente quella di Mario Ceradini con la guida zoldana Rinaldo Pasqualin, 7 settembre 1895; ... Dislivello: 350m c.; sviluppo 1000 m c. Difficoltà: due brevi tratti II, il resto facile."[asPDZ,276] "Una variante finale molto semplice (Valentino Angelini e Decio Tomassi, 26 luglio 1924) conduce a N fino al termine della terrazza, donde per il versante Ovest a zig zag senza difficoltà in cima."[asPDZ,276] Osservando la cresta Sud dello Sfornioi Sud dal Sasso di Bosconero, non è chiaro come salire al terrazzo ampio antistante il castello finale che anche pare troppo ardito. Ma in realtà solo il accesso al terrazzo è un vero ostacolo. Sulla via normale al Sasso di Toanella o allo Sfornioi di Mezzo non c'è un posto allo stesso tempo così difficile ed esposto. Uno spigolo (non acuto) verticale circa decina metri alto. 1° grado superiore serioso e continuo, ultimo movimento è di 2° grado, esposto per almeno trentina metri e senza rassicuranti appigli per uscire al terrazzo soprastante. C'è un chiodo poco prima di uscita. In ritorno è un po' spaventoso dal bordo del terrazzo guardare nel profondo. Si può spostarsi due tre metri a destra e discendere per due aperti camini successivi (ciascuno circa 4 m alto), meno esposto ma anche più difficile. 2° grado. Buoni appigli per mani ma non troviamo facilmente appoggi per piedi. Nel ultimo camino basta un passo a destra (in discesa) e con le piedi facilmente raggiungiamo la terra ferma. La natura è selvaggia ma peccato la via è segnata con segni rossi. Ci sono iniziali e numero 96 sulla vetta? Durante nove anni la natura non è riuscita cancellare la segnavia. È irritante fino allo spigolo, ma poi è discreta. Come che il colore era mancante o non era più di così buona qualità. Se aspettate con la salita ancora qualche anno forse la natura la cancellera completamente oppure forse lo dovrebbero fare i loro autori. Dalla Forcella Matt contorniamo "sul versante Ovest e con direzione N la serie di spuntoni che formano la cresta fino ad incontrare su questa una larga forcella"[asPDZ,276]. Prima della forcella arriviamo a un promontorio laterale, sulla sua costola di collegamento con la cresta principale. Bellissimo posto per la sosta sul piccolo prato con mughi magri. Dalla Forcella al lato Ovest (a sinistra) allo zoccolo erboso della torre (bastione) sovrastante. Volentieri continueremmo avanti a sinistra ma dobbiamo per una cengia ritornare a destra, allo spigolo. Per questo su (il punto chiave, almeno decina metri per un escursionista molto duri) ad "un'ampia piattaforma piena di sfasciumi". A destra giriamo la sua cima e arriviamo alla seconda forcella sulla cresta, giusto sotto il castello finale. Al suo lato Ovest (a sinistra) per una cengia orizzontale qualche metro sopra il suo basamento fin ad un canale che permette l'acceso a un terrazzo (o una cengia un po' più larga, un balcone) nella parete Ovest. 1° grado, tranne un passo entrando nel canale di 1° grado superiore. Potremmo anche per il basamento venire al canale e per questo dritto su ma forse con qualche passo di 2° grado prima la confluenza con la variante nostra. Per la cengia (o terrazzino) veniamo presto alla sua fine, allo spigolo Ovest del castello. Pochi metri per lo spigolo (1° grado superiore, facile ma un po' esposto, potremmo evitarlo a destra per un camino corto ma più difficile) e poi a destra per un canale in parte ghiaioso su alla vetta. dicembre 2005 Bibliografia: asPDZ Home
104 img o tn Bosconero La cresta Nord-Ovest di Sfornioi Nord, dalla Forcella de le Ciavazole fino alla Cima
104 img o tn Bosconero Sulla via normale verso Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero Sfornioi Nord, Sfornioi di Mezzo e Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero Sfornioi Nord e Sfornioi di Mezzo da Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero Sassolungo di Cibiana da Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero Sasso di Bosconero, Sasso di Toanella e Rocchetta Alta da Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero Sfornioi Nord e Sfornioi di Mezzo da Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero verso Ovest: Rifugio Bosconero e Lago (Bacino) di Pontesei da Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero dobbiamo salire su questo castello-bastione intermedio della Cima Sfornioi Sud
104 img o tn Bosconero Forcella del Matt (lato Est) e Torcia del Matt
104 img o tn Bosconero: Sasso di Toanella e Rocchetta Alta ?Lares del Bello? 'un vechio larice, che spicca per la sua statura e posizione isolata sulla rada vegetazione arbustiva'[asPDZ,213]
104 img o tn Bosconero, la discesa al Rifugio Bosconero Sfornioi Sud nella nebbia, si intuisce il canalone che da sinistra a destra sale alla Forcella del Matt
104 img o tn Bosconero Rocchetta Alta con il suo cane ombroso dalla via normale allo Sfornioi di Sud
104 img o tn Bosconero spigolo Ovest del castello finale di Sfornioi Sud. A destra il camino che consente l'accesso facile alla Cima
104 img o tn Bosconero a sinistra allo spigolo Ovest della Cima Sfornioi Sud si vede il terazzino che permette l'accesso alla Cima
104 img o tn Bosconero Nel centro castello-bastione intermedio della Cima Sfornioi Sud, da vicino della Forcella del Matt
104 img o cresta Sud dello Sfornioi Sud sovrastato da Sfornioi Nord e Sfornioio di Mezzo; dal Sasso di Bosconero cresta Sud
104 img o bastione
104 img o castello finale
104 img o spigolo Ovest
TreSorelle
Dolomiti/Sorapiss/Tre Sorelle/La Seconda Sorella

Sorapiss

Tre Sorelle

Tre Sorelle

La Seconda Sorella

Dal Fond di Rusecco per fianco Sud e Sud-Est

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Sorapiss Tre Sorelle Foto Collana Tre Sorelle La Seconda Sorella Dal Fond di Rusecco per fianco Sud e Sud-Est agosto 2005 {Salite "ab antiquo" da cacciatori locali; prima ascensione alpinistica nota M. Norman Neruda, Una Bell, g. C. Menardi e A. Siorpaes, 13 VIII 1904 %abDOI1a,492} Ci ricordiamo lontani giorni della scuola, letteratura straniera, Cechov e le sue Tre Sorelle, Olga, Mascia e Irina? "Papà è morto un anno fa, proprio oggi ...". O Dostoevskij, L'idiota, le figlie del generale Epancin e Lizaveta Prokofievna, le tre sorelle Aleksandra, Adelaida, Aglaia? "Alla fine di novembre, durante il disgelo, il treno della linea ferroviaria Pietroburgo-Varsavia si andava avvicinando a tutta velocità, verso le nove del mattino, a Pietroburgo. L'umidità e la nebbia erano tali ...". Ma ritorniamo alle nostre Tre Sorelle, le Tre Sorelle che ci aspettano, le cime dimenticate nel gruppo del Sorapiss. Desideravamo la Prima Sorella, ma abbiamo conosciuto la Seconda, la più timida, la unica che non possiamo vedere dalla Forcella Grande, che si nasconde dietro la spalla di più alta Prima Sorella. La salita non è difficile. 1° grado facile, solamente brevi tratti e con qualche passo di 1° grado superiore anche facile. La roccia è in parte friabile, ma non è insidiosa. È di colore bianco e possiamo intuire e prima della prova di appiglio la sua affidabilità. Anche la pendenza non è sì accentuata che la friabilità sarebbe compromettente. Se si trovasse la Seconda Sorella nelle Dolomiti d'oltre Piave forse diremmo che la roccia sia abbastanza buona. Una salita in un ambiente prezioso, con il forte senso di isolamento, con le belle vedute impressionante che si sempre cambiano, sul terreno facile (relativamente) e non faticoso (senza ghiaioni strapazzosi tranne un breve tratto all'inizio). Una salita che ripeteremmo volentieri quando non dovremo affrontarci lo sconosciuto e potremo lasciarci interamente alla soddisfazione la quale ci dona. Vi preghiamo che non appariscono i segni rossi. Che non saremmo desolati che abbiamo descritto questa salita. Quando ci sentiamo insicuri possiamo sempre costruire un ometto (o bere un bicchiere, o gridare alla cara). Magari non devono essere durevoli come piramide in Gizeh ma effimeri fino alla prima pioggia o un po' più forte vento. La Forcella Grande è turisticamente ingiustamente negletta. Per molti la Forcella Piccola è più attraente. Là è Antelao e la meravigliosa vista alle Marmarole, ma Forcella Grande anche offre molto. Un ambiente intimo e aperto. Enorme muraglia di Sorapiss con suoi contrafforti Monti della Caccia Grande e Tre Sorelle. Sopra noi Torre dei Sabbioni e se abbiamo ancora forza seguire un po' il sentiero al bivacco Slataper, si apre a destra una nuova veduta suggestiva: la catena Corno del Doge - Costa Bel Pra - Cima Bel Pra, e nella retroscena Dolomiti di Sesto. Chi non può senza Antelao, c'è un sentiero che dalla Forcella Grande traversa il ghiaione orizzontalmente a destra e porta in pochi minuti al Torrione Giou Scuro 2301. Dal Fond di Rusecco per il ripido ghiaione-canalone a mo' di clessidra che scende dalla Forcella della Caccia Grande. In breve siamo nella sua corta strozzatura. Ne usciamo presto a destra alla prima opportunità. Un passo di 1° grado superiore. Adesso siamo al bordo di un pendio ghiaioso che seguiamo cinquantina metri su. A sinistra ventina metri sotto noi è la strozzatura. Si apre la seconda possibilità a uscirne o scendere nel ritorno. A questo momento non saliamo ancora su per il pendio (resistiamo a questa possibilità che ci attrae molto), ma lo traversiamo orizzontalmente a destra fino al suo cornice dove comincia una cengia verde che ci gira intorno l'angolo ancora orizzontalmente a destra in pieno lato Sud Sud-Est della Prima Sorella. Ci troviamo nella bellezza inaspettata. Le comode cenge erbose separate delle cinture di rocce bianche con passaggi facili che ci permettano un divertente progressione verso destra in salita. Una gradinata più meravigliosa di giardini sospesi di Semiramida. Sì arriviamo al fianco di un nuovo canalone (il secondo canalone) che solca verticalmente questo pendio. Se siamo troppo basso saliamo un po' per il suo bordo finchè possiamo facilmente attraversarlo. Dalla parete della Prima Sorella ci divide solo un pendio di sfasciumi ghiaioni. Non saliamo direttamente allo zoccolo della parete ma continuiamo traversare il pendio in lieve salita incontrando qualche ometto, anche tracce di sentierino. Un nuovo canalone (il terzo canalone) ci sbarra la via. Saliamo per il suo bordo di sfasciumi (posti di primo gradi facili, magari evitabili a sinistra o destra per lingue di ghiaie) fino allo zoccolo della parete, alla bellissima e facile cengia. La seguiamo a destra giusto sotto le parete, prima traversando sopra il terzo canalone e poi ancora un canalone (che sale alla forcella tra due vette della Prima Sorella?) Siamo nel basamento del grande anfiteatro che formano parete delle Sorelle e del loro Coston e le quale restringendosi nella forma un (semi) imbuto discendono alla nostra cengia. Un ometto spostato 2-3 metri sopra la cengia ci suggerisce che dobbiamo abbandonarla. Per una paretina (decina metri di primo grado continuo) usciamo al pendio di sfasciumi e saliamo dritto su per circa 250 metri di altezza. Incontriamo brevi tratti di primo grado, magari talvolta evitabili per ghiaie. Nel ritorno siamo già sì orgogliosi che scivoliamo per alcuni corti tratti ghiaiosi. Ci troviamo sul fianco della seconda Sorella. Quando ci avviciniamo alla cresta il pendio diviene troppo difficile per primo grado. Ci spostiamo a sinistra oltre il canale che scende dalla forcella tra Prima e Seconda Sorella. Per il suo bordo sinistro (a mo' di costola) arriviamo alla forcella doppia, bipartita di una torretta bassa. Ci inganna un ometto semicrolato poco sopra la forcellina sinistra. Si sconsiglia la salita ancora a sinistra per la cresta del torrione interposto tra la forcella doppia e la Prima Sorella (Vetta Est). Se la roccia fosse buona, potremmo parlare di un primo grado superiore, un po' esposto. Ma la roccia è molto cattiva e insidiosa di particolare colore rossastro bruno. Quando in poco tempo per la seconda volta stacchiamo una pietra pesante, sentendo rolling stone come cade nel profondo rinunciamo alla Prima Sorella. "Bellissima e non difficile l'aerea traversata per cresta fra le tre punte. - Dalla Prima alla Seconda ore 1½; dalla Seconda alla Terza ½ ora. Al Coston Sorelle ... è meglio effettuare la traversata dalla Terza Sorella per cresta, facile ma affilata ed esposta. ½ ora."[abDOI1a,493] Ci sembra che la salita dalla forcella doppia (tra Prima e Seconda Sorella) per la cresta alla Prima Sorella sia troppo pericolosa per la friabilità (almeno al primo torrione della sua Vetta Est). Forse dovremmo tentare a traversare più decisamente a sinistra quando siamo più basso della cresta e prima quando il suo pendio si trasforma nei arditi torrioni della sua cresta. Dalla forcella doppia per lato Sud traversiamo in obliquo a destra il pendio della Seconda Sorella. Guadagnando all'altezza e avvicinandoci la cima, scegliamo qualche facile canale di primo grado (con un movimento o due di 1°+ obbligatorio) che ci guida direttamente alla comoda vetta. Ci pare da qui che sia possibile con simile difficoltà salire alla Terza Sorella, non per la cresta, ma ritornando alla nostra "traversa in obliquo" e continuando verso la vicina Terza Sorella. Le foto istruttive: "La Croda Marcora (Sorapiss), le Tre Sorelle, la Cima di Valbona dalla Forcella Croda Rotta, nelle Marmarole ..."[lvASM,43] "Il Sorapiss, i Monti della Caccia Grande, e le Tre Sorelle dalla vetta di Cima Bel Pra (Marmarole)"[lvASM,46-47] settembre 2005 Bibliografia: abDOI1a , lvASM Home
105 img o tn Sorapiss Antelao dal Torrione Giou Scuro
105 img o tn Sorapiss il ghiaione-canalone a mo' di clessidra che scende dalla Forcella della Caccia Grande (tra Monti della Caccia Grande quota 3004 e Prima Sorella) da Forcella Grande
105 img o tn Sorapiss Val di San Vito da Forcella Grande
105 img o tn Marmarole Costa Bel Pra e Cima Bel Pra da Ovest
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle il ghiaione-canalone a mo' di clessidra che scende dalla Forcella della Caccia Grande
105 img o tn Cima Bel Pra, Torre dei Sabbioni e Forcella Grande
105 img o tn Sorapiss, il fianco della Prima Sorella Corno del Doge e Costa Bel Pra
105 img o tn Sorapiss Fond di Rusecco; Punta dei Ross (salita elementare dice Berti), Forcella del Bivacco e Croda Marcora (nella nebbia)
105 img o tn Sorapiss, il fianco della Prima Sorella Croda Rotta (delle Marmarole), Corno del Doge e Costa Bel Pra
105 img o tn Sorapiss, il fianco della Prima Sorella La nebbia è finalmente scomparsa, ma è già pomerrigio
105 img o tn Sorapiss Pelmo e Punta dei Ross
105 img o tn Sorapiss, il fianco della Prima Sorella Cima Bel Pra, Torre dei Sabbioni, Forcella Grande e Punta Taiola
105 img o tn Sorapiss, il fianco della Prima Sorella Marmarole, Corno del Doge nel sole
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, vista alle Marmarole primo piano: Corno del Doge (a destra); secondo piano: Croda Rotta (a sinistra) e Croda de Marchi (a destra); terzo piano: da Croda Alta di Somprade via Cimon del Froppa a Cresta Vanedel
105 img o tn Sorapiss La cengia orrizzontale delle Tre Sorelle
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, vista alle Marmarole primo piano: Corno del Doge e Costa Bel Pra; secondo: Croda de Marchi e I Bastioni
105 img o tn Sorapiss Tre Sorelle, la salita dalla cengia
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Costa Bel Pra, Antelao (nella nebbia), Cima Bel Pra, Torre dei Sabbioni, Forcella Grande
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Il pendio della salita alla forcella doppia tra Prima e Seconda Sorella
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Forcella doppia (tra Prima e Seconda Sorella): il lato opposto
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Forcella doppia (forcellino sinistro) tra Prima e Seconda Sorella : il lato della salita; subito a destra la cresta principale verso Prima Sorella
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Forcella doppia (forcellino destro) tra Prima e Seconda Sorella : subito a destra la cresta principale verso Seconda Sorella; vista al lato opposto: La Cesta
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella primo piano: Cima di Laudo Est e Cima di Malquoira NE; secondo piano: Monte Cristallo e Piz Popena
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella Monti della Caccia Grande e Sorapiss con la vetta nella nebbia
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella primo piano: La Cesta, Cime di Laudo Ovest e Est e Cima di Malquoira NE; secondo piano: Monte Cristallo e Piz Popena
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella primo piano: Costa Bel Pra e Cima Bel Pra; secondo piano: I Bastioni e Antelao
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella nel profondo: Val di San Vito e Torre dei Sabbioni
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, Seconda Sorella Prima Sorella - Vetta Est (per noi irraggiungibile) e Monti della Caccia Grande quota 3004
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, Seconda Sorella nel profondo: Val di San Vito
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella Il tempo non è affidabile
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, Seconda Sorella L'ometto della cima
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella primo piano: La Cesta, Cime di Laudo Ovest e Est e Cima di Malquoira NE; secondo piano: Monte Cristallo e Piz Popena
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella Lago di Sorapiss
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella Prima Sorella - Vetta Est e Monti della Caccia Grande quota 3004
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Seconda Sorella
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, Seconda Sorella primo piano: Corno del Doge e Costa Bel Pra; secondo piano: Croda de Marchi e I Bastioni
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Pelmo, Civetta, Punta dei Ross
105 img o tn Sorapiss Fond de Rusecco (a sinistra su un pulpito Bivacco Slataper) sovrastato da Croda Marcora, forse nel centro Fopa di Mattia, e Sorapiss
105 img o tn Sorapiss Monti della Caccia Grande quota 3004 e Prima Sorella
105 img o tn Sorapiss Sorapiss, Monti della Caccia Grande, Prima Sorella, Terza Sorella? e Coston Sorelle?
105 img o tn Sorapiss Pelmo, Il cane, Rifugio San Marco
105 img o tn Sorapiss Il canalone Sud della Forcella della Caccia Grande, la sua strozzatura
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle, vista alle Marmarole primo piano: Corno del Doge; secondo piano: Cresta Vanedel, Croda de Marchi, I Bastioni
105 img o tn Sorapiss Parete gialla della Prima Sorella, la cengia orizzontale e il pendio dell'accesso alle Tre Sorelle
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Prima Sorella
105 img o tn Sorapiss, Tre Sorelle Prima Sorella
105 img o tn Sorapiss, Seconda Sorella una cengia taglia la parete rivolta a Ovest - (Traversata alta del Contrafforte del Banco? vedi schizzo [abDOI1a,499])
105 img o tn Sorapiss, Forcella Grande Monti della Caccia Grande quota 3004, la sua forcella, Tre Sorelle
105 img o Un ambiente
105 img o ghiaione-canalone
105 img o strozzatura
105 img o troppo basso
105 img o comoda vetta
ValGalline
Dolomiti/Pale di San Martino/Val delle Galline, Val Strut, Cima Fradusta, Lago Manna

Pale di San Martino

Val delle Galline, Val Strut Cima Fradusta, Lago Manna

Val delle Galline

Cima Fradusta

Notizie

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Pale di San Martino Val delle Galline, Val Strut Cima Fradusta, Lago Manna Foto Collana Val delle Galline agosto 2005 Val delle Galline è una gioia della natura. Vi riveliamo questo segreto perché sappiamo bene: quando avrete traversato la Val delle Galline per il sentiero delle Faranagole, non c'è forza che potrebbe costringervi a lasciare la sicurezza del sentiero attrezzato. Un accesso indovinato per la Cima della Vezzana, ma anche per la misteriosa Cima delle Comelle. Alquanto meno dipeso di resti di neve (o neve ghiacciato) della Valle dei Cantoni o Val Strut. La nebbia non ci ha permesso per vedere se è possibile discendere facilmente per ghiaioni (o rocce facile?) dal Nùvolo 3075 (o dalla sella che unisce il Nùvolo alla Cima della Vezzana) alla conca terminale della Val del Galline. In tal caso potremmo fare un bel giro salendo dalla conca a destra allo spallone Nord Est della Cima Vezzana e per la cresta NE alla Cima Vezzana 3192 e ritornando per il Nùvolo alla conca stessa. Tuttavia possiamo ritornare per la selvaggia Val Strut. Non c'era il ghiacciaio al Passo Val Strut o era sepolto sotto le ghiaie. Pochi resti di neve. Ruscelli d'acqua. O per la Valle dei Cantoni. Una volta (tredici anni fa) dopo ritorno dalla Via ferrata Bolver Lugli discendendo per Valle dei Cantoni abbiamo incontrato alla sua strettoia con salto due corde di acciaio distese da un lato all'altro come un cancello e con una targa avviso: non discendere direttamente per il fondo della valle. Se vi piacciono le vie ferrate (anche difficile) provate la Via ferrata Bolver Lugli della difficoltà naturale nell'ambiente bellissimo. Se siete allenati e avete un bel pomeriggio con cielo azzurro (in estate molto raro nelle Pale di San Martino), il sole bagnerà la parete Ovest del Cimon è la tutta via sarà solo per voi. Il sentiero delle Farangole traversa la Val delle Galline, il suo parte il più basso, attrezzato con un passamano di corde fisse quasi continue. (Nell'estate 1988. ancora quasi alla naturale?) Se proveniamo dal Rifugio Rosetta all'inizio oltrepassiamo un canale a ridosso del Col dei Cantoni e subito al suo bordo destro (guardando verso su) a mo' di costolina dobbiamo lasciare il sentiero. Saliamo per la costolina o al suo lato destro. Decina metri di primo grado facile, eppure con due passi obbligatori di primo grado superiore. Possiamo anche dalla costolina ritornare nel canale detto e per canale su con stessa difficoltà ma meno esposto. Nei entrambi casi appena che è facilmente possibile, ci spostiamo a destra ai prati ripidi. Non sono troppo ripidi, ma eppure con erba bagnata è meglio non intraprendere questa gita. Salendo per prati e poi per sassi entriamo in una conca. Usciamo per la parete destra, marcata con una cascata temporànea (durante pioggia). Saliamo per facile rocce gradinate, a sinistra della cascata fino a comoda cengia ghiaiosa. 40 metri di primo grado divertente. Fin qui si può arrivare tutto facile. Dalla conca per ghiaie dritto su finché a destra si apre la cengia detta che taglia la parete in lieve salita. Per un'altra cengia ripida saliamo da destra a sinistra per ancora 40 metri di 1 grado divertente. Veniamo al ultimo ghiaione prima grande terrazza sassosa situata tra lo spallone NE della Cima della Vezzana e la Cima Comelle. Alla terrazza, al suo bordo estremo sinistro, un po' a monte, incontriamo Ferrata Gabitta Ignoti che sale dal Passo di Val Strut alla Cima della Vezzana. A sinistra saliamo alla cima, a destra discendiamo facilmente (corda fissa) alla Val Strut. novembre 2005 Cima Fradusta agosto 2005 La salita alla Cima Fradusta 2939 dal Rifugio Rosetta 2581 è una gita escursionistica bella e facile. Per arrivare alla cima dobbiamo camminare nel deserto una mezza ora senza segni rossi, avendo ignorato un cartello. Possiamo anche continuare per Passo Canali 2469 al Rifugio Treviso e ritornare la giornata prossima per Rifugio Pradidali (o per Bivacco Minazio 2250, Passo delle Lede 2699 e Passo della Fradusta 2610) al Rifugio Rosetta. Prima per il sentiero 707 e poi 709 traversiamo Altopiano, una vasta pianura a mo' di deserto pietroso a 2500-2700 metri dell'altezza. Alcuni direbbero: un po' monotono e depressivo, altri "le plus beau e le plus triste paysage du monde". Passiamo presso Passo Pradidali Basso 2658, scavalchiamo un colle roccioso e veniamo al Passo della Fradusta 2610. Siamo davanti la Cima Fradusta e il suo ghiacciaio nel oggi tempo in forte ritiro, diviso nei due campi isolati con un lago al suo fronte. Un cartello con scritto Cima Fradusta ci dirige dritto verso il fianco nord della Cima Fradusta e il suo ghiacciaio. Ma presto i segni rossi deviano a destra traversando orizzontalmente verso Passo delle Lede 2699. Presto o tardi perdiamo ogni speranza che con questa via arriviamo alla vetta. Dal Passo della Fradusta un altro sentiero segnato guida nella direzione opposta (verso Nord) come collegamento scorciatoia con il sentiero 707. Forse chi interessa un collegamento di questo tipo non bisogna segnavia e preferirebbe Lago Manna alla sua via. Dunque al Passo della Fradusta 2610 ignoriamo questi due sentieri segnati sopradetti. Non è facile lasciare la sicurezza dei segni rossi magari quando ci guidano e dove non vorremmo. Eppure continuiamo senza alcuna segnavia verso Est sul bordo esterno della conca con Lago Fradusta. Non discendiamo nella conca ma camminiamo per piano sassoso nella prossimità del suo bordo. La conca ci è a destra. Presto troviamo il sentiero (in parte tracce) accompagnato con ometti marcati che ci guidano in lieve arco a destra incontro la cresta Nord-Est della Cima Fradusta al suo posto il più debole. Per sfasciumi (anche sentiero, senza difficoltà) veniamo alla cresta in realtà una larga terrazza sassosa che sale lente verso la cima. La seguiamo a destra e in pochi minuti siamo alla Forcella Alta del Ghiacciaio 2727 e in ancora quindici minuti alla cima. Non è chiaro perché questa variante facile in tutto senso (senza difficoltà, non faticosa, senza problemi d'orientamento) non è sistemata come il parte integrale della traversata Rifugio Rosetta - Rifugio Treviso. Anche sul Passo Fradusta non c'è cartello Rifugio Treviso o Forcella Alta del Ghiacciaio. In questa giornata di agosto una ventina di escursionisti vaga attorno Passo Fradusta ma nessuno è venuto sulla Cima. Alcuni credendo pienamente al cartello Cima Fradusta seguono il sentiero magari fino Passo delle Lede. Altri discendono al Lago Fradusta. Come stagione avanza la superficie del ghiaccio diventa più e più dura, in agosto ghiaccio durissimo azzurrino, solcato con canali di acqua. Nonostante la pendenza modesta non è possibile vi camminare. I due hanno provato attraversarlo usando i sassi gelati sulla sua superficie come appoggi per gambe (qualche volta anche per mani), ma sono stati forzati a ritorno prima della metà della via. Forse in giugno la traversata è una passeggiata divertente, ma in agosto è troppo pericolosa con possibilità del bagno nel lago. Potremmo speculare che si possa passare tra due campi di ghiacciaio, o per la morena sinistra del campo sinistro come hanno fatto due escursionisti in discesa dalla Forcella Alta del Ghiacciaio. Ma perché queste variante dipese delle condizioni di neve e non escursionisticamente facile quando abbiamo la variante detta, facile e semplice. Sembra che questa giornata la freddezza del ghiacciaio ha creato un piccolo campo anticiclonico. Non ha permesso le nuvole e la nebbia che coprono dintorno. La pioggia era romantica, ma sulla catena Cimon della Pala - Focobón hanno imperversato i temporali, rivivendo le cascate bianche sulle parete scure. Ritornati dalla vetta al Passo della Fradusta visitate il Lago Manna. Il lago è precisamente disegnato sulla carta1. Lo avete visto salendo alla vetta? Dal Lago potete uscire il più semplice al sentiero 707 tenendovi un po' a destra. Notizie Possiamo anche salire alla Cima Fradusta per la sua cresta Ovest. Dal Passo della Fradusta per il sentiero per il Passo delle Lede. Quando passiamo sotto la Forcella tra Cima Principale e la prossima Cima a Ovest 2900, lasciamo il sentiero e per la morena del ghiacciaio saliamo faticosamente dritto su alla Forcella. Seguiamo la cresta ovest. All'inizio qualche movimento di secondo grado e poi primo grado in parte abbastanza esposto, ma non compromettente. Dalla Forcella Alta della Ghiacciaio possiamo tentare la salita alla Cima Manstorna 2816 e Cima dei Lastèi 2846. Maltempo ci ha impedito già per la seconda volta. Chissà forse avrete più fortuna. Ci pareva attraverso le finestre nella nebbia che dalla Forcella non dovesse seguire a sinistra il sentiero per il Passo Canali 2469, ma si potesse trovare una discesa più diretta all'ampio avvallamento delle Buse Alte. novembre 2005 Bibliografia: lfPSMO , lvPSM 1[carta topografica Pale di San Martino 1:25000 foglio 022 di Tabacco. Nulla osta alla diffusione N.163 in data 9/5/90.] Home
106 img o tn 'cominciando ad arrampicare a sinistra di un nero colatoio strapiombante alla base'[lfPSMO,248]
106 img o Val delle Galline
106 img o prati ripidi
106 img o parete destra
106 img o ultimo ghiaione
106 img o grande terrazza sassosa
106 img o Val Strut
106 img o Cima Fradusta e il suo ghiacciaio
106 img o Lago Manna
106 img o cresta Ovest
106 img o viste dalla cresta Nord-Est della Cima Fradusta Cima Manstorna 2816 e Cima dei Lastèi 2846
VandelleSasse
Van delle Sasse

Van delle Sasse

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Van delle Sasse luglio 2009 Foto Collana Dal Van delle Sasse (dall'innesto del sentiero - la via feratta Tissi al Rifugio Toranni) il sentiero per il Rifugio Vazzoler è segnato con grandi(ssimi) bolli rossi di colore intensivo. Molti bolli sono su sfondo grigio. Come che qualcuno ha provato cancellare una sua generazione precedente, ma non ha riuscito. Sono appariti ancora, forse ancora più numerosi e irritanti. Un po' strano per un sentiero "ufficiale" di CAI. ottobre 2010 Home

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